La decisone della UE di emettere debito per 90 miliardi di euro a sostegno dello sforzo bellico in Ucraina, invece di espropriare le riserve della banca centrale russa, è stata presa dopo 16 ore di infuocate discussioni. L'impegno finanziario per l'Ucraina arriva in un momento in cui l'Europa cerca di affermare il proprio diritto di influenzare i colloqui di pace imposti da Trump sotto pressioni del Cremlino.
Il presidente del Consiglio d'Europa António Costa ha twittato: “Abbiamo preso un impegno e lo abbiamo mantenuto”. Ma i fondi proverranno dal bilancio generale dell'Unione Europea perché diversi governi temevano ripercussioni di varia natura e si dichiaravano sensibili alle conseguenze legali e reputazionali di tale atto. I beni russi “rimarranno congelati fino a quando la Russia non pagherà un risarcimento all'Ucraina” secondo il cancelliere tedesco Merz.
I leader dell'UE hanno anche prorogato tutte le sanzioni contro la Russia per altri sei mesi. Come giudicare questo esito? Ne discutiamo con Roberto Bolzan che lo approva in base ad un ragionamento in punta di diritto. Secondo il cancelliere Friedrich Merz.
In questo modo, l'UE sta inviando un “segnale chiaro” a Putin, ha affermato Merz. Beffardamente, Merz ha ringraziato i “sostenitori dell'Ucraina” Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron per aver protetto gli interessi delle loro aziende in Russia e per aver utilizzato il denaro dei contribuenti europei per finanziare l'Ucraina. Almeno il finanziamento è salvo. L'onore no.
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