L’antisemitismo in Occidente ha abbandonato i temi classici del passato (popolo deicida, usura, sacrifici umani) per diventare sempre più legato al dominio sulla finanza con la quale si controlla il mondo. In Russia invece i temi siano ancora quelli dei Protocolli. Anche in questo la Russia è quello che lo stesso Marx rimarcava negativamente: un paese economicamente e culturalmente arretrato. Perché allora il fascino che pervade dalle pagine di Dugin e di tutta la cultura rossobruna?
I Protocolli e le attività del Cremlino per propagarli in occidente sono parte integrata nell’attività di disinformazia e delle misure attive generate per condizionare l’Occidente? o sono un filone specifico che dobbiamo distinguere dal resto? Le misure attive sono solo antioccidentali? Arafat fu creato per influenzare l’occidente o anche il Medio oriente? come si è mosso il Cremlino nei confronti del mondo arabo? E’ giusto dire che la Russia è ossessionata dall’idea dei nemici esterni che agiscono con i soldi dell’occidente? Esiste una riflessione in Russia su questo?
Ne parliamo con Massimiliano di Pasquale che ha scritto un saggio per la Fondazione Germani intitolato
ANTISEMITISMO E MISURE ATTIVE RUSSE DAGLI ZAR A PUTIN
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