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Dopo la casalinga di Voghera, è il tempo di "Anna degli schermi". La tv si riaccende con i palinsesti d'autunno, ma lo sguardo corre sempre più a smartphone e tablet. Sono ormai oltre 35,4 milioni gli spettatori della conntect tv, il 65,3% di chi guarda la televisione ha uno schermo dove si può scegliere anche piattaforme e 15 milioni le famiglie che hanno un abbonamento streaming con una crescita di 500mila in un solo anno. -1,8% il tempo medio che gli italiani trascorrono guardando la tv tradizionale, +26% quello sui canali in streaming che ha raggiunto ormai una media di 2 ore al giorno. Ed è il prime time il momento in cui gli italiani spengono il teleschermo tv per accenderne "altri". Una fuga che cambia l'economia della televisione? Noi Facciamo i conti…
Pagamenti, divertimento, viaggi, amici, shopping. Il nostro mondo e la nostra economia delle piccole cose vivono di dati. Tra un mese esatto gli americani andranno alle urne per l'attesissimo test per l'amministrazione Trump. E se c'è un tema di cui in tutti i 50 stati americani e praticamente ognuno dei loro 435 distretti si parla, sono i data center. Non tanto l'AI o quanto sia etica, ma quel che serve per farla funzionare. Perché i data center sono divenuti l’immagine visibile e tangibile di una tecnologia che sembrava invisibile e immateriale e la corsa all'AI non si gioca soltanto sui chip o sui modelli linguistici. Sempre più spesso il vero collo di bottiglia è l’energia. Qualche voce di protesta si leva anche da noi, laddove i terreni vengono venduti, spesso in zone agricole, per le grandi gigafactory. Eppure, sono due ragazzi italiani che nella Silicon Valley stanno mettendo a punto un modello alternativo con il progetto "Ambra": piccolo è bello. Noi Facciamo i conti…
Tra vendemmie anticipate e cambi di colture, il caldo record presenta il conto anche nel bicchiere. Dove, d'altra parte, abitudini e consumi stanno già cambiando da anni, con il no alcol che guadagna fette di mercato. Quale sarà il brindisi etichetta 2026? Bicchiere alla mano, noi Facciamo i conti…
Una classe persa ogni dieci entro i prossimi cinque anni, quasi una su quattro tra quindici. È l’effetto dell’onda lunga dell’inverno demografico che dalle culle vuote diventa aule vuote. L’avvio dell’anno scolastico presenta il conto e Fondazione Agnelli ha elaborato per l’economia delle piccole cose le previsioni che ci attendono. Con meno nati, come ormai accade da diversi anni, la a riduzione potenziale delle classi sarebbe di circa il 10% nel 2030, il 18% nel 2035 e il 23% nel 2040 con circa 95mila in meno. Un effetto dimagrimento che nidi e materne hanno già visto e che ora sbarca alla primaria, ma non risparmia le medie, mentre le superiori vedranno l’effetto onda nei prossimi anni. Per la primaria il calo passa invece da circa il 12% al 2030 a oltre il 20% al 2035 e al 22% nel 2040. Le medie arrivano a circa il 21% nel 2035 e al 28% nel 2040. Alle superiori l’onda fa vedere una riduzione intorno al 7% nel 2030, al 17% nel 2035 e fino al 27% nel 2040. Le regioni del sud le più penalizzate, ma anche al nord le migrazioni potrebbero non bastare. Scuole da ripensare? Da edifici pensati negli anni Sessanta e Settanta in pieno boom demografico fino ai costi della didattica, noi Facciamo i conti…
Da inizio secolo ogni anno perdiamo sulle vette nel mondo tanta acqua quanto la popolazione mondiale ne consuma in oltre 30 di anni. I ghiacciai che si sciolgono sono riserve d'acqua ma anche di biodiversità e tesori per le biotecnologie. Siamo andati nella banca del ghiaccio, l'EuroCold Lab dell'Università Bicocca, dove a Milano si conservano le tracce delle spedizioni artiche ma anche campioni dei tratti di ghiacciai alpini ormai scomparsi per scoprire l'economia delle piccole cose che nascondono.
Università a caccia di studenti, ragazzi a caccia di un lavoro che garantisca il futuro. Il doppio fronte della crisi demografica vista dalle nuove generazioni, su cui pioveranno le eredità di chi li ha preceduti. Quale Italia vedremo? Noi Tiriamo le somme in versione L'Economia delle piccole cose Extralarge.
L'e-commerce italiano accelera, entro il 2030 il mercato raggiungerà un valore di 148,5 miliardi di dollari. Numeri che raccontano una trasformazione che entra nel dna dell'economia delle piccole cose: cosa compriamo, quando lo compriamo, dove e come arriva a casa nostra, che lavori facciamo e faremo. La consegna pacchi è la prima voce di entrata per Poste, che una volta consegnava in questi giorni d'estate valanghe di cartoline. Ma questo vuol dire anche sempre meno acquisti per necessità e sempre più scelte guidate dalle emozioni. Ma, attenzione, perché a salvarci potrebbe essere l'intelligenza artificiale, a fare, in qualche modo, da volano ma insieme il nostro gemello più razionale e attento al portafoglio. Noi Tiriamo le somme in versione L'Economia delle piccole cose Extralarge.
Sono tecnologia e infrastrutture la gallina dalle uova d'oro dello sport? Di certo per l'Italia il futuro si decide ora. Da una parte quello degli stadi che potrebbero fare da sfondo per Euro2032: sedici stadi, tredici città candidate, verdetto ad ottobre per i cinque impianti sedi del torneo. San Siro è l'incognita più grande, ma non l'unica e gli investimenti, come le ricadute, da miliardi. Anche perché guardiamo ad un grande evento sportivo internazionale dopo avere appena ospitato uno. Le Olimpiadi hanno raccolto grande successo per lo stile italiano, ci hanno emozionato, divertito, regalato successi che il calcio mondiale non ci ha dato. Ma lasciato anche qualche conto ancora da pagare. Oltre a tanta tecnologia che, dal calcio al tennis, fino alla tv è l'altro futuro? Noi Tiriamo le somme in versione L'Economia delle piccole cose Extralarge.
Gli italiani ricorrono sempre più ai prestiti per concedersi un periodo di relax estivo. La spesa per la vacanza, anche quella media, è arrivata a sfiorare i mille euro a persona, alta per molti stipendi, e cresce chi ricorre ad un prestito per far pesare il meno possibile questa uscita sul budget familiare. Nei primi cinque mesi del 2026 sono stati erogati per le vacanze finanziamenti per un valore totale che arriva a circa 170milioni di euro. Nonostante le ferie diventino sempre più corte, dieci-undici giorni, si salti il pranzo il autogrill per portarselo da casa, ci si inventi ogni soluzione possibile. Aspettando la rivoluzione del futuro. Noi Tiriamo le somme in versione L'Economia delle piccole cose Extralarge.
Estati roventi e inverni tiepidi. Il clima infrange ogni regola e anche la scienza prova a capire cosa accade. Quanto pesano davvero le nostre abitudini? I trasporti da soli pesano per circa un quarto delle emissioni di gas serra, rappresentando una delle cause principali del cambiamento climatico. In Europa, la suddivisione dell'impatto climatico mette sotto accusa il trasporto su strada, quell'auto con cui la gran parte di noi va in vacanza. Il trasporto su strada pesa per circa il 70% delle emissioni totali tra auto, moto e camion; poi c'è non l'aereo ma la navigazione (~13-14%), traghetti per isole compresi, quindi l'aereo (12-13%), e il treno solo un ~1-2%. Ma abbiamo sempre una scelta? Noi Tiriamo le somme in versione L'Economia delle piccole cose Extralarge.
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Quanto condiziona le nostre scelte l'economia nascosta dietro le piccole cose? Si moltiplicano gli aeroporti e voliamo low cost. A teatro spopolano i monologhi perché sono una moda, ma anche perché…

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