"Raptus", "pazzo", "squilibrato": parole che usiamo tutti i giorni, ma che la scienza non riconosce. Come si dovrebbe parlare di salute mentale?
Nel maggio 2025 è stato pubblicato il Vademecum "Informare sulla Salute Mentale", nato da un'idea di Rai per la Sostenibilità ESG nell'ambito del Festival RO.MENS e sostenuto dal Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti, con il contributo di psichiatri come Emanuele Caroppo e Massimo Cozza. L'episodio ripercorre i cinque pregiudizi più radicati identificati dal documento — incurabilità, pericolosità sociale, incomprensibilità, improduttività, irresponsabilità — smontandoli con i dati: le persone con disturbi mentali sono, ad esempio, dieci volte più spesso vittime di reati che autori di violenza.
Si parla poi del linguaggio person-first raccomandato dal Vademecum e formalizzato dal D.Lgs. 62/2024, dei termini da eliminare (follia, raptus, psicopatico su tutti) e di come trattare correttamente temi delicati come il suicidio e la cronaca nera, evitando titoli come "raptus omicida" che distorcono la realtà e alimentano lo stigma.
Articolo completo: "Comunicare la salute mentale senza stigma: cosa dice il Vademecum 2025" → https://www.salutementalesicilia.it/comunicare-salute-mentale-vademecum-2025/
Podcast generato con Gemini Notebook (Google).
Podcast a cura di Rocco Cangialosi
Questo episodio include contenuti generati dall’IA.