Le interviste di Mario Modica

Le interviste di Mario Modica

By Spot and WebBusiness
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Le interviste di Mario Modica episodes

  • Mirko Lagonegro (SoundsGreat): «Chi ha ucciso il vero valore del podcast?»
    Il COO e Presidente del C.d.A. di SoundsGreat analizza il divario tra pubblico e investimenti pubblicitari: tre “indiziati”, un settore che matura e una prospettiva fondata sull’attenzione e sulla relazione con gli ascoltatori.
    Il pubblico c’è. A mancare è una valorizzazione economica capace di riconoscerne il peso. È da questa considerazione che parte Mirko Lagonegro, COO e Presidente del C.d.A. di SoundsGreat, nell’intervista realizzata da Mario Modica per Spot and Web in occasione del Festival del Podcasting. Una riflessione sulle opportunità ancora poco sfruttate del mezzo, che prende forma attraverso una domanda provocatoria: chi ha ucciso il vero valore del podcast?
    Lagonegro individua tre possibili “indiziati”. Il primo è la radiofonia, mondo al quale continua a sentirsi legato dopo quarant’anni di attività. Nella sua lettura, nei mercati in cui il podcast si è sviluppato maggiormente, la radio ha saputo riconoscerlo come un’opportunità complementare al proprio modello di business. In Italia questo passaggio sarebbe stato più limitato, pur con eccezioni significative: cita Rai, OnePodcast del gruppo Gedi e Radio 24 del Sole 24 Ore.
    Il secondo è il mercato pubblicitario, che fatica a inserire il podcast in schemi di valutazione consolidati. Un mezzo con caratteristiche specifiche richiede conoscenza, familiarità e criteri adeguati: altrimenti rischia di essere percepito come una complicazione anziché come una possibilità per i brand.
    Il terzo indiziato è lo stesso settore del podcast, chiamato a fare autocritica. Secondo Lagonegro, gli operatori avrebbero potuto spiegare meglio che cosa offre questo linguaggio, come funziona e quale valore può generare per un’azienda. Un ritardo che contribuisce alla distanza tra ascolti e investimenti. Nell’analisi, inoltre, distingue il podcast dal più ampio mercato del digital audio, nel quale rientrano anche lo streaming e le piattaforme musicali.
    La sua, però, è una diagnosi orientata alla crescita. «Non è una questione di se, è una questione di quando», afferma, sottolineando come il pubblico, soprattutto quello più giovane, abbia già abbracciato la fruizione on demand.
    Rispetto alla precedente edizione del Festival, Lagonegro osserva maggiore preparazione, qualità e concretezza. Interpreta anche la diminuzione dei podcast prodotti come un segnale di maturazione e riconosce il contributo del lavoro di Ester Memeo.
    È su questa evoluzione che si concentra l’impegno condiviso con il socio Davide Panzo: portare ai brand uno strumento che considera ancora sottovalutato. Perché, oltre alle visualizzazioni e alla copertura, cresce il bisogno di conquistare attenzione e costruire un rapporto con le persone. Ed è proprio nella capacità di creare quella relazione che Lagonegro individua il valore più forte del podcast.
    7 min
  • Ester Memeo: «Il podcast è un linguaggio tutto suo». Dieci anni di Festival tra audio, video e nuove opportunità
    L'organizzatrice del Festival del Podcasting racconta a Spot and Web come è cambiato il settore, il crescente interesse delle aziende e le prospettive di un mezzo che continua a reinventarsi.
    Da fenomeno di nicchia, coltivato soprattutto da appassionati e produttori indipendenti, a strumento di comunicazione utilizzato da aziende, grandi editori e professionisti. In dieci anni il podcasting italiano ha attraversato una trasformazione profonda, senza però perdere la sua caratteristica più preziosa: la capacità di creare un rapporto diretto e personale con chi ascolta.
    A raccontare questa evoluzione è Ester Memeo, conosciuta come Lady Podcast, organizzatrice del Festival del Podcasting, intervistata da Mario Modica per Spot and Web in occasione della decima edizione della manifestazione.
    Memeo ripercorre un decennio di cambiamenti, dall'epoca in cui il podcast era esclusivamente audio all'affermazione del video podcasting, particolarmente apprezzato dalle nuove generazioni. Ma l'evoluzione non si ferma al video: oggi i contenuti possono trasformarsi in libri, graphic novel e progetti capaci di dialogare anche con la radio tradizionale.
    Un passaggio importante dell'intervista riguarda il rapporto con le aziende. Secondo Memeo, per molto tempo il podcast è stato considerato soprattutto una tendenza da seguire. Negli ultimi due anni, invece, si sta affermando una maggiore consapevolezza: realizzare un podcast non significa semplicemente adottare un nuovo canale, ma comprenderne il linguaggio e costruire contenuti pensati specificamente per quel mezzo.
    C'è poi il racconto personale di una professionista che ha scoperto quasi per caso il podcasting, partecipando a un corso di formazione, fino a trasformare quella passione in una vera attività professionale.
    Guardando al futuro, Memeo immagina un Festival sempre più capace di riunire le diverse anime del settore, favorendo formazione, confronto e nuove opportunità. Anche le sue produzioni continueranno a esplorare il rapporto tra podcast, business, branding e temi sociali e culturali.
    Ma forse il messaggio più significativo dell'intervista riguarda il tempo. In una società dominata dalla rapidità dei contenuti digitali, il podcast conserva la possibilità di fermarsi, approfondire e ascoltare.
    Un valore che, nell'epoca della comunicazione istantanea, potrebbe rappresentare proprio la sua forza più grande.
    Ascolta l'intervista integrale di Mario Modica a Ester Memeo, realizzata al Festival del Podcasting 2026.
    7 min
  • Meno urla, più preparazione: Filippo Poletti racconta “Il presentatore perfetto”
    Saper parlare non basta. Per condurre un evento, tenere viva l’attenzione del pubblico e valorizzare gli ospiti servono studio, ascolto e capacità di affrontare gli imprevisti. È da questa idea che nasce “Il presentatore perfetto”, il nuovo libro di Filippo Poletti, pubblicato da Guerini e Associati, che propone 31 regole per chi sale sul palco con il compito di guidare un incontro.
    Nell’intervista con Mario Modica per Spot and Web, il giornalista affronta anche il tema dell’aggressività nella comunicazione televisiva. Secondo la rilevazione realizzata con BIG – Business Intelligence Group, illustrata durante la conversazione, il 64% degli italiani considera la televisione contraddistinta dalla violenza. Un dato che invita a riflettere sulla responsabilità di chi conduce e sul valore di una comunicazione capace di coinvolgere senza alzare la voce.
    Ma come si riconosce un buon presentatore? Poletti incrocia due qualità fondamentali, preparazione e reattività, e individua quattro profili: l’apprendista, il funambolo, il recitante e il direttore d’orchestra. Quest’ultimo rappresenta il modello a cui tendere: conosce a fondo i contenuti, sa ascoltare e adatta la conduzione a ciò che accade, senza diventare prigioniero del copione.
    Tra il ricordo della cura con cui Piero Angela preparava anche un’intervista e il gradimento del pubblico per i conduttori più gentili, la conversazione offre spunti a chi organizza eventi, modera dibattiti o lavora nella comunicazione. Con una convinzione che attraversa tutto il libro: la preparazione viene prima dell’improvvisazione.
    10 min
  • Daniele Chieffi: «L’intelligenza artificiale comunica al posto nostro. Non deleghiamole le nostre idee»
    L’intelligenza artificiale non si limita più ad assistere chi comunica: raccoglie le informazioni disponibili in rete, le seleziona, le interpreta e costruisce una propria rappresentazione di persone, aziende e organizzazioni. È questo il cambiamento al centro di “Il mediatore. Logica e strumenti della comunicazione e della reputazione ai tempi dell’intelligenza artificiale”, il nuovo libro di Daniele Chieffi pubblicato da FrancoAngeli.
    Nell’intervista a Spot and Web, Chieffi spiega perché l’IA sia diventata il nuovo intermediario tra comunicatori e pubblico e quali responsabilità ne derivino per aziende, giornalisti e professionisti della reputazione. Il rischio non riguarda soltanto risposte incomplete o inesatte, ma anche la progressiva delega del giudizio e delle competenze. La regola indicata dall’autore è chiara: utilizzare l’intelligenza artificiale per realizzare meglio le nostre idee, senza permetterle di decidere quali debbano essere.
    19 min
  • Arredamento e digitale: come trasformare un e-commerce in un vero motore di crescita. Intervista a Marco Conti di Extera
    Arredamento e digitale: come trasformare un e-commerce in un vero motore di crescita. Intervista a Marco Conti di Extera
    Il mercato dell'arredamento sta vivendo una profonda trasformazione digitale. Oggi non basta realizzare un sito e-commerce: servono una strategia strutturata, investimenti mirati e un'organizzazione aziendale capace di sostenere un nuovo modello di business. Dalla logistica al customer care, dalla produzione dei contenuti all'intelligenza artificiale, il digitale coinvolge ogni funzione dell'impresa.
    Ne abbiamo parlato con Marco Conti, Head of Sales di Extera, che nell'intervista analizza gli errori più frequenti delle aziende che si affacciano alla vendita online, le opportunità offerte dall'e-commerce B2C e B2B, il ruolo dei contenuti, dei social media e della personalizzazione dell'esperienza d'acquisto. Un confronto ricco di spunti pratici per imprenditori e manager che vogliono affrontare con metodo e visione la sfida della trasformazione digitale nel settore dell'arredamento.
    14 min
  • Agnese Pini, il coraggio di guidare il giornalismo italiano nel tempo del cambiamento
    Agnese Pini è una delle voci più autorevoli del panorama editoriale italiano. Nata a Carrara nel 1985, nell’agosto 2019 è diventata la prima donna in 160 anni di storia a dirigere La Nazione, segnando una svolta importante nel mondo dell’informazione.
    Dal luglio 2022 guida anche QN Quotidiano Nazionale, Il Resto del Carlino e Il Giorno, assumendo la responsabilità di alcune delle più importanti testate del Paese. Laureata in Lettere all’Università di Pisa e formata alla scuola di giornalismo IFG Walter Tobagi, ha costruito il proprio percorso professionale tra cronaca, inchieste e direzione editoriale.
    Accanto al giornalismo, si è distinta anche come scrittrice con i libri Un autunno d’agosto e La verità è un fuoco. Dal 2025 è inoltre Presidente della casa editrice Longanesi.
    Con lei parliamo di informazione, verità, leadership femminile e delle nuove sfide che attendono il giornalismo nell’era dell’intelligenza artificiale.
    5 min
  • Sandro Bottega: innovazione, qualità e visione globale del Made in Italy
    Portare il vino italiano in 148 Paesi nel mondo non è solo una questione di distribuzione, ma di visione, identità e capacità di innovare. Sandro Bottega, alla guida dell’omonimo gruppo vinicolo, è uno degli imprenditori che meglio rappresentano l’evoluzione contemporanea del Made in Italy nel settore beverage, tra tradizione e sperimentazione.
    Dalla rivoluzione del packaging iconico alle nuove frontiere dei consumi, fino alle sfide dei mercati internazionali e all’ingresso in categorie emergenti come il whisky italiano, Bottega racconta a Spot and Web il percorso di un’azienda che ha saputo costruire un universo di eccellenze, puntando su qualità, design e sostenibilità.
    Un confronto che tocca temi cruciali per il settore: il ruolo dell’innovazione, il cambiamento dei gusti delle nuove generazioni, il valore del brand e della distribuzione globale, senza dimenticare il peso crescente di Milano come hub internazionale del lifestyle e del business.
    14 min
  • Alessandro Repossi firma ‘Una vita a cuore aperto’: il ritratto umano del cardiochirurgo Mario Viganò
    Dalla sala operatoria alla memoria collettiva, passando per le emozioni di chi ha vissuto e raccontato una stagione irripetibile della medicina italiana. Nell’intervista ad Alessandro Repossi emerge tutta la forza narrativa di Una vita a cuore aperto, il libro dedicato al professor Mario Viganò, figura centrale della cardiochirurgia e della trapiantologia nel nostro Paese.
    Un viaggio che non si limita ai numeri straordinari – oltre mille trapianti di cuore e primati nazionali – ma che restituisce soprattutto la dimensione umana di un medico capace di trasformare la scienza in speranza. Repossi intreccia il rigore del cronista con la sensibilità del narratore, portando il lettore dentro le storie dei pazienti, dei familiari e di un’équipe che ha fatto la storia al Policlinico San Matteo di Pavia.
    Dalla notte del primo trapianto nel 1985 alle testimonianze toccanti dei pazienti, fino al ricordo di una sanità pavese protagonista a livello nazionale, il libro diventa il racconto di una vocazione: quella di mettere conoscenza, passione e coraggio al servizio della vita.
    Un’intervista che non parla solo di medicina, ma di visione, memoria e futuro. Perché, come emerge dalle parole di Repossi, prima ancora del cardiochirurgo, è l’uomo Viganò a lasciare il segno.
    9 min
  • Massimo Sideri: “L’innovazione non è già scritta dalle Big Tech: l’Italia deve tornare protagonista del futuro”
    Nel dibattito contemporaneo su innovazione, tecnologia e futuro, c’è chi prova a riportare la discussione su un terreno più profondo: quello della cultura, della storia scientifica e del ruolo della società nel governare il cambiamento. Tra queste voci spicca quella di Massimo Sideri, giornalista e direttore scientifico della Pavia Innovation Week, che da anni racconta l’innovazione non come semplice progresso tecnologico, ma come fenomeno culturale, economico e sociale.
    In questa intervista realizzata da Mario Modica per Spot and Web, Sideri riflette su una questione centrale: l’Italia è ancora capace di raccontare l’innovazione e di essere protagonista nel dibattito globale sul futuro? Il punto di partenza è un richiamo alla nostra tradizione scientifica – da Alessandro Volta a Camillo Golgi – che dimostra come il Paese abbia contribuito in modo decisivo alla costruzione delle basi della modernità tecnologica.
    Ma il cuore della conversazione guarda soprattutto al presente e al domani: dal rischio di subire passivamente le scelte delle grandi piattaforme tecnologiche alla necessità di costruire un ecosistema dell’innovazione che rispetti valori, cultura e identità europee. In questo scenario, un ruolo decisivo può essere giocato anche dai territori, dalle università, dalle imprese e dai media locali, chiamati a diventare parte attiva nella costruzione di nuove comunità dell’innovazione.
    Un dialogo che parte dalla Pavia Innovation Week e si allarga a una riflessione più ampia: chi racconta il futuro oggi e, soprattutto, chi lo sta davvero costruendo.
    4 min
  • Santo Pirrotta: il giornalismo tra istinto, coscienza e umanità
    C’è un giornalismo che nasce dall’istinto, cresce nella curiosità e matura nella responsabilità. È quello di Santo Pirrotta, protagonista di questa conversazione sincera e senza filtri, dove il mestiere viene raccontato non come posa ma come percorso umano, fatto di scelte, errori, dubbi e consapevolezze.
    Dalla cronaca nera vissuta sul campo — con tutto il suo carico emotivo ed etico — al mondo del costume, dello spettacolo e della televisione, Pirrotta ripercorre una carriera che attraversa redazioni, studi tv e cambiamenti profondi del sistema mediatico. Parla di gossip come motore sociale, di social network come acceleratori ambigui della verità, di celebrità smitizzate dalla conoscenza diretta e di notizie che, proprio perché si possono scrivere, a volte è più giusto non raccontare.
    Un’intervista che tocca temi centrali: il rapporto tra giornalismo e politica, l’uso (e l’abuso) della cronaca per fare audience, il futuro dei magazine, il ruolo dell’intelligenza artificiale in redazione e il valore — ancora fortissimo — della carta stampata. Il tutto con uno sguardo disincantato, ironico e profondamente onesto.
    Perché, come emerge chiaramente da queste parole, prima di essere un mestiere, il giornalismo resta una questione di coscienza.
    13 min

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