Sardegna, 25 novembre 2023. Una guardia entra in una cella del carcere di Uta e dice quattro parole: "Zuncheddu, preparati che esci". Nessuno lo aspetta fuori. Non ha un soldo né un biglietto dell'autobus. Così, per paura che qualcuno cambi idea, si mette a camminare: cinquanta chilometri fino a Burcei, il suo paese, con due buste di plastica in mano. Aveva ventisette anni quando era entrato. Ne ha cinquantotto quando esce. L'8 gennaio 1991, in un ovile sulle alture di Sinnai, un uomo con un fucile calibro 12 uccide tre pastori. Un quarto sopravvive fingendosi morto. Il giorno dopo, all'ambulanza, quel testimone dice una cosa precisa: era buio, l'assassino aveva una calza sul viso, non l'ho visto in faccia. Quaranta giorni più tardi cambia versione e indica un pastore incensurato di Burcei. Il processo di primo grado durerà sedici udienze in trenta giorni. Ergastolo. Ci vorranno trentadue anni, un avvocato che accetta l'incarico quasi per sbaglio, una ricostruzione fotografica dentro quello stesso ovile e un'intercettazione in auto perché venga fuori come era nato quel riconoscimento. Questa è la detenzione da innocente più lunga della storia italiana. 11.953 giorni.
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