Libano, Israele, Territori Palestinesi, Russia, Ucraina, Sudan: perché oggi si sente soltanto il rumore delle battaglie e non la voce della diplomazia. Oggi qui a Macro proviamo a cercare qualche risposta e ne troviamo essenzialmente una
Entra nel vivo l’Assemblea generale delle Nazioni Unite: sul tavolo molti dossier scottanti, dalla riforma del Consiglio di sicurezza al clima, dal disarmo nucleare alla governance dell’intelligenza artificiale fino ai conflitti in Ucraina e Medio Oriente. Il punto da New York con Marco Valsania
In Brandeburgo miracolo dei socialdemocratici di Dietmar Woidke, che nonostante i sondaggi sfavorevoli riescono a resistere al boom della destra di Alternative für Deutschland. Crolla la Cdu, superata anche dal nuovo partito populista guidato da Sahra Wagenknecht. Ma la poltrona del cancelliere Olaf Scholz continua a scricchiolare, assediata dai sovranisti e dalla crisi tedesca
Ursula von der Leyen vola a Kiev per sostenere l’Ucraina, mentre il Parlamento europeo autorizza l’uso di armi contro la Russia (scatenando l’ira di Mosca che minaccia un conflitto nucleare). Intanto Zelensky si prepara ad annunciare il suo «piano per porre fine alla guerra». Cosa conterrà?
Dopo il doppio blitz di Israele con i cercapersone killer e i walkie-talkie bomba (che hanno ucciso decine di persone e ne hanno ferite migliaia), si attende con il fiato sospeso la reazione di Hezbollah. Intanto Netanyahu è pronto all’operazione di terra contro il Libano. Il rischio è che l’escalation porti a una guerra totale in Medio Oriente. Il conflitto si può ancora evitare?
Tra Libano e Siria è di almeno otto morti e quasi 2800 feriti il bilancio dell’attacco contro Hezbollah compiuto facendo esplodere i vecchi cercapersone, gli antenati dei cellulari. Ma come è potuto accadere? Tutte le ipotesi e le ultime rivelazioni
Fumata bianca sul nuovo esecutivo europeo, con sei vicepresidenti esecutivi tra cui l’italiano Raffaele Fitto (che ha la delega su coesione e riforme). Ma la squadra di Ursula von der Leyen sarà davvero in grado di affrontare le grandi sfide delineate dal Rapporto Draghi?
L’inviato del Sole 24 Ore Roberto Bongiorni racconta Ismail Haniyeh, il leader di Hamas ucciso a Teheran, conosciuto di persona a Gaza. E riflette sulle conseguenze del doppio blitz di Israele, a Beirut e nella capitale iraniana, che potrebbe innescare un’escalation molto pericolosa
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