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Il Vietnam subentrò lentamente nella vita quotidiana dei cittadini statunitensi, ma diventò un argomento che scaldava gli animi e che avrebbe rivoluzionato la politica in pochissimi anni.
Lyndon Johnson, che solamente nel 1964 era stato rieletto con oltre il 60% dei voti, era ora costretto a ritirarsi dalla competizione presidenziale.
L'Amministrazione Kennedy diede il via libera al rafforzamento definitivo del Movimento Conservatore che riuscì a prendere così il controllo del Partito in soli 4 anni. E nonostante le elezioni del 1964 finirono in modo apocalittico per i repubblicani, Berry Goldwater rivoluzionò il Partito (e la politica degli Stati Uniti) in modi che perdurano ancora oggi.
Nemmeno la leadership di un generale della Seconda Guerra Mondiale riuscirà a portare la calma all'interno del Partito Repubblicano.
La morte di Roosevelt mandò il Paese in shock, e gli Stati Uniti si ritrovarono improvvisamente senza la sua leadership e capacità di guidare il Paese in un momento di crisi. La morte del Presidente e l'inizio dell'Amministrazione Truman rappresentarono una rinascita per il Partito Repubblicano.
Ma il Paese non era pronto per una svolta conservatrice e i repubblicani lo scoprirono a sorpresa.
Il 29 ottobre il sogno repubblicano terminò. Dopo anni a promettere prosperità illimitata, il Paese si trovò a vivere una crisi economica senza precedenti.
Lo sfacelo portò i democratici a vincere la Casa Bianca e il Congresso, consegnando i repubblicani ad oltre un decennio di minoranza, che li lacerò in due fazioni.
Gli anni post Theodore Roosevelt saranno uno scossone per la politica statunitense, una ubriacatura che porterà, negli anni '20, a rigettare tutto quello che Teddy aveva rappresentato. Nel mezzo, però, un Presidente accademico provò a riscrivere il sistema delle relazioni internazionali, trovando un ex repubblicano progressista a sbarrargli la strada.
Metà del nord, metà del sud, cresciuto ad est e rifugiatosi nell'ovest. Questa è la storia anche di un "maledetto cowboy" che si ritrovò, un po' per caso, un po' per un incidente del destino, a guidare gli Stati Uniti nel momento di transizione dal '800 al '900.
La politica è sempre stata una storia di relazioni personali. Ed è proprio una relazione tra due uomini che porterà il Partito Repubblicano ad abbandonare i valori di Lincoln ed ad abbracciare le grandi imprese.
Quando Andrew Johnson ha alzato la mano dalla Bibbia per il suo giuramento, è l'uomo più potente del continente: è il Presidente degli Stati Uniti senza nessun contrappeso. E comincia subito ad attuare le politiche per riportare il Sud nell'Unione e resuscitare il Partito Democratico.
Il più grande incubo dei repubblicani si è materializzato.
John Wilkes Booth aveva due sogni: diventare un attore come il resto della propria famiglia ed essere ricordato nei Secoli come l'uomo che aveva rapito Abraham Lincoln per aiutare la Confederazione e così comincia a sognare in grande.
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