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Sedendoci a tavola non ce ne rendiamo ancora conto, ma siamo nel bel mezzo della quarta rivoluzione agroalimentare. Quella delle biosoluzioni, un settore che vale oltre 53 miliardi e che già aiuta produttori agricoli e industrie alimentari a produrre di più utilizzando meno risorse e soprattutto senza sprechi. In occasione della European biotech week proviamo a chiarire quale sarà il ruolo della genetica nell'affrontare la tempesta perfetta che da qualche anno investe l'agricoltura tra siccità, caldo prolungato, eventi climatici estremi, pressione sui suoli e costi alle stelle. Come accelerare il percorso di un'innovazione dal laboratorio al campo? Come creare un'ecosistema favorevole alla ricerca?
Le città hanno paura, il nuovo clima le rende invivibili e il verde torna protagonista, come possibile soluzione e ancora di salvezza. La domanda di oggi è Il florovivaismo italiano - che vale 3,25 miliardi e brilla nell'export - è pronto a salvarci? Chi decide ha le competenze giuste per disegnare un nuovo ecosistema urbano? Intanto i produttori per far fronte alla domanda di alberi dalle città segmentano l'offerta e puntano sul vivaismo di precisione.
L'Europa non è pronta. Stiamo parlando dello scudo necessario a difendere l'agricoltura comunitaria dal cambiamento climatico. In gioco c'è la sicurezza alimentare dei 27 e in questo ultimo scorcio di un'estate da incubo - con 12 milioni di tonnellate di raccolti persi - proviamo a tirare le fila e a capire come se ne esce. In attesa di leggere il piano di Bruxelles contro le ondate di calore.
Dopo un'estate così difficile, arrivano i primi conti nei campi. A partire dal mais che secondo stime Coldiretti nelle aree più colpite di Piemonte e Lombardia subisce danni già oltre il 30%, con punte fino al 70%. Nelle stalle tra giugno e agosto la produzione di latte è calata mediamente del 20%. Gli impatti si sono sentiti anche nella risicoltura in alcune aree, con perdite fino al 30%. Per l'ortofrutta tra stress idrico e grandinate si prevedono ricadute sulle rese del 10 per cento. Di fronte alla nuova normalità climatica, tra estati torride, siccità ed eventi estremi imprevedibili, come dobbiamo immaginare l'agricoltura tra cinque anni?
L'agricoltura sociale è una delle declinazioni della multifunzionalità finalizzata all'inclusione di soggetti svantaggiati attraverso l'attività agricola. Due mondi agricoltura e sociale che si incontrano, dialogano e strutturano progetti per includere, producendo reddito. Dall'Italia all'Africa, i progetti di Cia agricoltori italiani.
Le città hanno bisogno di più verde, non solo per ragioni estetiche ma per migliorare concretamente la qualità dell'aria, contrastare il caldo estremo e rendere gli spazi urbani più vivibili. Il florovivaismo quindi è uno dei pilastri delle politiche ambientali e della rigenerazione urbana. Ma si può partire anche da piccole foreste domestiche, che aiutano a mitigare alte temperature e inquinamento anche indoor.
Anche le agroenergie possono contribuire a mitigare gli impatti devastanti del caro bollette e del caro carburanti. A partire dall'agrivoltaico, ovvero pannelli fotovoltaici che sullo stesso campo convivono con l'gricoltura, diventato la forma prevalente di sviluppo del fotovoltaico nel settore. Ma c'è anche la chance del biogas e del biometano, con 2mila impianti agricoli a chiusura del cerchio per ogni allevamento. E le biomasse agroforestali. Un mix di ricette strategiche che attende semplificazioni decise.
Un'Italia spaccata in due e con un'anomalia. Più caldo al Nord sempre più assetato e meno al sud, con perturbazioni violente, grandinate devastanti, venti impetuosi e piogge intense, che non portano sollievo alle coltivazioni e provocano disastri. Quali impatti sta avendo il meteo estremo che caratterizza questa estate rovente? Quali sono le filiere più colpite e come deve cambiare l'agricoltura.
Sono 15mila gli allevamenti italiani specializzati nella produzione lattiero casearia. Un settore che secondo i dati di Confagricoltura vale l'11% del fatturato industriale agroalimentare. Una filiera, che tra i punti di forza ha un export in aumento grazie al potente ramo nobile delle dop cui è destinato un litro di latte su due. Tra le criticità gli elevati costi di produzione, campagne mediatiche denigratorie sul consumo di latte, ridotto consumo domestico del latte fresco. Allora tra costi, clima e difficile equilibrio sulla redditività, come sta il latte italiano?
Il vino, fiore all'occhiello del made in Italy agroalimentare sta attraversando una crisi complessa. I consumi globali sono in calo e si parla sempre più spesso di ridurre la produzione anche affrontando il trauma, già archiviato dai viticoltori spagnoli e francesi, di estirpare i vigneti. Qual è esattamente il quadro e come dovrà reagire la filiera?
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L'agricoltura, cuore produttivo del made in Italy agroalimentare, è in transizione verso il futuro. Sfida clima, redditività, sostenibilità sociale, impatto ambientale, benessere animale, turnover…

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