"La sua bellezza sta negli occhi, di un azzurro pallido cerchiato da un azzurro scuro - i più belli che abbia mai visto - con una espressione di coraggio pronta a qualsiasi sacrificio quando era serio, di una dolcezza infantile, squisita quando rideva, e quasi sempre di una profondità e di una tenerezza stupefacenti". Così Ernest Delahaye, amico nel periodo della sua prodigiosa infanzia, ricorda Arthur Rimbaud, considerato l'incarnazione del poeta maledetto. Fuggito di casa a sedici anni, comincia una vita fatta di vagabondaggio, tra esperienze di ogni sorta, dall'alcol alla droga fino alla prigione. Tormentata e misteriosa e' la sua amicizia con un altro genio del suo tempo, Paul Verlaine. Dopo un viaggio in Africa, Rimbaud tornerà finalmente a casa, per curarsi un tumore alla gamba, ma lì, il 10 novembre del 1891, esalerà l'ultimo respiro. Antonella Ferrera ospita in studio la studiosa di letteratura e cultura francese Daria Galateria.