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Nel tradizionale Seminario Jean-Paul Fitoussi, il Festival dell’Economia di Trento 2025 ha reso omaggio alla visione dell’economista francese, impegnato per tutta la vita a coniugare crescita, equità e sostenibilità. L’evento si è aperto con il ricordo personale e toccante della figlia Lisa Fitoussi, seguito dall’intervento del Premio Nobel Edmund Phelps, amico e collaboratore storico di Fitoussi. Phelps ha ribadito l’urgenza di un’economia più giusta, capace di superare le rigidità dell’austerità e di investire nelle persone. Un’economia sana, ha detto, è quella che consente a tutti di vivere una buona vita e di prosperare.
Michael Spence, Premio Nobel per l’Economia, ospite al Festival dell’Economia di Trento 2025, analizza le cause della stagnazione tedesca e il suo impatto sull’Europa. L’economista riflette sul ruolo strategico della Germania, locomotiva industriale europea oggi in difficoltà. Spence individua nella transizione digitale, nell’intelligenza artificiale e nella formazione dei talenti le leve fondamentali per rilanciare la crescita. Serve però un’Europa più coesa, capace di investire in infrastrutture e ricerca, anche immaginando un “CERN dell’IA”. La tecnologia, dice Spence, è ormai il cuore della trasformazione economica, ma il futuro dell’occupazione dipenderà dalle scelte che faremo oggi.
Il Festival dell’Economia di Trento festeggia 20 anni con un’edizione 2025 ricca di significato e partecipazione. Oltre 40.000 persone hanno animato i 300 eventi ospitati in tutta la città. In questo episodio ripercorriamo la cerimonia inaugurale, aperta da Fabio Tamburini, direttore de Il Sole 24 Ore, Radio 24 e Radiocor, che ha introdotto il tema centrale “Rischi e scelte fatali. L’Europa al bivio”. Tra gli interventi, le riflessioni del Presidente della Provincia Autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, della Presidente del Gruppo 24 Ore, Maria Carmela Colaiacovo, e dell’AD del Gruppo 24 Ore, Federico Silvestri. Emozionanti le parole del Cardinale Gianfranco Ravasi, che ha aperto il Festival con una riflessione profonda su relazioni umane e nuovi mezzi di comunicazione.
In un'epoca di rapidi cambiamenti e sfide globali, è fondamentale comprendere le dinamiche che guidano il nostro futuro. Tre i pilastri cruciali: la competitività, la transizione energetica e la certezza del diritto. Tutto questo è stato al centro del Festival dell’Economia di Trento 2024 e, in particolare, del panel intitolato “Le priorità del nostro tempo: competitività, transizione energetica e certezza del diritto”, che ha visto protagonista Emanuele Orsini, Presidente di Confindustria.
In questo tempo il mondo pare seguire un verso diverso rispetto a quello che avevamo immaginato. Prima la pandemia, poi le guerre. In mezzo, a partire dall’avvento prepotente dell’intelligenza artificiale, gli sviluppi tecnologici che hanno rivoluzionato le nostre quotidianità. E ancora i cambiamenti climatici. E allora come viverlo, come interpretarlo? In questo podcast, la lettura e le indicazioni di Romano Prodi, professore ordinario di Economia industriale all’Università di Bologna, già presidente del Consiglio e presidente della Commissione europea. Interviene nell’incontro: “il mondo al contrario”.
Dal Manifesto di Ventotene a oggi, l’Europa è cambiata incredibilmente. E il Festival di Trento 2024 ci ha condotto attraverso le grandi trasformazioni che hanno caratterizzato il Vecchio Continente. Lo ha fatto con un personaggio d’eccezione, una delle voci più autorevoli nel dibattito politico ed economico europeo. Giulio Tremonti è oggi Presidente della Commissione Affari Esteri e Comunitari alla Camera dei deputati, e a Trento è stato protagonista del panel “Time is out of joint”, “Il tempo è fuori tempo”.
In Italia (e non solo) la democrazia vive una stagione difficile. Per Mario Monti addirittura è il tempo della “demagonia”, cioè della democrazia in agonia. Un neologismo che il senatore a vita (e già presidente del Consiglio e commissario europeo) spiega in questo podcast toccando temi cruciali: dalla governabilità di un paese tra esecutivi tecnici e politiche, alle sfide per l’Europa in termini di unità e competitività. La sua voce è tratta dall’incontro: “Dove porta la politica delle illusioni”.
La post-globalizzazione porta con sé un ritorno ai nazionalismi e alle economie locali, con Paesi che cercano di affermare la propria sovranità e indipendenza economica. Come uscire dal pantano? Al Festival dell’Economia di Trento ne hanno discusso Claudia Parzani, Chair Borsa Italiana; Fabio Scacciavillani, Fondatore Nextperience; Maurizio Gardini, Presidente Confcooperative; Luigi Gubitosi, Presidente Università Luiss Guido Carli; Sergio Marullo Di Condojanni, CEO Angelini Industries; Pasquale Salzano, Presidente Simest.
I paradisi fiscali resistono agli assalti condotti, più o meno unitariamente e convintamente, dagli Stati. Perché i grandi capitali trovano sempre un varco da seguire al di là delle maglie dei controlli e delle politiche dei governi. Rispetto al passato, molto è stato fatto per intercettare questi flussi di denaro, sfuggiti alla tassazione, ma non tutti gli strumenti messi in campo si sono rivelati efficaci, anche per effetto delle eccezioni imposte da alcuni Stati. Di questo si parla nel podcast tratto dall’incontro “Capitali clandestini e paradisi fiscali”.
Così come l’Impero romano, l’Occidente è stato abituato a percepirsi come l’ombelico del mondo, circondato dalla sua grandezza e dalla convinzione di essere invincibile. Poi l’Impero romano è caduto. E così, ciò che una volta sembrava eterno si è dissolto, lasciandoci a riflettere sulle lezioni della storia e sulla nostra vera fragilità. Il Festival di Trento è stata l’occasione per riflettere anche su questo. A discuterne, Francesco Gaetano Caltagirone, Presidente del Gruppo Caltagirone, e Aldo Cazzullo, Giornalista Corriere della Sera.
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Per decenni il mercato e la globalizzazione sono stati considerati il motore dello sviluppo e dell’equilibrio internazionale. Oggi quello scenario è cambiato. Nuovi centri di potere economico,…
La ventunesima edizione del Festival dell’Economia di Trento, “Dal mercato ai nuovi poteri. Le speranze dei giovani”, ha raccolto le analisi e le idee di economisti, imprenditori e protagonisti della vita pubblica. In questa serie podcast riproponiamo le voci più autorevoli del Festival 2026 per capire come sta cambiando il mondo e quale futuro attende i giovani.
“Le grandi voci del Festival dell’Economia”
Testi e conduzione di Chiara Albicocco e Silvia Martelli
Producer: Pier-luca Puzzanghera
Responsabile di produzione: Guido Scotti