Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

By Monastero di S.Vincenzo Martire - Bassano Romano (VT)Christianity
Download on the App Store

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno episodes

  • [Lun 19] Commento: Porgere la guancia e dare il mantello.
    Gli antichi avevano sintetizzato le norme di giustizia nel famoso detto: “occhio per occhio, dente per dente”. E’ “la legge del taglione”, che mirava a rendere equa la pena in rapporto alla trasgressione commessa e proporzionata la reazione all’offesa ricevuta. Non era evidentemente espressione di amore. Gesù, sulla scia di quello che egli ha detto e fatto, in base al comandamento nuovo, c’invita ad una testimonianza eroica, fino a “perdere la faccia”, fino a privarci dell’indispensabile mantello e fino a percorrere volentieri miglia di strada anche con il nemico, pur di ricondurlo sulla Via. Questa è la strada per spegnere ogni focolaio di odio del mondo in fiamme, così il cristiano imita realmente Cristo, deriso e schiaffeggiato, angariato dai suoi nemici, spogliato delle sue vesti e condotto sulla dura via del Calvario. Siamo invitati a valutare sapientemente, alla luce di questo Vangelo e a guardare con l’occhio della fede le apparenti sconfitte, che, inevitabilmente accompagnano la vita dei fedeli di Cristo. Capita di frequente che gli eventi che vengono comunemente ritenute sciagure, sono per noi fonte di meriti, annunci di salvezza e autentica testimonianza cristiana. Siamo qui di passaggio e anche se ci piace la terra non siamo nemmeno di immaginare le meraviglie che il Signore ha preparato per ciascuno di noi nella Casa del Padre.
    2 min
  • [Dom 18] Commento: Come pecore senza pastore.
    La compassione è segno evidente di amore; si soffre per chi e con chi si ama. Gesù oggi posa il suo sguardo sulla folla che lo segue e il suo spirito di uomo-Dio si muove a compassione per loro perché egli vede quella gente come pecore senza pastore. Il suo sguardo va oltre il tempo e oltre i confini dello spazio. È urgente per loro, per tutti, che abbiano guide sicure, pastori sapienti e santi. Egli ha detto di se stesso: "Io sono la via", "Io sono il buon pastore", si è detto disposto a dare la vita per le sue pecorelle, si è messo alla ricerca della pecora smarrita e tutte le ha difese dagli assalti dei lupi. La sua presenza nel mondo è però limitata nel tempo, vuole perciò assicurarsi un prolungamento senza fine del suo annuncio di salvezza e ha quindi urgente bisogno di ottimi pastori da inviare in sua vece e nel suo nome per quella folla e per tutte le genti di tutti tempi. Gesù convoca a sé i Dodici e dà loro poteri speciali, gli stessi che egli esercita durante il suo peregrinare nel mondo: scacciare i demòni, e guarire ogni genere di infermità. Quindi l'evangelista Matteo elenca i nomi dei Dodici, sono i primi di una serie interminabile e meritano questa citazione speciale. Loro si muovono sulle orme di Cristo e tutti gli altri che seguiranno percorreranno le stesse orme, compiranno gli stessi prodigi, annunceranno lo stesso vangelo. Ha così origine la schiera dei missionari e così nasce la Chiesa missionaria. Cristo continua nei suoi ministri ad essere presente e vivo nelle strade del mondo. L'annuncio del Regno ha ormai la sua continuità. La loro missione, gradualmente, si aprirà al mondo intero, finché in ogni angolo di mondo, non sarà udito il messaggio della redenzione. Strada facendo debbono dare un annunzio essenziale di salvezza: "Il Regno di Dio è vicino". Le pecore smarrite e senza pastori troveranno così le loro guide, i dispersi potranno tornare all'ovile, i malati potranno recuperare la salute e i peccatori potranno sperimentare il dono della misericordia, gli affamati potranno saziarsi del pane di vita. Cristo si affida alla fragilità degli uomini, potrà quindi accadere che talvolta gli stessi pastori rischieranno momentaneamente di smarrirsi e cedere alle tentazioni di avventurarsi in pascoli non buoni, ma il Signore si è fatto garante per tutti loro, egli è disposto a cercare non solo la pecora smarrita, ma anche i pastori, anche quelli che si renderanno indegni del loro mandato. Lo ha dichiarato esplicitamente: "Io sarò con voi sempre, sino alla fine dei tempi".
    3 min
  • [Dom 14] Vangelo: Es 19, 2-6; Sal.99; Rm 5, 6-11; Mt 9, 36 - 10, 8.
    In quel tempo, Gesù, vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: "La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe perché mandi operai nella sua messe!".
    Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità.
    I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l'Iscariota, colui che poi lo tradì.
    Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: "Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d'Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date".
    2 min
  • [Sab 17] Commento: Memoria del Cuore Immacolato di Maria
    Oggi, dopo la solennità del Sacro Cuore, la liturgia ci propone la memoria facoltativa del Cuore Immacolato di Maria. Istituita dal papa Pio XII, l'odierna celebrazione ci invita a meditare sul mistero di Cristo e della Vergine nella sua interiorità e profondità. Maria, che custodisce la parola e i fatti del Signore, meditandoli nel suo cuore (Lc 2,19), è dimora dello Spirito Santo, sede della sapienza (Lc 1,35), immagine e modello della Chiesa che ascolta e testimonia il messaggio del Signore. Lo Spirito Santo che ha preparato il Cuore della Vergine Maria a essere la dimora del Cristo e il tempio vivente di Dio. La grazia porta anche a noi la presenza divina, che ci consacra e ci dà gioia.
    1 min
  • [Ven 16] Commento: Sacratissimo cuore di Gesù.
    "Ecco quel cuore che ha tanto amato gli uomini", così il nostro Redentore si rivelava ad una sua devota ed innamorata, Santa Margherita Maria Alaquoque. Oggi celebriamo questo amore che è stato riversato nei nostri cuori, che ci ha meritato la salvezza, che ci ha liberati dal male, ci ha riconciliati con il Padre, ci ha fatto riscoprire la fraternità tra noi. Quando gli studiosi hanno esaminato il miracolo eucaristico di Lanciano hanno scoperto che l'ostia diventata carne umana, è una sezione del miocardio; hanno voluto dirci così che Gesù ci dona il suo cuore per stabilire una perfetta comunione con noi. L'evangelista Giovanni, che nell'ultima cena posò il suo capo sul petto del Signore, ebbe il privilegio di sentirne il pulsare intenso mentre egli stava per celebrare la prima consacrazione e poi iniziare la sua crudelissima passione. Maria di Magdala sentì in lei i salutari effetti di quell'amore, si sentì amata, perdonata e convertita, e con lei una schiera di peccatori, di uomini e donne oppressi dal male fisico e spirituale. Chi di noi non ha sentito con la gioia del perdono l'intensità di quell'amore? Chi dopo una comunione eucaristica non si è sentito amato, preso, coinvolto, immerso in quel cuore? La Chiesa ha preso coscienza della perennità di quell'amore, legato al memoriale della sua passione, morte e risurrezione, legato alla fedeltà dei suoi, alla santità di tanti e tante, che lo hanno testimoniato con il martirio e con l'eroicità della virtù cristiane. Siamo certi che il cuore di Cristo pulsa ancora nel nostro mondo e non smette di amarci anche quando abbiamo la triste impressione che alte barriere e muri siano stati eretti tra noi e Lui. Egli è venuto proprio per abbattere il muro di separazione che il peccato aveva innalzato. In quell'amore egli si rivela ai piccoli, da quell'amore siamo guidati verso il vero bene, in quel cuore troviamo conforto quando siamo affaticati ed oppressi, lì troviamo ristoro, lì pregustiamo i primi bagliori della nostra finale risurrezione. È santa energia per noi, è la forza di Dio in noi, per portare i nostri pesi, per fare della fatica della nostra vita l'offerta quotidiana del nostro volontario tributo di gratitudine e di lode a Cristo e in Lui alla Trinità beata. È un cuore aperto e radioso quello che Cristo ancora oggi ci si mostra, è trafitto dal peccato, ma irradia ancora la sua grazia che ci santifica, che ci purifica e ci rende santi. Oggi fissiamo quel cuore umano e divino, ci immergiamo in esso e ci specchiamo in esso per sorbirne lo splendore, per sintonizzarci con quei battiti, per fargli sentire la nostra infinita gratitudine nello sforzo quotidiano di ripeterne le virtù e di imitarne l'intensità.
    4 min
  • [Gio 15] Commento: ...ma io vi dico.
    Il modo di essere giusti o di ritenersi tali, come veniva praticato dagli scribi e dai farisei, vittime di un formalismo esteriore e sterile, non è più quello che Gesù richiede dai suoi discepoli. Egli è il perfezionatore della Legge antica e lo ha dimostrato con la proposta e l’adempimento del comandamento dell’amore. Il cristiano quindi, non solo non si limita ad un’osservanza esteriore e formale, ma, sentendosi sorretto dalla grazia divina, riversata abbondantemente nei nostri cuori, cerca la perfezione in tutte le sue azioni. I comandamenti, dati a Mosè sul Sinai, assumono una dimensione diversa sul Golgota. Colui che viene ucciso crudelmente e inchiodato ad una croce, ora può dire al mondo che anche chi si rende responsabile di un gesto di ira o di un insulto nei confronti di un fratello sarà sottoposto a giudizio. Sono ancora gli effetti dell’amore a far dire a Gesù che se stiamo per andare a portare la nostra offerta all’altare per vivere con lui un’esperienza di comunione, dobbiamo prima ristabilire la comunione anche con i nostri fratelli che ci hanno offeso o che sono stati offesi da noi. Chi sa quante messe dovrebbero essere interrotte per dare ai cristiani tempo e modo di realizzare detta riconciliazione!
    2 min
  • [Mer 14] Vangelo: 2 Cor 3, 4-11; Sal.98; Mt 5, 17-19.
    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
    «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento.
    In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto.
    Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».
    1 min
  • [Mer 14] Commento: La vera fedeltà.
    I primi discepoli agli occhi degli Ebrei, apparivano evidentemente e frequentemente infedeli alla tradizione dell'antico testamento, ma l’accusa scaturiva da una loro colpevole incomprensione della novità di Cristo. Egli ha promulgato un comandamento nuovo, ha dettato e testimoniato l’amore fino al sacrificio della vita, ha stabilito una nuova e definitiva alleanza con il suo popolo, ha detto a tutti che per essere discepoli non basta dare una ideale adesione alla sua dottrina, ma occorre metterla in pratica, anche quando ciò comporta l’interiore rinnegamento di sé. In questo si realizza il compimento della Legge, così si realizza l’interiore liberazione dalla schiavitù della Lettera per approdare alla giovinezza dello Spirito, così infine la religiosità diventa autentica e credibile. Gesù ribadisce ancora una volta che il compito del discepolo è quello di insegnare e mettere in pratica affinché la Legge diventi per tutti un codice di vita, gioiosamente abbracciato nella certezza del conseguimento del vero bene. Egli non vuole che anche per i suoi si debba dire quello che ha dovuto affermare nei confronti dei capi religiosi del suo tempo: “mettete in pratica quello che dicono e non fate quello che fanno”. Così adempirete la legge di Dio...
    2 min
  • [Mar 13] Commento: Sale e luce del mondo.
    I sapori e la luminosità della vita dipendono dalla ricchezza o dalla povertà dei nostri ideali e delle nostre azioni. Càpita di frequente di sperimentare in prima persona o di sentir parlare di una vita insìpida, di un cammino al buio, di disorientamenti e di smarrimenti. Gesù cala la missione dei suoi discepoli in questa difficile situazione umana e affida loro il compito di essere sale e luce del mondo. La testimonianza della fede nei valori umani e trascendenti, la gioiosa scoperta della Verità, che s’identifica con la conoscenza del Cristo e del suo vangelo, l’orientamento sicuro verso una meta finale, possono far riscoprire all’uomo le realtà e i valori essenziali della vita e far recuperare quell’interiore libertà che è già inizio di salvezza. Tutto ciò non può avvenire con un semplice annuncio verbale; occorre che ci sia la forza dell’esempio e uno stile di vita informato sul Vangelo. E’ così che il cristiano diventa sale e luce, è così che la Chiesa adempie concretamente la sua missione salvifica, che è opera di Cristo, ma ch'è affidata ai suoi seguaci e discepoli.
    2 min
  • [Lun 12] Commento: Le beatitudini.
    Il tempo ordinario ci propone oggi la lettura delle beatitudini, secondo il Vangelo di San Matteo. Gesù ascende sul monte per darci il suo insegnamento: la nuova legge; così come Mosè che salì a suo tempo sul monte per ricevere le tavole dei Dieci Comandamenti. Il periodo liturgico ci suggerisce una riflessione, utile anche per la nostra vita. Con l’Ascensione di Gesù al cielo egli ci ha preparato alla venuta dello Spirito Santo. Egli è salito alla destra del Padre perché ricevessimo, nella forza dello Spirito Santo, la sua legge di amore. La legge di Gesù è quindi la legge dello Spirito di Dio. La sua “nuova” legge, compimento non annullamento della legge mosaica, che però ci è data direttamente dal Suo Spirito. E’ una legge di amore che ci trasforma radicalmente, come lo Spirito Santo trasforma tutte le realtà che tocca. Le esortazioni contenute nelle beatitudini sono delle esemplificazioni reali e concrete di questo Spirito; ci invitano ad atteggiamenti amorevoli, misericordiosi e miti che tante volte il cosiddetto mondo non solo ignora ma anche detesta. Ma questo è il vero insegnamento di Cristo, questa è la vera fede della Chiesa. E noi ci gloriamo di professarla in Cristo Gesù, nostro Signore.
    2 min

About Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

From the publisher's feed

Liturgia della settimana, preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire di Bassano Romano (VT)

More shows like Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

The Pope's Voice by Radio Vaticana - Vatican News

The Pope's Voice

63 Listeners

A Piccoli Sorsi - Commento alla Parola del giorno delle Apostole della Vita Interiore by Le Apostole della Vita Interiore

A Piccoli Sorsi - Commento alla Parola del giorno delle Apostole della Vita Interiore

3 Listeners

Briciole di Vangelo by Non di Solo Pane

Briciole di Vangelo

1 Listeners

Il Vangelo tutti i giorni by Diocesi Tivoli e Palestrina

Il Vangelo tutti i giorni

0 Listeners

Liturgia del Giorno (Breviario e Vangelo) by TV Pater Limited

Liturgia del Giorno (Breviario e Vangelo)

1 Listeners