Ci sono interviste che si preparano con una scaletta. E ce ne sono altre che, in qualche modo, cominciano a essere scritte molti anni prima. Con Pierluigi Bonora abbiamo condiviso i banchi delle elementari e delle medie. Poi la vita ci ha fatti ritrovare a Radio Pavia, dentro quella straordinaria avventura che avrebbe segnato entrambi. In mezzo ci sono stati gli esami universitari preparati insieme, i sogni, le scelte difficili e soprattutto un’amicizia autentica, capace di attraversare il tempo senza perdere nulla della sua forza. Per questo non è semplice, per me, presentare Pierluigi. Perché prima ancora del giornalista che tutti conoscono e apprezzano, io vedo l’amico di una vita. Ma proprio perché lo conosco da così tanto tempo posso dire, senza retorica, che Pierluigi è un giornalista vero: curioso, appassionato, generoso, sempre pronto a mettersi al servizio della notizia e delle persone. Uno di quei professionisti che hanno imparato il mestiere sul campo e che, a loro volta, hanno saputo insegnarlo agli altri senza mai perdere l’umiltà. Radio Pavia è stata la sua scuola, la sua casa e il punto di partenza di un lungo viaggio professionale. Oggi, raccontando con lui questi cinquant’anni, non parleremo soltanto di una radio: parleremo di una stagione irripetibile, della nostra città e di un modo serio, coraggioso e profondamente umano di fare giornalismo. Ma parleremo anche di amicizia. E, questa volta, permettetemi di dirlo: per me l’emozione è davvero speciale. Pierluigi, bentornato a Radio Pavia.