Kinkaleri is it my world?_ Talks

Kinkaleri is it my world?_ Talks

By Is It My World? kinkaleriNews
Download on the App Store

Kinkaleri is it my world?_ Talks episodes

  • is it my world? - special guests Igor x Moreno
    Igor x Moreno hanno tenuto un laboratorio allo spazioK il 15 gennaio 2026 e presentato "Idiot Syncrasy" in occasione di e se ci entrassi dentro?, il 16 Gennaio 2026 al Centro Pecci di Prato. 

    Igor x Moreno è il nome con cui vengono presentate le opere create dai coreografi Igor Urzelai e Moreno Solinas, in collaborazione con un ampio gruppo di artisti. Le opere di Igor x Moreno nascono da una profonda fascinazione per le persone e per ciò che ci rende animali così speciali. Utilizzano la coreografia e, soprattutto, un linguaggio non verbale per creare esperienze capaci di sorprendere, energizzare e turbare. Le loro opere – altamente strutturate ma al contempo profondamente incentrate sulla vitalità – esplorano e al contempo trascendono diversi generi e stili.I processi creativi di Igor x Moreno privilegiano le domande rispetto alle risposte, l'azione rispetto alla narrazione, la comunicazione rispetto all'espressione, l'alterità rispetto alla diversità, la pazienza rispetto alla produttività. Non considerano l'intrattenimento un dovere, ma un utile strumento di comunicazione. Lavorano con rigore e giocosità. Danno valore all'inutilità.  Il team, dislocato in diverse città europee, si riunisce tra la Sardegna e Londra, da dove le opere di Igor x Moreno sono state portate in tournée in tutta Europa, nonché in Nord e Sud America, Africa e Asia. Tra i premi e i riconoscimenti ricevuti figurano il Premio Rudolf Laban e il Rose International Prize, le nomination ai National Dance Awards e ai Total Theatre Awards; le loro opere sono state selezionate per Aerowaves (2011, 2013 e 2015), NID Platform, British Council Showcase e British Dance Edition.
    1 hr 8 min
  • is it my world? - Elena Francalanci - Gaia Pellegrini
    Elena Francalanci e Gaia Pellegrini
    99

    in residenza dal 10 al 16 novembre 2025
    apertura pubblica su invito_ venerdì 14 ottobre, h 19.00
    spazioK, via Santa Chiara 38/2, Prato



    99 A distanza di anni dal successo del marchio italiano Ä-style, 99 si concentra sulla posizione a carponi come punto di partenza. Il duo di coreografe composto da Elena Francalanci e Gaia Pellegrini avvia un dialogo con la compositrice Agnese Menguzzato per esplorare ricordi e associazioni legati al simbolo della "A con due punti": dal tabù, alla curiosità, dal sessismo alla precoce oggettivazione delloro corpo. Partendo da un'iconografia che rafforza l'oggettivazione e banalizza l'immaginario sessuale, un team FLINTA si immerge nelle proprie esperienze di piacere attraverso il movimento, il suono e le sensazioni tattili per ribaltare la glorificazione dell'universo machista.Le coreografe Elena Francalanci e Gaia Pellegrini esplorano in 99 la sensualità dello sfiorarsi, del non darsi mai tutto, del tenersi, nel sollevarsi, del cercarsi. Entrando rigorosamente in contatto attraverso i vestiti, aggrappandosi ai pantaloni per trascinare, afferrando la cintura per trasportare, sollevandole magliette per scoprire pezzi di pelle, creando una composizione che esalta la materialità e la presenza dei loro abiti. Ballando l'una con l'altra e ballando l'una per l'altra compongono unacoreografia che diventa un inno all'oblio e impone fantasie di intimità lesbica. 99 analizza la
    posizione del cane come punto di rilascio e allineamento della colonna vertebrale, cercando di ricostruire i ricordi in una nuova narrazione più legata al desiderio, alla sensualità e alla tenerezza.Scambiando, coinvolgendo e sfidando le reciproche storie e pratiche artistiche, il team di 99 si riunisce per la prima volta come trio per testare i linguaggi di una nuova produzione.
    48 min
  • is it my world? - Camilla Giani
    Camilla Giani
    K.I.T.S.CH. Karaoke is the Supere Challenge
    residenza_27- 31 ottobre 2025

    apertura pubblica su invito_ venerdì 31 ottobre, h 19.00
    spazioK, via Santa Chiara 38/2, Prato



    Un karaoke sacro si svolge in uno spazio vuoto.
    Un microfono, un corpo e uno schermo: i dispositivi di un rito.
    Nel ridursi del movimento a codice si innesca una cerimonia tribale che esplora lo spazio in cui il sacro e il profano coesistono. La perdita è forma, l’estasi è metodo. 

    Karaoke - dal giapponese orchestra vuota - è un atto liberatorio che per imitazione permette di lasciarsi attraversare, come un contenitore vuoto, dal flusso performativo associato ad un idolo. Il corpo che agisce questo rito diventa contenitore vuoto e sacro, che si trasforma per arrivare ad esprimere parti ignote che possano venire alla luce attraverso la mimesi, nel tentativo del raggiungimento di un’altra condizione. Lo show, inteso come atto tribale di trascinamento e liberazione, viene astratto facendo emergere la struttura rituale che lo sostiene. L’eccesso ridotto a essenza.  Il lavoro si inscrive in una zona liminale in cui sacro e profano coesistono in tensione. La perdita di controllo non è disfunzione, ma condizione necessaria per accedere a uno stato di estasi, una sospensione del sé che apre alla possibilità di una soggettività collettiva e transindividuale. In questo contesto, il karaoke si emancipa dalla sua dimensione popolare e diventa dispositivo critico, capace di attivare domande sulla medialità del corpo, sulla trasmissione del significato e sul ruolo dello spettatore nel rito performativo.
    40 min
  • is it my world? - Martina Rota
    Martina Rota
    To Hug in a Knife
    residenza_10- 17 ottobre 2025

    apertura pubblica su invito_ venerdì 17 ottobre, h 19.00
    spazioK, via Santa Chiara 38/2, Prato
    È gradita una conferma di partecipazione.  
    RSVP: [email protected]


    To Hug in a Knife è un progetto di ricerca che si propone di indagare il tema dell'autodifesa. In uno scenario distruttivo e violento come quello contemporaneo, dove i corpi di ogni genere si trovano continuamente in situazioni di allarme, Cosa significa autodifendersi? È possibile ripensare il concetto dell'autodifesa in un’ottica che si allontana dal binarismo aggressore-vittima? Quali sono le posture fisiche ed emotive di un corpo e/o di una comunità che vuole preservare il proprio stato vitale in contrasto ad una volontà di morte e annientamento, culturale e organica. È possibile, oltre le tecniche codificate del combattimento, immaginare forme di protezione e preparazione alternative? In che modo possiamo ripensare l’autodifesa non come risposta violenta o emergenziale, ma come pratica relazionale, basata sul rispetto e sull’ascolto tra corpi, al di là delle categorie di genere?
     
    Martina Rota, è un artista attiva nel campo delle arti visive e performative.
    Cofounder di MASSIMO spazio indipendente d’arte contemporanea, nato nel 2019 insieme a Giulia Parolin e Stefano Galeotti. Oltre al suo lavoro di artista Martina lavora come movement director e performer, tra le sue recenti collaborazioni Puppies Puppies, Paola Pivi, MASBEDO, Isabelle Wenzel, Boris Chatmartz, Cristina Caprioli. La sua ricerca artistica indaga, attraverso una forte interdisciplinarietà, le urgenze, i desideri e i traumi del corpo in una dimensione collettiva e
    personale. Martina considera il proprio lavoro come un’opportunità per creare parentele con lo
    spazio, porre domande e riflettere sul sentire comune. La sua formazione ha inizio all’Accademia di Belle arti di Brera dove consegue la laurea nel dipartimento di arti visive. Parallelamente continua il suo percorso di studio tra l’Italia e l’Europa. Nel 2017 studia all’ SNDO school for new dance development ad Amsterdam. Nel 2018 entra a far parte di DA.RE corso di perferzionamento del danzatore contemporaneo diretto da Adriana Borriello a Roma. Dal 2019 al 2021 fa parte del progetto di ricerca Incubatore per futuri coreografi C.I.M.D diretto da Franca Ferrari.

    L’incontro e la residenza sono realizzati con il sostegno di Toscanaincontemporanea2025.



    57 min
  • is it my world? - special guest Boris Charmatz
    In occasione delle serate della Pecci Night - e se ci entrassi dentro? curate da Kinkaleri, OOH Sounds, NUB Project space, insieme al Centro Pecci, dove Boris Charmatz ha presentato la perfomance "La Chaise",  è stato organizzato un incontro pubblico dedicato al rapporto tra arte contemporanea e performance, in dialogo con Stefano Collicelli Cagol, Kinkaleri e Caterina Pagnini.L'incontro è stato realizzato con il supporto di Regione Toscana e Giovanisì nell’ambito del progetto Toscanaincontemporanea2025.
    Boris Charmatz , nato nel 1973 a Chambéry, in Savoia, è un danzatore e coreografo francese di danza contemporanea. Considerato uno dei "leader della nouvelle vague francese" e del movimento non-danza nato a metà degli anni Novanta, è stato direttore del Centro Coreografico Nazionale di Rennes e della Bretagna dal 2009 al 2018. Dal 2022 al marzo 2025 direttore del Tanztheater di Pina Bausch a Wuppertal. 
    Questa è la registrazione della serata. 

    1 hr 29 min
  • is it my world? - Maria Montesi
    Maria Montesi
    Quando gli alberi impediscono di vedere la foresta

    residenza_9-13 giugno 2025
    apertura pubblica su invito_ venerdì 13 giugno, h 19.00
    spazioK, via Santa Chiara 38/2, Prato

    “Quanto più i gesti perdevano la loro disinvoltura […], tanto più la vita diventava indecifrabile.”
    È quella di fine ‘800, “un’epoca che ha perduto i suoi gesti” (G. Agamben, 1996). Come leggere queste parole? Si può immaginare la perdita di un gesto?
    La domanda non sembra esaurirsi facilmente ma è curioso notare che nel momento in cui si cominciavano a registrare casi di anomalie del gesto, perdendo funzionalità e naturalezza (de la Tourette), la fotografia offriva uno strumento mai esistito di trascrizione clinica del movimento umano attraverso la sua frammentazione (Muybridge, Marey).
    Attorno a questa relazione tra sguardo e gesto la domanda può continuare ad aprirsi ai nostri giorni: in che modo il flusso continuo d’immagini che ci attraversa agisce sui nostri gesti quotidiani? In che modo la costante archiviazione, classificazione e rappresentazione delle nostre vite in rete influenza il nostro stare e agire nel mondo? In che modo la miriade d’informazioni, possibilità, connessioni offerte tramite nuove tecnologie di comunicazione opera su di noi? Se nel linguaggio verbale si parla di “saturazione semantica” come la perdita temporanea del significato di un vocabolo dovuta alla sua ripetizione continua, è possibile immaginare in atto una saturazione semantica del gesto? Tornando alla domanda iniziale, una perdita come svuotamento di senso? E infine, esiste un potenziale in questo atto di svuotamento? Cosa offre un gesto, denudato del suo portato sociale, emotivo, politico? Quale memoria porteremo di questa rottura? Può esistere qui un potere trasformativo?  
    Interagendo con alcuni materiali d’osservazione del reale, queste domande saranno attraversate in un’indagine corporea e condivise in forma di studio.

    Maria Montesi (1988) è artista visiva e filmmaker attiva in ambiti sperimentali che si pongono tra la videoarte, il cinema documentario e la danza. Muovendo da una formazione antropologica, la sua pratica esplora di volta in volta le possibilità offerte dall’incontro con un luogo e la comunità che lo abita. I suoi lavori spesso traducono un processo di osservazione volto a far emergere la relazione tra la sfera del vissuto individuale e quella della memoria collettiva. Ha presentato le sue opere in diversi paesi europei e negli Stati Uniti. Attualmente frequenta la formazione D.O.P di danza presso Company Blu ed è insegnante di fotografia e video-making presso FIDI a Firenze.
    48 min
  • is it my world? - Laura Cossignani - Riccardo De Simone

    Laura Cossignani Riccardo de Simone 

    GIARDINOSOFIA 
    in residenza allo spazioK dal 9 al 23 Maggio 2025

    Giardinosofia ha come punto di indagine il giardino nel suo rapporto simbiotico tra architettura e natura, tra interno ed esterno, tra reale ed evocativo. Il progetto trae la sua prima ispirazione dalla lettura e analisi nel testo GIRADINOSOFIA di Santiago Beruele, nel quale il giardino viene analizzato anche nella sua peculiare ricerca di bellezza ed equilibri come visione etica della felicità.
    49 min
  • is it my world? - Ilenia Romano
    Ilenia Romano
    Sky Castaways
    residenza_10-25 gennaio 2025
    apertura pubblica su invito_ venerdì 24 gennaio, h 19.00
    spazioK, via Santa Chiara 38/2, Prato

    Sky Castaways due entità catapultate nel tunnel dell’eternità. Approderanno a una meta o la ragione della loro esistenza è essa stessa nel suo farsi? La loro vita transdimensionale sembra muta e statica ma è in continua micro-macro-trasformazione. I corpi si cristallizzano in forme geometriche inanimate e in esseri dalle definizioni e de-formazioni più disparate.
    Il processo compositivo vuole ricreare un ciclo potenzialmente infinito in cui inizio e fine sembrano coincidere a causa di ripetizioni mai uguali a sé stesse e dejà vu immediatamente smentiti. Il determinarsi del movimento nella sua perpetua mutevolezza genera un senso d’eterno apparentemente fisso. Come la tassellatura di un mosaico arabeggiante, le immagini e gli avvenimenti vissuti dai corpi si modificano con una progressione di incastri dettati dal caso e da associazioni d’immagini. Similitudini e opposizioni, traslazioni, rotazioni, sfasamenti e inversioni, segnano il passo di visioni oniriche e iconografie mutanti che strutturano un tempo ‘speciale’ della percezione.
    Ispirazione fondamentale del lavoro è Metamorfosi II di Escher, che rappresenta una sorta di partitura ‘aperta’ non da seguire calligraficamente ma dalla quale lasciarsi attraversare nella costruzione del percorso drammaturgico.

    concept e coreografia Ilenia Romano | collaborazione al movimento e interpreti Michael Incarbone e Ilenia Romano | produzione PinDoc | con il sostegno di Toscana Terra Accogliente - Residenza artistica spazioK.Kinkaleri Centro di Residenza Regionale, Versiliadanza, Sosta Palmizi, IterCulture, Viagrande Studios
    47 min
  • is it my world? special guest - Antonio Tagliarini
    Antonio Tagliarini - La fortesta trabocca
    in residenza allo spazioK dal 2 al 7 Settembre 2024

    Antonio Tagliarini, performer, autore e regista ospite dei principali festival e teatri italiani e internazionali.  In questo lavoro, il cui titolo cita l’ultimo romanzo della giovane scrittrice giapponese Maru Ayase, Tagliarini indaga altri modi di esistenza, fino alla soglia della trasformazione, in dialogo con la poetessa e performer Gaia Ginevra Giorgi. Un’azione sonoro-performativa che, a partire dalle riflessioni del teorico queer Jack Halberstam, propone una nuova visione del concetto di fallimento come forma di libertà.
    37 min
  • is it my world? - Antonio Tagliarini
    Antonio Tagliarini - La fortesta trabocca
    in residenza allo spazioK dal 2 al 7 Settembre 2024

    Antonio Tagliarini, performer, autore e regista ospite dei principali festival e teatri italiani e internazionali.  In questo lavoro, il cui titolo cita l’ultimo romanzo della giovane scrittrice giapponese Maru Ayase, Tagliarini indaga altri modi di esistenza, fino alla soglia della trasformazione, in dialogo con la poetessa e performer Gaia Ginevra Giorgi. Un’azione sonoro-performativa che, a partire dalle riflessioni del teorico queer Jack Halberstam, propone una nuova visione del concetto di fallimento come forma di libertà.
    41 min

About Kinkaleri is it my world?_ Talks

From the publisher's feed

Una possibilità nella possibilità di usare del tempo gratuito di un social radio per poter produrre podcast di musica, suoni e contenuti che riguardano gli eventi dello Spaziok-Is it my world?, o le…