Il Libro Passaporta di oggi ci porta in Argentina.
Silvia Labayru è bionda, ma come nome di battaglia sceglie Mora, quando entra, giovanissima, nei Montoneros. La militanza tra il 1974 e il 1976 per lei è tutto.
Quando Silvia viene rapita nel 1976, ha vent’anni ed è incinta
Viene portata all’ESMA (l’Escuela del Mecánica de la Armada), un istituto di addestramento della marina militare dove, a partire dal colpo di stato del 24 marzo 1976, venne creato un centro di detenzione clandestino. Lì, tra il 1976 e il 1983, furono torturate e uccise circa 5000 persone: di queste ne sopravvissero meno di 200
Silvia ci rimarrà per un anno e mezzo.
Quando Silvia finalmente viene liberata, ad aspettarla c’è il sospetto dei compatrioti in esilio: com’è possibile che sia sopravvissuta e che abbia ancora con sé la bambina?
Leila Guerriero ha scoperto il caso di Silvia Labaryu e ha trascorso oltre due anni a intervistare Silvia e tutte le persone coinvolte per raccontare la storia del suo rapimento e della chiamata al padre che, per caso, un giorno di marzo del 1977, le ha salvato la vita.
Questo libro domenica scorsa, 17 maggio, ha vinto il premio Strega Europeo 2026
Episodio 31: La chiamata, di Leila Guerriero, edito da Sur
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