In Italia, un adolescente su 100 assume psicofarmaci in modo continuativo.
Le ricette per minori sono triplicate in un decennio — ansiolitici e antipsicotici in testa.
Non è un'emergenza improvvisa: è il risultato di un sistema sanitario e scolastico che non è riuscito a tenere il passo con il disagio crescente.
Pochi neuropsichiatri, consultori svuotati, liste d'attesa infinite.
E medici di base costretti a prescrivere perché non hanno alternative concrete.
Intanto il Ministero lancia AscoltaMi: 5 sedute online con uno psicologo.
Solo per chi va ancora a scuola.
Chi ha lasciato? Invisibile.
In Finlandia hanno scelto un'altra strada — uno psicologo per ogni scuola — e le prescrizioni ai minori sono rimaste stabili.
Il problema non è la chimica: a volte serve.
Il problema è quando diventa l'unica risposta disponibile.
Il punto è questo:
- Le ricette di psicofarmaci a minori sono triplicate, ma il numero di neuropsichiatri infantili no. Il sistema tampona, non cura.
- Programmi come AscoltaMi sono un segnale, ma 5 sedute non bastano nemmeno a costruire un rapporto di fiducia con un adolescente.
- Solo il 42% dei giovani italiani si dichiara soddisfatto della propria salute mentale. Il disagio non trattato dell'adolescenza non scompare — si sposta nell'età adulta.
Fonti e approfondimenti
- Rapporto OsMed — Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA)
- Rapporto Giovani — Istituto Giuseppe Toniolo
- Programma AscoltaMi — Ministero della Salute
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Prodotto con AI, direzione editoriale umana — klaro.fm
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