Le grandi voci del Festival dell'Economia

Le grandi voci del Festival dell'Economia

By Radio 24
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Le grandi voci del Festival dell'Economia episodes

  • Transizione, la rivoluzione necessaria

    Il mondo è di fronte ad un’emergenza epocale: il pianeta è malato e per salvarlo non c’è un attimo da perdere. La transizione è un passaggio obbligato, un passaggio che comporta la piena consapevolezza di cambiare i modelli energetici, produttivi, comportamentali al di là delle convenienze particolari. Solo con uno sforzo comune da parte dei leader mondiali è possibile riuscirci. E’ l’appello che sale dall’incontro “La transizione ambientale inevitabile ma dirompente”. Il messaggio nelle voci di Andrea Illy, presidente di illycaffè, e chair della Regenerative Society Foundation, e di Jeffrey D. Sachs, professore di economia, leader di riferimento mondiale per lo sviluppo sostenibile.

    23 min
  • Un’intelligenza artificiale inclusiva e umanistica è possibile

    Al Festival di Trento 2024, Marco Trombetti e Isabelle Andrieu, co-fondatori di Translated, hanno discusso della loro innovativa piattaforma di traduzione automatica, mettendo in luce la visione inclusiva e umanistica dell'intelligenza artificiale che ne è alla base. Fino a una decisione: quella di staccare la spina e partire alla volta di una missione che molti definiscono suicida.

    17 min
  • Tirare il fiato: per il fisico e per la mente

    Viviamo in un mondo in cui la quotidianità è una sfida, un affanno che fa andare fuori giri il fisico e la mente. Di qui il dilemma: correre o rallentare? L’interrogativo pone, a sua volta, una serie di domande sugli stili di vita, sui comandamenti “pagani” che il modello occidentale pone generando una condizione di tendenziale insoddisfazione che influenza tutte le generazioni. In questo podcast riflettiamo su questo con Barbara Poggio, ordinaria di sociologia e prorettrice dell’Università di Trento, Giovanni Lo Storto, Direttore Generale Università Luiss Guido Carli, e Daniel Lumera, Biologo naturalista. 

    32 min
  • Oriente e Occidente: il baricentro si sposta a est

    L’equilibrio geopolitico del pianeta, per quanto spesso precario, oscilla tra Oriente e Occidente. Le stagioni della storia a lungo hanno dato l’idea che il pendolo andasse più a Ovest. Ma oggi il baricentro si è spostato a Est, trascinato dalla crescente energia sprigionata dai paesi asiatici, Cina e India in primis. In questo podcast se ne analizzano le ragioni, partendo da quelle che hanno acuito la crisi del modello occidentale. Intervengono Adriana Castagnoli, docente dell’Università di Torino, storica ed economista, Sebastiano Maffettone, filosofo, Giuliano Noci, Prorettore del Polo territoriale cinese del Politecnico di Milano, Andrea Zoppini, professore ordinario di Diritto civile al Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università Roma Tre, e Massimo Ponzellini, presidente onorario, di Lizard Renewables.

    24 min
  • Curare e raccontare, la missione di Medici senza Frontiere

    Inoltrarsi nella brutalità delle guerre, fare luce nel buio della sofferenza in ogni angolo del mondo per curare e raccontare. È la missione di Medici Senza Frontiere, di donne e uomini da tempo impegnati in questa prima linea che si allunga tra i continenti insanguinati. Christopher Lockyear, segretario generale di Medici senza frontiere, racconta la sua esperienza partendo dall’ultimo (in ordine di tempo) fronte di guerra: Gaza.

    19 min
  • La strada per ricomporre un mondo a pezzi

    Per provare a ricomporre il puzzle di un mondo a pezzi, il Cardinale Matteo Maria Zuppi suggerisce una soluzione: il dialogo. Uno strumento che già si è rivelato cruciale per ottenere la pace in Mozambico, dove Zuppi è stato protagonista, e che potrebbe essere determinante anche per risolvere i conflitti di oggi. Al Festival di Trento, il Cardinale ha condiviso le sue esperienze, evidenziando l'importanza di superare le divisioni e di cercare sempre uno spiraglio di speranza anche nei momenti più difficili. Le sue parole ci ricordano che, nonostante le avversità, una via d'uscita è possibile.

    18 min
  • Un mondo in transizione

    C’è una parola che ricorre ossessivamente: transizione. Parola che viene declinata in varie forme. Non solo quindi transizione energetica, ma anche digitale, demografica, economica, monetaria. In questo scenario di cambiamento costante, l’insicurezza è il sentimento che avanza. Nel mondo, in Europa in particolare. In questo podcast ne parlano Paolo Magri, vice presidente esecutivo di Ispi (Istituto per gli studi di politica internazionale), Gregorio De Felice, Chief economist & Head of Research di Intesa San paolo, Emma Marcegaglia, presidente e amministratrice delegata di Marcegaglia Holding, e Claudia Parzani, chair di Borsa Italiana.

    23 min
  • ​Sei contento del mondo in cui vivi?

    Muhammad Yunus, economista bengalese e pioniere del microcredito, ha rivoluzionato l'accesso finanziario per i poveri con la Grameen Bank, vincendo il Nobel per la Pace nel 2006. Al Festival dell’Economia di Trento, ha portato la sua esperienza, criticando la struttura economica attuale e affrontando temi come il riscaldamento globale e la concentrazione della ricchezza. Non senza proporre, però, delle soluzioni per una nuova civiltà più equa e sostenibile.

    16 min
  • Il Nobel Spence: «Servono investimenti e un Cern dell’intelligenza artificiale»

    In occasione dell’edizione 2024 del Festival dell’Economia di Trento, intitolata “Quo vadis? I dilemmi del nostro tempo”, il professor Michael Spence, Premio Nobel per l’economia nel 2001, ha tenuto un discorso che ha illuminato i partecipanti sulle strategie per “convivere con le permacrisi globali”. Spence ha condiviso la sua visione ottimistica rispetto alle crisi che attraversano il nostro mondo, evidenziando tre trasformazioni chiave che, se sapute cogliere, possono fare la differenza: l’avanzamento dell’intelligenza artificiale, le innovazioni nelle scienze mediche e la transizione ecologica.

    17 min
  • Diseguaglianze, non si abbattono con i sussidi e le tasse ma sostenendo le famiglie

    Per superare le diseguaglianze la strada dei sussidi e delle tasse non porta lontano. Politiche di questo tipo rischiano infatti di scoraggiare le competenze. Fondamentale invece puntare sul sostegno, educativo e culturale, alle famiglie, il cui ruolo è centrale per innescare la mobilità sociale e intergenerazionale. Questa la ricetta di James Heckman, nel 2000 premio Nobel per l’Economia, oggi direttore del Center for the Economics of Human Development dell’Università di Chicago.

    21 min

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