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Un spaccosissima playlist sbagliata per questa puntata infuocate sulla Cura Radicale, ovvero le pratiche mediche alternative al sistema sanitario istituzionale di approccio patriarcale e inquisitorio, in particolare nella ginecologia.
Casualmente ci siamo trovate in studio un’altra amica Traviata che ci annuncia il suo ritorno a Radio Base Venezia con EasySunday e che con gran piacere si è unita alla conversazione (facendoci perdere anche in un paio di derive fuori traccia -ma pur sempre in tema cura- sui funghi!)
Parliamo di DIY e DIT (#DoItTogether) medico come risposta alle difficoltà di accesso ai servizi sanitari, partendo dalla pratica della menstrual extraction (qui citiamo la pubblicazione indipendente #HowToGetYourPeriod del collettivo Anonymous Healthcare Workers) passando al movimento Gynepunk, che promuove pratiche diagnostiche e terapeutiche fai-da-te per l’autodeterminazione del corpo, alla rete di biologia opensource Hackteria e a Julia Ostertag con Female Ejaculation and Other Mysteries of The Universe
In chiusura vi lasciamo con parole di critica alla storia ginecologica coloniale tratte dalle ricerche di Klau Kinky.
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Trovi invece tutte le nostre playlist sbagliate e altri link utili qui.
Ci siamo prese così bene con il lancio di progetti musicali di am3 Traviat3 che anche questa settimana abbiamo avuto unə ospitə speciale -Altre500persone- in collegamento telefonico, per presentare il suo primo singolo (prodotto da Bacino Label) e rispettivo videoclip (diretto da Ursulina de Lombardia e CEOcimena) appena uscito: “SBRAT”!
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In questa decima puntata è nato -forse- un nuovo format delle Traviate: il lancio di brani musicali di artist* indipendent* in diretta radio!
Abbiamo infatti annunciato il debutto di @PorcahOntas con il singolo Morte a Venezia (featuring @SantaViola), già disponibile su tutte le piattaforme.
Tra chiacchiere su percorsi artistici e personali, musica e la nascita di questa collaborazione, non sono mancate le derive Traviate su temi sociali (tipo la gentrificazione e lo spopolamento delle città per dirne uno a caso..)
Il tutto scandito da una #playlistsbagliatissima di brani scelti dalle nostre ospiti.
Una puntata densa e delirante, che speriamo vi faccia gridare “bravo bis!” perché noi di puntate così ne vorremmo fare sempre!
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Riprendiamo la seconda stagione dopo le festività con una puntata sull’arte urbana.
..così, tanto per dare un po’ di buone suggestioni d’inizio anno..elargendo confusi tips su diverse tecniche per lasciare il segno sui muri delle città. Cosa che -per quanto sempre buona e necessaria- ci pare possa tornare vagamente ancor più utile prossimamente..
Abbiamo dunque parlato del pasteup, dello stencil e dello sticker bombing, raccontando non solo come funzionano, ma ovviamente anche il loro potenziale espressivo e sociale.
Da collettive come le @PasteUpMorras in Messico a esempi più personali come gli adesivi del #cioè, abbiamo -malamente- tracciato una linea che unisce creatività, lotta e trasformazione degli spazi pubblici.
Non abbiamo mancato di elencare difficoltà pratiche (e costi!) delle varie tecniche e di ribadire ampiamente come la street art possa sfidare estetiche e spazi urbani che tendono a..zittire popoli.
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Quale migliore idea Traviata poteva venirci per l’ultima puntata pre-natalizia se non la #decostruzione della #famigliatradizionale, quel “santuario di bestemmie” che ci viene presentato come naturale e universale?
E infatti in questa 8ª puntata abbiamo voluto evidenziare come la “famiglia” (#occidentale) sia di fatto un prodotto storico, religioso e politico costruito per consolidare gerarchie e disciplinare #corpi e #desideri, su valori #patriarcali
D’altronde, per quanto ci riguarda, ha ragione Audre Lorde quando determina come più importanti le relazioni scelte per affinità che non la biologia.
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E niente..a son di parlare di #Porno, #Preciado e #biopolitica nelle precedenti puntate, abbiamo capito che non ci restava altro che parlare di #anale.
In questo episodio ci siamo dunque inoltrate nelle sue “gioie e terrori”, affrontando #tabù, #stereotipi e rivoluzioni sessuali legate a questa pratica. Con il supporto delle teorie di Preciado, nello specifico il testo “#TerroreAnale”, abbiamo discusso il potere simbolico dell’#ano come luogo di #rottura con le #normativitàpatriarcali.
Partendo dal #postporno, un’idea che -come abbiamo visto- decostruisce lo sguardo maschile dominante e ridefinisce il piacere in chiave politica ed estetica, abbiamo rivisto come la #sessualità sia un campo di battaglia dove si gioca la lotta per l’autodeterminazione.
Abbiamo anche parlato di #pratiche e #consigli per approcciare l’esplorazione anale in modo #sicuro e #consapevole, senza tralasciare dettagli storici e culturali che legano il controllo del corpo a gerarchie sociali.
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E niente…abbiamo deciso di parlare di #porno! …e come sempre lo facciamo in modo Traviato: con curiosità, un bel po’ di ironia e sguardo critico!
C’è però un dato (questo del 2024) che ci provoca amarezza, è l’aumento del 100,5% nelle ricerche legate al termine “#trans” (portando l’Italia al primo posto nel mondo). Un dato in netto contrasto con l’ondata di #transfobia e violenze che imperversa nel Paese. Si palesa così dunque una riflessione che ha aleggiato per tutta la puntata: la linea tra #desiderio e #oggettificazione è sottilissima, e spesso quest’ultima finisce per alimentare #stereotipi e #discriminazioni.
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Anastasia conduce da sola una puntata un po’ speciale (Tobia le manca, ma nemmeno troppo nel silenzio concentrato dello studio!).
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Una puntata che, a parte gli ormai consueti problemi tecnici di apertura, ci ha molto emozionato perchè dedicata a progetti amici di lotta #transfemminista con un particolare sguardo a collettive e attivist3 che si impegnano per sostenere le lotte a e di #Gaza!
Con le Artemisia ormai ci sentiamo in sorellanza tanto nelle lotte quanto nella musica -vedi la collaborazione di questa estate per la #SalottaTraviata al Festival @MiraonAir, ma anche la #playlistsbagliata* di questa puntata che è stata tutta opera loro e dell3 altr3 ospit3!-
Sono state in collegamento telefonico con noi anche Elena Galliolo per portare la sua visione sulla combattiva ed instancabile collettiva -e aggiungere così un po’ della natura plurale di Artemisia- e Alice Barsanti di @GazaFreestyle, stupendo e necessario progetto che opera in sinergia con collettivi e comunità Palestinesi.
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Nel nostro sgangherato modo come Traviate siamo attente alla parola e al linguaggio, questo si sa, ma ci sono alcuni termini che più d’altri riteniamo pericolosi. In questa puntata affrontiamo quelli che, travisando narrative, tentano di delegittimare lotte ed attivist3, bollandole con termini spauracchio.
Cominciamo dal violento termine “#nazifemminista“ di cui parla approfonditamente Costanza Giannelli in un articolo che vi consigliamo di cercare (grazie Meta per non permettere i link).
Passiamo poi ad “etichette” come “#ecovandalo” o “#ecoterrorista”, termini che si usano per sminuire chi difende il pianeta, mentre chi davvero danneggia l’ambiente (aziende estrattive come #Eni o #Shell -i veri ecoterroristi-) non viene toccato.
Chiudiamo la nostra raffica di opinioni e fatti storici con la parola che ci pare più emblematica, “@terrorista”. L’uso strumentale del termine da parte di governi per diffondere paura attraverso il così detto “terrorismo psicologico” e le “strategie del terrore” ha una radice storica, ma ci pare evidente se ne stia facendo grande uso in questi nostri recenti bui tempi.
A tal proposito e vista la pesantezza della recente notizia, non possiamo in chiusura esimerci dal commentare in diretta le ultime restrizioni dello Stato di Israele contro l’#UNRWA
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Trasmissione allucinata con chiacchiere dissidenti e musica sbagliata giunta alla sua seconda stagione. Una stagione che rimarrà allucinata e sarà sempre fatta..di chiacchiere scomode, frociaggine dissacrante, opinionismo hardcore, molta improvvisazione e ancora più musica sbagliata.
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