La conoscenza che il credente ha di Dio, del Padre di Gesù, è tale da condurlo all’osservanza dei comandamenti: «Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi mi ama; chi mi ama sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui». Ecco un’altra grande promessa, capace di sostenere con forza il cuore dei discepoli. Tanto che Giuda gli domanda: «Signore, come mai devi manifestarti a noi e non al mondo?». In questa domanda è implicita l’attesa di un Messia glorioso, presente nel cuore di ogni pio israelita. Gesù però non entra direttamente nella richiesta, ma accentua il tema dell’unione profonda dei credenti con lui e con il Padre. La verità più profonda della vita è l’amore che conduce alla manifestazione reciproca e alla comunione, mentre l’odio chiude i cuori e il rancore rende estranei gli uni agli altri. La risposta, allora, è che Dio è sempre presente e operante nella sua Chiesa. L’antica idea del Messia come re glorioso, che impone la legge con la forza, non trova più posto in questo tempo nuovo: si apre invece una relazione nuova con Dio, accessibile nella fede. «Noi verremo e prenderemo dimora presso di lui»: il Signore non poteva esprimersi in modo più chiaro. È l’amore, dunque, il vincolo che rende possibile la manifestazione; ed è questa manifestazione che introduce alla misteriosa inabitazione di Dio nell’anima del giusto. Poi aggiunge: «Lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa». Gesù dichiara così che la comprensione piena delle sue parole sarà opera dello Spirito Santo, il cui insegnamento consiste nel “ricordare” ai discepoli le sue parole. L’evangelista osserva più volte che, dopo la risurrezione, i discepoli si ricordarono di ciò che Gesù aveva detto e fatto, comprendendone solo allora il significato più profondo. Lo Spirito Santo non scriverà un Vangelo nuovo né diverso, e non sarà neppure una semplice rilettura del già detto, ma renderà vivo e operante ciò che è stato annunciato, manifestandone tutta la forza per la vita della Chiesa. Ci avviciniamo alla Pentecoste: riscopriamo la Terza Persona divina, lo Spirito Santo, il grande e spesso dimenticato protagonista della vita cristiana.