Nei primi 150 anni, la colonizzazione del Nord America si era svolta nella pressoché totale indifferenza da parte della madre patria, che si preoccupava solo di riscuotere dazi e dogane, senza curarsi dell’amministrazione delle colonie, che si erano quindi organizzate per proprio conto, in assoluta autonomia. Questo atteggiamento detto di “benign neglect”, bonaria indifferenza, era destinato a tramontare, soprattutto quando la vittoria nella guerra dei sette anni aveva gettato tra le braccia dell’Inghilterra i territori francesi, un’estensione immensa, che andava governata, anche militarmente. Il costo dell’esercito non poteva essere coperto dal tesoro inglese, già dissanguato dalle precedenti campagne di guerra; si pensò allora di addossarlo ai coloni con una serie di imposte dirette ed indirette, che destarono violente reazioni da parte della popolazione americana, che non era stata consultata su queste misure. Furono sollevate da parte americana obiezioni non solo di merito, ma anche di principio, cioè contestazioni politiche; si andava verso un esito imprevisto, l’aperto scontro con la madrepatria.