Ogni guerra ha la sua conta delle vittime. Drammatica, fatta di morti e di feriti. Alla quale però sfugge quasi sempre la violenza praticata sulle donne, e non solo. Gli stupri in guerra sono un'arma che perpetua i suoi effetti per lungo tempo, anche dopo la fine dei conflitti. Una vecchia arma, più affilata di sempre, dai Balcani al continente africano.
Elisabetta Tola, ne parla con Francesca Declich, antropologa,insegna nella Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Urbino e direttore della Missione Etnologica in Mozambico e Malawi, con Silvia Salvatici, storica dell'Università di Teramo e autrice di Senza casa e senza paese, profughi europei del secondo dopoguerra (Il Mulino, 2009), e con Rosanna Sestito, ostetrica di Medici Senza Frontiere, in partenza per il Congo.