Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

By Monastero di S.Vincenzo Martire - Bassano Romano (VT)Christianity
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Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno episodes

  • [Dom 29] Commento: Mostraci, Signore la tua misericordia.
    Per molti l'avvenire è motivo di affanno, di tristezza e di paure: significa solo la perdita di faticose conquiste e la distruzione di un passato conseguito a fatica per essere poi proiettati nel baratro della morte. Per chi vive nella fede però è invece sorgente di speranza. "Ecco, verranno giorni, nei quali io realizzerò le promesse", proclama il Signore. Non si tratta però di promesse generiche; quella che ascoltiamo oggi è la realizzazione della promessa per eccellenza. Riguarda la realizzazione del suo disegno universale di salvezza, mediante l'incarnazione del Verbo. È il preannuncio del Natale! San Paolo in questa prospettiva di fede ci esorta ad abbondare nell'amore vicendevole, per essere saldi e irreprensibili nella santità, memori di quell'Amore che sta per essere riversato su di noi. Gli stessi "segni", di cui poi ci parla l'Evangelista, ci appaiono non tanto nella loro incomprensibile realtà catastrofica, quanto nell'intensità del "giorno del Signore", che ci si manifesta nella nostra realtà umana. Gli sconvolgimenti allora saranno più di ordine morale nel ristabilimento della giustizia e della pace che di ordine fisico. È appunto un avvento ed un evento di strepitosa potenza d'amore divino quello che attendiamo e che vogliamo rivivere come venuta del Signore tra noi. È la salvezza quello che attendiamo, quella che non siamo in grado di produrre per via umana e che solo Dio può realizzare. La vigilanza e la preghiera ci occorrono per accogliere il Salvatore, ma anche per poter godere dei frutti della salvezza e sfuggire definitivamente alle insidie del male. Possa essere questo Avvento un tempo di profondo rinnovamento spirituale e di rinascita nel nostro cuore di quella gioiosa speranza del Signore che viene per noi.
    3 min
  • [Sab 28] Commento: "Vieni, Signore Gesù".
    C'è un annuncio di salvezza e di vittoria nell'Apocalisse: da Gerusalemme, immagine della Chiesa, sgorga la sorgente di una fecondità nuova e prodigiosa, è il trionfo definitivo della Vita e della Luce. E' il trionfo di Cristo, garanzia di vittoria per tutti i credenti: "Ecco, Io verrò presto!" Siamo così fortificati nella speranza e nella fede e introdotti nel tempo che ci proietta verso la sua venuta, verso l'Avvento. Il cristiano, illuminato dalla fede e sorretto dalla speranza, non si "appesantisce" in ubriachezze e affanni perché è costantemente proiettato ed attratto dai beni che valgono per l'eternità. Il tempo che vive e quello che attende e che verrà, non lo coglie mai di sorpresa e tanto meno lo spaventa. Le scelte, le rinunce, il costante orientamento verso il vero bene, sono possibili solo se la preghiera ci ricongiunge al Signore, che ci illumina e ci fortifica e mai desistiamo dall'essere vigilanti. Il mondo che ci circonda, spesso ci tenta e ci affascina, il mondo di Dio, sembra tanto lontano da apparire irraggiungibile, mai però dobbiamo dimenticare che è la nostra mèta e la nostra felicità ultima. Pertanto chiediamo con fede: Vieni, Signore Gesù!
    2 min
  • [Sab 28] Vangelo: Ap 22, 1-7; Sal 94; Lc 21, 34-36.
    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
    «State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all'improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra.
    Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell'uomo».
    1 min
  • [Ven 27] Commento: Le mie parole non passeranno.
    Abbiamo imparato senza sforzi a comprendere l'avvicendarsi delle stagioni attraverso i segni che la natura stessa spontaneamente ci fornisce. Quando il fico comincia a cacciare i propri fiori che saranno il frutto gradevole che conosciamo, diciamo che l'estate è vicina. I fatti che accadono intorno a noi e dentro di noi hanno pure un loro linguaggio. L'avvento del Regno ha le sue concrete manifestazioni nella storia, anche se percepirne i segni, non può essere frutto di un intuito umano. È come un granellino di senapa gettato nel campo, quasi invisibile ad occhio nudo; occorrerà quindi del tempo prima che cresca e diventi un arbusto. Occorre quindi la luce dello Spirito e la divina sapienza per avvertirne la presenza e la crescita. L'arrivo e lo schieramento dell'esercito romano preannuncerà la prossima distruzione di Gerusalemme. L'espandersi del messaggio di Cristo tra le genti, anche se tra inevitabili persecuzioni e lotte, sarà il segno che Dio sta recuperando spazio nella storia del mondo e nei cuori degli uomini. I cambiamenti saranno radicali, le novità importanti e fondamentali esigono che le cose vecchie scompaiano per far posto al nuovo. La Verità esalta e distrugge allo stesso tempo, ma l'unico risultato è appunto l'avvento del Regno, la conferma della storia alle verità perenni di Cristo. Il mondo subirà le sue trasformazioni cosmiche nel corso dei secoli, i cieli e la terra passeranno, ma - Gesù ci dice -: "Le mie parole non passeranno". Siamo quindi confortati da verità perenni ed inconfutabili. Una di queste ci ripete, in questi giorni conclusivi dell'anno in cui spesso ascoltiamo profezie di eventi catastrofiche: "Non temete, ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo".
    2 min
  • [Ven 29] Vangelo: Ap 20, 1-4.11 - 21,2; Sal 83; Lc 21, 29-33.
    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola:
    «Osservate la pianta di fico e tutti gli alberi: quando già germogliano, capite voi stessi, guardandoli, che ormai l'estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino.
    In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno».
    1 min
  • [Gio 26] Commento: Abbiamo lasciato tutto.
    Nel nostro Ordine: San Silvestro Abate
    Fondatore del nostro Ordine Benedettino Silvestrino.
    Letture proprie della Solennità:
    1Reg 19, 4-9.11-15; Ps. 14; Gal. 2,19-20; Mt 19,27-29
    «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne otterremo?» È di Pietro la domanda rivolta a Gesù ma anche di tutti coloro che, come lui, hanno lasciato tutto per seguire Cristo. L'apostolo, sicuramente aveva vivo nella mente il ricordo di quella prima chiamata sul lago di Tiberìade mentre insieme al suo fratello Giacomo e ai suoi soci, era tranquillamente intento a riassettare le sue reti. Gesù aveva scandito il suo invito che risuonava quasi come un ordine esplicito: «Seguitemi, vi farò pescatori di uomini». La sua risposta era stata pronta ed immediata. È virtù di pochi lasciare tutto, ogni umana sicurezza, per seguire qualcuno che senza darti garanzia alcuna, ti chiede di diventare suo seguace. Occorre una fede grande ed una fiducia illimitata per lasciarsi andare verso l'ignoto. Lo ha fatto Pietro e dopo di lui una schiera innumerevole si è lasciata affascinare da quella voce, da quell'invito. Sono diventati i modelli di tutti coloro che preferiscono essere più da vicino i seguaci di Cristo. Il fàscino di quella voce è ancora lo stesso che ha convinto Pietro, la promessa è identica, spesso resta purtroppo ancora il dubbio sul significato di diventare "gli ultimi" per essere poi "i primi". Tutti coloro che però hanno ancora la fede e il coraggio di rispondere con sollecitudine e poi vivere in coerenza la sequela sicuramente siedono sul trono della gloria con Cristo, hanno ricevuto cento volte di più di quanto hanno lasciato e sono gli eredi del Regno. Silvestro fa parte di questa schiera. Egli ne aveva davvero tante di umane sicurezze; la sua nobiltà, le sue splendide doti umane avrebbero potuto assicurargli una vita beata e probabilmente anche gloria e potere. Invece anch'egli ha lasciato tutto per farsi santo. Ecco il coraggio di chi crede, ecco chi sono i veri sapienti, ecco uno degli ultimi della terra che è tra i primi del cielo. Ecco ancora la vera fecondità dei santi: Silvestro con la sua santità si è dotato di una prodigiosa fecondità spirituale: egli è ancora vivo nei suoi figli, che, sparsi nel mondo, continuano nella stessa via, nella stessa fedeltà il suo cammino di conversione che orienta tutta la vita alla assidua ricerca di Dio.
    3 min
  • [Mer 25] Commento: Il cantico di Mosè e dell'Agnello.
    La visione che ci presenta l'odierna Liturgia della Parola, mentre ci porta a contemplare le meravigliose opere di Dio, rapendoci al di sopra della volta celeste, annuncia anche le dure prove riservate a chi vuol servire il Signore. E' meravigliosamente bello poter unire la nostra voce con quella dello stuolo innumerevole di fedeli che hanno vinto la santa battaglia della vita, che non si sono lasciati ingannare dalle attrattive del male e quindi rendono grazie a Dio per la sua protezione. Grandi e meravigliose le opere di Dio! Non solo le opere della creazione, ancor più quelle della redenzione dell'uomo. Tutte le genti alla fine dovranno riconoscere che solo il nostro Dio ha giusti giudizi e quindi dinanzi a Lui si prostreranno perché lui solo è santo e degno di adorazione. Ma quale la via che viene indicata per raggiungere questa beata assemblea? Ce lo dice San Luca: persecuzioni, prigioni, giudizi dinanzi a sinagoghe e governatori... Non basta! Anche qualche cosa di più grave e di inaudita sofferenza: tradimenti da parte di genitori, fratelli, parenti e amici: pena di morte per alcuni, per tutti odio a causa del nome di Gesù. In questi tragici eventi agli amici di Dio verrà data l'opportunità di rendere testimonianza alla verità, senza che si diano pensiero di preparare difesa alcuna. Parlerà lo Spirito di Gesù che non permetterà che non cada nemmeno una capello dal capo dei suoi amici. Dinanzi a questa previsione di Gesù, non si deve fare molto sforzo per vedere anche nei giorni nostri la verifica di quanto viene annunciato: persecuzioni contro la Chiesa e il Papa nel nostro mondo occidentale, tanto da voler distruggere con accanimento l'opera del Signore, prendendo pretesto da debolezze umane; persecuzione e martirio e oggi non più solo nelle regioni musulmane dove i seguaci di Gesù sono discriminati, impediti nella preghiera, perseguitati, messi a morte, costretti alla fuga o ad una vita di terrore con chiese date alle fiamme, villaggi distrutti, privati dei diritti umani, derubati dei loro beni, tutto con la indifferenza di governi e di autorità civili. Ma la fiducia nella Parola del Signore dà sempre certezze di vittoria. La morte offre la corona del martirio, la spoliazione di beni, eterna gloria nei cieli, la persecuzione rende simili a Cristo, incompreso dal suo stesso popolo, rifiutato, crocifisso, ma fatto risuscitare dal Padre e seduto sul trono per l'eternità.
    3 min
  • [Mer 27] Vangelo: Ap 15, 1-4; Sal 97; Lc 21, 12-19.
    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
    «Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza.
    Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere.
    Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto.
    Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».
    1 min
  • [Mar 24] Commento: "Viene il Signore a giudicare la terra".
    La vita dei discepoli del Signore non sarà tranquilla: non mancheranno persecuzioni, tradimenti, tentazioni e inganni. Occorre la perseveranza. Allora si potrà essere salvi, nello sfacelo di tutte le cose. Colui che siede sulla nube, della prima lettura dall'Apocalisse, "simile a Figlio d'uomo", - visione messianica già avuta da Daniele - è Cristo; la mietitura e la vendemmia indicano il giudizio compiuto da Gesù, Signore del mondo e della storia. Agli uomini che si gloriano delle loro grandiose strutture religiose la parola di Cristo viene a scrollare via ogni sicurezza, che non provenga dalla fede. Quanto al voler conoscere in anticipo i tempi, Gesù rimane molto incomprensibile: l'importante è non farsi ingannare da falsi avvenirismi. I segni della fine sono già operanti, ma essa non viene subito. Ogni cosa è valutata in relazione a lui. Un giudizio che è già ora intimo a ogni scelta che andiamo facendo. Attendiamolo per essere pronti ed essere mietuti come il buon frutto della mietitura.
    2 min
  • [Mar 24] Vangelo: Ap 14, 14-19; Sal 95; Lc 21, 5-11.
    In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta».
    Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: "Sono io", e: "Il tempo è vicino". Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».
    Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.
    2 min

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