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By Radio 24
Un’inviata virtuale in libreria per scoprire le ultime novità del mercato editoriale. In ogni puntata due interviste dal vivo a scrittrici e scrittori, italiani e stranieri, per parlare dei romanzi
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Un romanzo spiazzante sulla disgregazione di una coppia, ma soprattutto su una figlia contesa in una causa di separazione. In "Atto di famiglia" (Neri Pozza), Alessandra Carati (autrice di "E poi saremo salvi" e "Rosy") decide di raccontare la storia da tre punti di vista: il padre, la madre e la figlia con le conseguenze che lei si porta dentro con il passare del tempo. Il lettore o la lettrice empatizzano ora con uno, ora con l'altra, finendo per avvertire appunto questa sensazione di spaesamento, la sensazione che probabilmente hanno tutti ragione o hanno tutti torto. Un padre che si prende cura della figlia piccola perché la moglie lavora all'estero, la madre che si sente esclusa da questo rapporto intenso fra padre e figlia e che alla parola "separazione" minaccia di non fargli vedere più la bambina. Un uomo che sembra schiacciato dalle circostanze e una donna che si sente tradita dal marito e ha sete di risarcimento. Fra loro, però, c'è una bambina contesa che assiste anche a scene di violenza. Ma la memoria di tutti in questo romanzo è fallace: cosa è successo realmente in quella famiglia? Quanto lui o lei hanno manipolato la situazione? Quanto sono falsi ricordi dei personaggi adulti, ma anche della bambina poi cresciuta?

Raccontare apertamente di sé, dei propri disturbi psichici, di come vengano attraversati, di come determinino la propria vita quotidiana, è quello che fa Alcide Pierantozzi nel romanzo "Lo sbilico" (Einaudi) che lui stesso in una postfazione definisce "diario di bordo della mia malattia". I primi disturbi si manifestano fra l'infanzia e l'adolescenza, disagio esistenziale, poi una diagnosi di depressione, anoressia, e con il passare del tempo una diagnosi di disturbo bipolare e di disturbi dello spettro autistico. Terapie con psicofarmaci, mixati a volte ad alcol e droghe, una madre sempre presente, pilastro della famiglia, un padre definito "negazionista" perché nega l'omosessualità del figlio e la malattia. Un viaggio nella testa di chi soffre di una malattia mentale che è anche malattia del corpo, come viene sottolineato, cercare disperatamente il modo di fermare il flusso dei pensieri, le allucinazioni, allenarsi in palestra per tre ore al giorno sei volte alla settimana come tentativo di arginare le crisi quotidiane; cercare le parole, come si legge nel romanzo, che mettano guinzaglio ai pensieri. "Lo sbilico" è la malattia mentale che si fa a letteratura, la testimonianza di un singolo che assume un valore universale.

Puntata speciale del Cacciatore di libri Estate dedicata alla Storia che fa capolino alle storie narrate nei romanzi. Interviste a: - Ken Follet che in "Il cerchio dei giorni" (Mondadori - traduz. Anna Maria Raffo) crea una storia intorno al mistero della costruzione del sito archeologico di Stonehenge - Ilaria Tuti che oltre ai gialli con Teresa Battaglia scrive romanzi recuperando fatti storici poco noti come fa in "Ed è un poco la notte e un poco l'alba" (Longanesi) con l'invasione dei Cosacchi in Carnia durate la seconda guerra mondiale - Gaja Cenciarelli che nel romanzo "Il rivoluzionario e la maestra" (Marsilio) ricorda la vita, ma soprattutto la prigionia di due militanti del Movimento di Liberazione dei Tupamaros nell'Uruguay degli anni '70, dominato dalla dittatura - Elena Varvello che in "La vita sempre" (Guanda) ha ricostruito la storia del nonno durante il ventennio fascista, un uomo schiacciato dalla Storia Nella parte dedicata ai personaggi della storia della letteratura, Alessandro Barbaglia ci parla di Orlando di Ariosto, mentre Laura Pezzino ci racconta Agilulfo protagonista de "Il cavaliere inesistente" di Italo Calvino. Le interviste sono tratte dal podcast "Volti di carta" realizzato da DeaScuola in collaborazione con Radio24.

La sospensione, sia del tempo che degli eventi, è la caratteristica che lega i racconti della raccolta "La stagione delle case vuote", di Francesca Scotti (Hacca). Non è la prima volta che la scrittrice, divisa fra l'Italia e il Giappone, si dedica alla forma narrativa breve, avevamo parlato per esempio de "Il tempo delle tartarughe", e in genere anche i suoi romanzi, da "Elissi" a "Nessuno conosce Sayuki" passando per "Capacità Vitale", sono caratterizzati da una scrittura essenziale e da uno stato di sospensione perché non tutto è descritto, si lascia spazio all'immaginazione del lettore. Questo ovviamente accade ancora di più nei racconti, dove per struttura la brevità e la sottrazione dominano. In questa raccolta i 16 racconti sono ambientati in parte in Italia e in parte in Giappone, dove Francesca Scotti ha vissuto per più di 13 anni. Si racconta di incontri casuali in un bar condividendo lo stesso tavolo, di una bambina che va a visitare una compagna di scuola gravemente malata, ma solo per attirare l'attenzione su di sé e quando la compagna guarisce c'è quasi una forma di disappunto, o ancora per esempio c'è un anziano in una rsa che, vedendo un canarino, riporta alla memoria un trauma sepolto. Tutto viene raccontato con grande senso della misura, senza grandi rivelazioni, lasciando spazio alla fantasia di chi legge.

Che fine hanno fatto i sogni che sognavamo? Gira intorno a questa domanda il romanzo "La vita giovane" di Mattia Insolia (Mondadori). Un affresco su sei personaggi fotografati nel periodo delle infinite possibilità, la vita giovane, appunto. La voce narrante è Matteo, soprannominato Teo, che alla soglia dei trent'anni torna dopo quasi dieci anni a Foro, il posto dove è cresciuto, perché due amici dell'epoca si sposano. E' l'occasione per far emergere quel passato che il gruppo di amici aveva quasi sepolto, mettendo una pietra sopra anche e soprattutto a un evento accaduto alla fine del quinto liceo. Un evento che aveva assegnato le loro vite, un trauma di gruppo che si intreccia ai traumi personali dei singoli (c'è chi ha un padre violento, chi ha una madre depressa o alcolizzata, chi ha subito molestie da piccolo, chi ha scoperto il tradimento di uno dei due genitori). Un romanzo che accende una luce su quella fase della vita in cui tutto è possibile per poi fare i conti dieci anni dopo con quello che è stato, ma anche con quello che sarebbe potuto essere. Fare i conti con i traumi, con i rimpianti e in parte anche con i sensi di colpa.
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