C’è un ritorno alle origini nella scelta politica di Pietro Trivi. L’avvocato pavese, già assessore alla Sicurezza, alla Polizia Locale e allo Sport del Comune di Pavia, dopo l’esperienza nel Pdl e nella Lega ha deciso di aderire a Futuro Nazionale, il movimento guidato da Roberto Vannacci, costituendo il Comitato Costituente Pavia 1683. Una decisione che Trivi racconta come il risultato di un percorso maturato nel tempo e non come una scelta improvvisa. Dopo aver lasciato la militanza nella Lega al termine della precedente esperienza amministrativa, ha osservato l’evoluzione del panorama politico, seguito le posizioni di Vannacci e deciso infine di tornare, come afferma lui stesso, al suo “primo amore politico”: quella destra nella quale aveva iniziato a militare fin dagli anni Ottanta. Nell’intervista Trivi affronta senza evitare i temi più delicati: spiega cosa non riconosce più nella Lega, parla del rapporto futuro di Futuro Nazionale con il centrodestra e indica nella sicurezza urbana e nella tutela delle forze dell’ordine le priorità della sua nuova attività politica. Ma il confronto guarda inevitabilmente anche a Pavia. Trivi torna sui cinque anni trascorsi in amministrazione, sulle scelte compiute quando era assessore alla Polizia Locale, sull’introduzione del taser, sui progetti rimasti incompiuti e sulla percezione di insicurezza che, a suo giudizio, continua a essere avvertita in alcune zone della città. C’è spazio anche per uno sguardo alle prossime elezioni comunali, sebbene Trivi consideri ancora prematuro parlare di candidature e alleanze, e per un passaggio personale sulla precedente amministrazione e sulla vicenda della piscina Folperti, che definisce uno dei suoi maggiori rimpianti. Una lunga intervista nella quale Pietro Trivi non nasconde l’intenzione di tornare protagonista della politica pavese e racconta un movimento che, sostiene, sta raccogliendo interesse e nuove adesioni anche tra persone che fino ad oggi non avevano mai partecipato direttamente alla vita di un partito.