“Mammacuccurucua” è un romanzo sulla memoria che non muore, sulla luce che abita il buio, e sul potere delle storie di tenere unita una famiglia oltre la vita.
Un omaggio poetico a una donna che non ha mai visto un’alba, ma che ha insegnato a molti a riconoscerla. Nel capitolo XI – assisteremo allo svolgimento delle prove
Ci sono momenti in cui la vita ci chiede qualcosa.
Non per punirci, ma per prepararci.
Aurò chiede a me tre prove: il buio, il suono, la memoria.
E io le affronto come si affrontano i riti antichi: con paura e con amore.
Per poter parlare ancora con Aurò, Giulio deve affrontare tre prove: vivere una notte nel buio totale, ascoltare il mondo come lei lo ascoltava, e ricordare una poesia senza immagini. Superate le prove, il colombo si anima e gli restituisce la voce della zia, che ora può ascoltare i podcast che lui registra. “Una storia che si ascolta con gli occhi chiusi”
Chiudi gli occhi.
Respira.
E lascia che Mammacuccurucua ti porti in un luogo dove il tempo non scorre: si apre.
È la storia di Aurò, di un colombo di legno che vibra, di un cucù che parla fuori orario, di un telefono che diventa teatro.
È un romanzo fatto di dettagli minuscoli e miracoli quotidiani, di risate improvvise e di silenzi che sanno abbracciare.
Ascoltarlo significa imparare a vedere con l’udito, a ricordare con il cuore, a riconoscere la presenza anche quando sembra lontana.
Il resto lo farà la voce.
Biografia dell’autore Giulio Antonello Santonocito è autore teatrale, attore, regista amatoriale, voce narrante e giornalista professionista. Nato a Barletta nel 1957, vive e opera a Casamassima (BA), dove dirige dal 1982 la compagnia teatrale H – Acca, con cui conduce laboratori teatrali per bambini e ragazzi. Ha una formazione ampia e articolata: laureato in Giurisprudenza e in Scienze e tecniche psicologiche, ha approfondito l’ambito dell’inclusione scolastica e dell’educazione speciale, affiancando alla sua carriera teatrale un costante impegno formativo. Ha studiato con maestri come Dario Fo e Franca Rame, e ha conseguito un Master in regia teatrale con Michele Monetta presso l’Icra Project. Nel campo vocale e performativo ha frequentato corsi di dizione e doppiaggio (fra cui l’Accademia nazionale del cinema di Bologna) e realizzato i podcast "Le favole che non racconterò" e “Voci dal mito”, dedicato alle narrazioni del patrimonio mitologico e favolistico universale. È autore SIAE e ha scritto numerose commedie e monologhi, molti dei quali affrontano tematiche sociali, storiche e pedagogiche con ironia e profondità. Ha collaborato con festival, scuole e istituzioni culturali, tra cui Balafòn e il centro interculturale Abusuan. Cura il blog personale “Santonocito blog – maddeché” e continua a esplorare le potenzialità del teatro come strumento di coscienza e trasformazione.