Nel cuore di Area D, la rivista sospesa nel 1966 e riportata alla luce dal Liceo Artistico Volta di Pavia, c’è un lavoro didattico che diventa esperienza, relazione, scoperta. A raccontarlo è Mariarosa Riggio, docente di Storia e Filosofia e curatrice del progetto insieme a Dario Molinari, che ha trasformato un semplice spunto — un libro sugli anni Sessanta portato in classe — in un percorso creativo capace di far “toccare con mano” un decennio decisivo per la cultura italiana. Con rigore, sensibilità e tanta passione, Riggio descrive come gli studenti abbiano imparato gli anni ’60 non dai libri, ma entrando nelle immagini, nei colori, negli stili e nei gesti dell’epoca: acconciature, abiti, set fotografici, ricette, pubblicità, grafica. Un viaggio immersivo che ha dato vita a pagine che sembrano davvero uscite da un’edicola del 1966, frutto di un equilibrio raro tra ricerca storica, sperimentazione digitale e guida dei docenti. Nell’intervista Riggio riflette anche sul ruolo della donna allora e oggi, sulla potenza formativa del “fare” rispetto al semplice “spiegare”, sul rapporto con la tecnologia (usata per tornare alla carta), e sulla collaborazione con Riso Scotti, nata quasi per caso e diventata una sinergia naturale. Un racconto che svela la parte più umana di Area D: quella in cui una rivista diventa il luogo dove scuola, storia e creatività si incontrano e si riconoscono.