“palestra di emozioni”.Ci sono momenti in cui la scuola smette di essere solo un insieme di aule e programmi ministeriali per diventare vita pulsante. È quello che è accaduto sabato 24 gennaio, alle 16:25, quando il
Convitto Nazionale di Avellino ha acceso ufficialmente i microfoni de
“La Voce del Convitto”.
Un debutto in grande stile, supportato dalla nostra esperienza abbiamo accompagnato studenti, docenti e famiglie in questo battesimo dell’aria durante l’ultimo Open Day dell’anno.Un nome scelto dai ragazzi, per i ragazziIl nome della radio non è piovuto dall’alto: è il risultato di un sondaggio democratico tra gli studenti dei licei. Rappresenta un bisogno profondo, quello di
essere ascoltati.
In un’epoca di comunicazioni veloci ma spesso superficiali, i ragazzi del Convitto hanno scelto la radio per rivendicare il proprio spazio, cercando adulti empatici e un dialogo autentico, lontano dai giudizi.Il Rettore,
Attilio Lieto, ha saputo cogliere questa sfida. Visibilmente emozionato ai nostri microfoni, ha definito la radio come una
“regina della comunicazione” e, soprattutto, una
“palestra per le emozioni”. Citando l’immortale
Radio Ga Ga dei Queen, il Rettore ha ricordato come questo strumento non debba mai diventare un semplice rumore di fondo, ma uno sfondo solido su cui i ragazzi possono imparare a “volare”.
Dai banchi di scuola a Washington: una comunità senza confiniL’inaugurazione ha unito generazioni diverse. Abbiamo visto l’entusiasmo vulcanico di
Angelo Ascolese, 13 anni, pronto a lanciare il podcast
“La vita di un adolescente”, e abbiamo ascoltato i messaggi carichi di nostalgia di chi quel Convitto lo porta nel cuore anche a chilometri di distanza.Tra i “padrini” d’eccezione del progetto, si sono collegati ex alunni illustri:
- Federica Brogna da Washington;
- Carlotta Clericuzio, in Erasmus in Polonia;
- Joseph (Giuseppe Marra), cantautore tra i protagonisti di Sanremo Giovani 2025.
Un ponte verso il futuroLa radio del Convitto non sarà solo una vetrina per gli eventi, ma un laboratorio permanente per acquisire quelle
soft skills oggi fondamentali nel mondo del lavoro: saper parlare, saper ascoltare, saper gestire l’emozione di un microfono aperto.
“La radio è qualcosa che ti permette di farti ascoltare e di essere preso sul serio”.