LE STORIE DEL SUONATORE

LE STORIE DEL SUONATORE

By Il SuonatoreMusicMusic History
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LE STORIE DEL SUONATORE episodes

  • (SITTIN’ON) THE DOCK OF THE BAY by Otis Redding
    La storia dell'uomo che avrebbe modellato il sound della Stax diventando non solo un performer immortale ma anche uno dei produttori e talent scout più influenti della sua generazione è simile a quella di molti altri grandi di una discografia che non esiste più: prima la gavetta a cottimo alle dipendenze di Little Richard e Johnny Jenkins, poi la fama, quella vera, con canzoni salite in vetta alle classifiche di vendita. Da "These Arms of Mine" a "I've Been Loving You Too Long", fino a "(Sittin' On) The Dock of the Bay". Quest'ultima, scritta insieme al chitarrista Steve Cropper, è la più famosa tra tutte le sue canzoni e gli è legata indissolubilmente poiché venne pubblicata solo dopo la sua morte. Otis Redding iniziò a scrivere il testo della canzone nell'agosto del 1967, quando viveva su una casa galleggiante presa in affitto a Sausalito, in California. La completò in seguito a Memphis con l'aiuto di Cropper, che era un produttore dell'etichetta discografica Stax e il chitarrista di Booker T. & the M.G.'s. Ma non ebbe la ventura di poterla mai ascoltare in radio.
    6 min
  • GREAT BALLS OF FIRE by Jerry Lee Lewis
    In questo episodio de “Le Storie del Suonatore” racconto “Great Balls Of Fire” di Otis Blackwell e Jack Hammer. Universalmente riconosciuta nella versione pubblicata da Jerry Lee Lewis, registrata nei Sun Studios a Memphis l'8 ottobre 1957, e pubblicata su disco singolo per la Sun Records nel novembre dello stesso anno. Il singolo raggiunse la seconda posizione della Billboard Hot 100, la terza della classifica R&B e la prima nella classifica country. Inoltre il singolo arrivò in vetta anche alla classifica dei singoli più venduti nel Regno Unito. La canzone è stata inserita nella lista delle 500 migliori canzoni stilata dalla rivista Rolling Stone. La storia è una versione abbreviata dell’episodio “Jerry Lee Lewis: tutto in una notte!” contenuto nel libro “Sesso, droga e calci in bocca” di Renzo Stefanel edito da Giunti. Buon ascolto!
    5 min
  • HURT by Nine Inch Nails
    In questo episodio de “Le Storie del Suonatore” racconto “Hurt” dei Nine Inch Nails, pubblicata nel 1995. La storia è una versione abbreviata dell’episodio “Johnny Cash. Lasciate ogni speranza, voi ch’entrate. O no?” contenuto nel libro “Sesso, droga e calci in bocca” di Renzo Stefanel edito da Giunti. Sono state realizzate diverse cover della canzone, ma quella di Johnny Cash, pubblicata nel 2002, è indubbiamente la più toccante. Nella versione di “The Man In Black” il verso: «I wear this crown of shit» ("indosso questa corona di merda"), è stato cambiato in «I wear this crown of thorns» ("indosso questa corona di spine"), sia per rendere il verso meno ruvido, ma soprattutto come diretto riferimento a Cristo ed alla profonda devozione cristiana di Cash. Quando fu chiesto a Trent Reznor, autore del brano, cosa ne pensasse dell'idea che Johnny Cash incidesse una cover della sua canzone, Reznor espresse qualche perplessità, ma quando l’ascoltò fu così colpito da dichiarare: «Questa canzone non è più mia!». Buon ascolto!
    6 min
  • ARE YOU GONNA BE MY GIRL by Jet
    In questo episodio de “Le Storie del Suonatore” racconto “Are You Gonna Be My Girl” dei Jet, band australiana che nel 2003 pubblicò Get Born, un album di successo dal quale è estratto il brano in questione. La storia è immaginaria, in parte ispirata dalla canzone, in parte al flirt tra Iggy Pop e Nico. Probabilmente è una delle esperienze che un giovane rocker avrebbe potuto vivere nella Melbourne degli anni novanta, in uno dei tanti live-pub che hanno ospitato band sconosciute che sono riuscite a conquistare il mondo. Buon ascolto!
    6 min
  • AIN’T NO SUNSHINE by Bill Withers
    In questo episodio de “Le Storie del Suonatore” racconto “Ain’t No Sunshine” di Bill Withers, pubblicata nel 1971. Withers era cresciuto povero in una cittadina mineraria nel West Virginia, era balbuziente e perse suo padre quando aveva 13 anni. A 17 entrò in marina e poi lavorò come operaio mentre cercava di far carriera nella musica. “Ain’t No Sunshine” fu la canzone che gli permise di diventare un professionista e di lasciare il lavoro in fabbrica. “Just As I Am”, l’album che contiene il brano in questione fu premiato con un Grammy nel 1972, aprendo a Bill Withers le porte per entrare a far parte dei Grandi del Soul e del Rhythm & Blues. Buon ascolto!
    5 min
  • BIKO by Peter Gabriel
    In questo episodio de “Le Storie del Suonatore” racconto “Biko” di Peter Gabriel, pubblicata nel 1980. La canzone è un omaggio all’attivista sudafricano anti-apartheid Steve Biko ucciso dalla polizia nel 1977. Secondo Gabriel è un pezzo ancora significativo, come racconta in una recente intervista a Rolling Stone: «Anche se in Sudafrica non c’è più un governo della minoranza bianca, il razzismo rappresentato dall’apartheid non è mai finito. Anzi, fenomeni di razzismo e nazionalismo sono purtroppo sempre più presenti. In India, Myanmar, Turchia, Israele e Cina il razzismo è usato come arma politica. Negli Stati Uniti il movimento “Black Lives Matter” ha fatto chiaramente capire quanta strada dobbiamo ancora fare prima di dire che ci siamo messi il razzismo alle spalle». Buon ascolto!
    6 min
  • THE MAN WHO SOLD THE WORLD by David Bowie
    In questo episodio de “Le Storie del Suonatore” racconto “The Man Who Sold The World”, una canzone di David Bowie pubblicata nel 1970. Oltre che dal testo, la narrazione è ispirata da un’intervista del 1997 nella quale Bowie parlò del brano durante lo special radiofonico della BBC “Changes Now Bowie”: «Penso di averla scritta perché c'era una parte di me che stavo ancora cercando. Per me quella canzone ha sempre esemplificato lo stato d'animo che si prova quando si è giovani, quando ci si rende conto che c'è una parte di noi che non siamo ancora riusciti a mettere insieme, c'è questa grande ricerca, un gran bisogno di comprendere realmente chi siamo». Buon ascolto.
    6 min
  • HENRY LEE by Nick Cave & PJ Harvey
    In questo episodio de “Le Storie del Suonatore” racconto “Henry Lee”, una canzone che dal XVIII secolo attraversa epoche e confini fino ad arrivare a noi. Questo grazie anche alla splendida versione di Nick Cave e PJ Harvey alla quale è ispirata la mia versione acustica del brano contenuta nel podcast. Buon ascolto.
    6 min

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