
Sign up to save your podcasts
Or


Ep. 48
Benvenuti o bentornati su mangianastri amici e amiche nel primo LATO B della TERZA STAGIONE!
In questo episodio parleremo di Disney e della sua ENORME influenza su tutto ciò che è comunicazione, dai film a i videogiochi fino anche ai libri. Il tutto sempre e unicamente insieme a Davide, Andrea, Topolino, Paperino, Pippo, Ariel e Ursula, ma soprattuto in compagnia di Videogiochi, Film e Libri.
Buon ascolto :)
ANDREA
Dall’essere influenzata dalle fiabe tradizionali ad influenzare essa stessa il modo di raccontare storie di principesse e principi, Disney ha ispirato moltissimi retelling dei suoi classici. La sanguinosità dei Grimm e la malinconia di Andersen si uniscono quindi alla leggerezza dei film animati, e qualche volta i mondi di fiabe diverse si ritrovano persino a convivere e comunicare.
DAVIDE
Walt Disney è stato un rivoluzionario. Non solo perché ha inventato il personaggio più iconico e conosciuto negli ultimi cento anni; non solo perché ha portato il primo lungometraggio d'animazione al cinema; e certamente non solo perché ha creato da zero uno dei più grandi imperi multimiliardari della storia. Capiamo insieme come siamo arrivati a oggi da un semplice topolino su una nave a vapore.
JONATHAN
Se pensiamo a Diseny e ai videogiochi il primo pesniero è uno: Kinfdom Hearts. Il colosso americano però è attivo nel settore già dalla fine degli anni ‘80, come mai però se pensiamo a lei nel mondo dei videogiochi non ci viene in mente quasi nulla?
Wizard of Mickey
PK
House of Mickey
Steamboat Willie
I NOSTRI CONSIGLI
CUPHEAD- studio MDHR
EDIZIONI CLASSICHE IPPOCAMPO
BASIL L’INVESTIGATOPO - Ron Clements
FANTASIA
BRISBY E IL SEGRETO DI NIHM - Don Bluth
CHI HA INCASTRATO ROGER RABBIT - Robert Zemeckis
Ep. 47
Pensando a te, ovunque tu sia.
Preghiamo perché questa sofferenza abbia fine nella speranza che i nostri cuori si riuniscano. Ora io realizzerò questo desiderio.
E chissà: rincominciare a viaggiare non è poi così difficile… o forse il mio viaggio è già iniziato.
Ci sono tanti mondi, ma tutti condividono lo stesso cielo - un solo cielo, un solo destino.
La decisione è stata inaspettatamente fluida. La sua Agente ha acconsentito alla prima trattativa e non è andata male. Hanno risposto dicendo qualcosa del tipo: "Le piacciono i giochi, quindi potrebbe andare bene". Hanno anche aggiunto che le piace la Disney.
“Le piacciono i giochi e la Disney…” non so se Hikaru Utada si aspettasse un risultato del genere, una svolta così prorompente per la sua carriera e per la sua immagine. Se avesse anche solo annusato la possibilità che quel primo progetto tra Square e Disney sarebbe poi diventato una serie da oltre 30 milioni di copie nel mondo…
Classe 1983 Utada nasce negli stati Uniti da genitori Giapponesi e fin dalla giovane età si ritrova a fare avanti e indietro tra Tokyo e New York a causa del lavoro del padre come produttore musicale. Il suo debutto sulla scena avviene nel 1998, alla sola età di 15 anni pubblica l’album Precious sotto lo pseudonimo di Cubic U… il disco è un fallimento totale. La ragazza non molla e l’anno dopo pubblica in Giappone il suo primo album in sola lingua giapponese: è un successo. Nel corso della sola prima settimana il disco vende oltre un milione di copie, rimane nella top ten delle classifiche giapponesi per oltre 6 settimane e raggiunge la cifra di 6 milioni di copie vendute a fine 1999. Utada inizia così la sua scalata musicale nel mondo del pop e R&B giapponese diventando ad oggi una delle più influenti e redditizie cantanti del sol levante.
L’incontro tra lei e Kingdom Hearts è quindi l’incontro inaspettato di due stelle in ascesa. Da una parte una ragazzina di soli 18 anni con 6 milioni di dischi venduti sulle spalle e la richiesta di essere la voce d’ingresso al mondo di Kingdom Hearts, dall’altra un pretenzioso azzardo videoludico affidato nelle mani del più sregolato director del nuovo millennio: Tetsuya Nomura.
La versione che state ascoltando è presa dalla Collection Project Destati, una trascrizione fan made realizzata da tre appassionati del gioco che ho già utilizzato per l’episodio predente e che utilizzerò anche per questo. Va da sé che la versione originale di questo brano è molto molto diversa ma tranquilli, in descrizione trovate il link alle opening di tutti e tre i Kingdom Hearts numerati.
Ma Jonathan ha senso parlare di questo brano utilizzando una cover fatta al pianoforte? Allora, innanzitutto sono due pianoforti, in secondo luogo per quello che mi preme dirvi ha molto senso. Amici di mangianastri in questa intro all’episodio voglio raccontarvi al volo il significato musicale delle opening di Kingdom Hearts e nel mentre che la melodia di Hikari (O simple & clean nella versione occidentale) ci accompagna vi leggo la traduzione del ritornello:
Mentre te ne vai, non mi senti dire
"Per favore, baby, non andare"
Semplice e pulito
È il modo in cui mi fai sentire stasera
È difficile lasciar perdere
Il primo aspetto importante da comprendere è che Utada ha scritto questa canzone sia per il gioco che per il suo album Deep River, ci significa che è si legato alle vicende narrate nel primo Kingdom Hearts ma neanche troppo nel senso che la canzone parla di una relazione amorosa e come imparare ad amare mentre in Kingdom Hearts si parla più di affetto e del ritrovare gli affetti perduti. Il secondo aspetto fondamentale è che il plot narrativo del primo gioco ha subito tantissimi cambiamenti in corso d’opera, cambiamenti che sono avvenuti prima, durante e dopo il processo di scrittura di Simple & Clean e questo potrebbe anche spiegare (in larghissima parte) il perchè di un focus così mirato sulla relazione amorosa.
Se quindi il primo Kingdom Hearts poteva fregiarsi di una opening non del tutto legata al gioco ma sicuramente di enorme impatto visto che la voce del gioco era la cantante più in voga nel territorio giapponese dell’epoca, con il secondo titolo le cose cambiano radicalmente.
Gli aspetti che cambiano maggiormente tra il primo ed il secondo Kingdom Hearts sono due: la popolarità raggiunta dal brand (Kingdom Hearts 1 fu un successo mondiale) e la conseguente presa di coscienza di Tetsuya Nomura che si può tradurre in un accrescimento spropositato del suo ego. Questi due aspetti hanno fatto sì che intorno a questo brano che state ascoltando si siano sprecate tante, ma tante, ma tante di quelle parole, supposizione, sproloqui, teorie che rendono ora complesso comprendere quale sia la verità. Nella versione originale di Passion (nella versione inglese intitolata Sanctuary) vennero introdotte alcune frasi al contrario che nascondevano alcuni piccoli easter egg legati al gioco e alla serie, frasi del tipo:
* Il mio cuore è un campo di battaglia
* Necessito più affetto di quello che immagini
* Così tanti alti e bassi
* Necessito emozioni vere
Da questo alle versioni di Sanctuary riprodotte interamente al contrario e sottotitolate a caso che potete trovare su YouTube ne passa di acqua sotto i ponti, acqua che però Nomura ha saputo cavalcare alla grande in quanto la opening del secondo Kingdom Hearts segna un punto di non ritorno per la serie: segna il punto delle speculazioni ardite, delle risposte non dette, dell’agrovigliamento del cuore di Sora e dell’inizio di alcuni problemi narrativi belli grossi. Di chi sono quelle frasi? Di Riku? Di Roxas? Di Sora? Di Ventus? Di tutti e 4? Di nessuno di loro?
Questo ora non ci interessa, ci interessa invece che per la prima volta nella storia dei videogiochi la musica divenne non solo espressione del mondo di gioco, non solo caratterizzante fin nel suo midollo ma anche veicolo primario di informazioni di trama.
È un macello? Si.
È stato gestito male? Si.
Ma Kingdom Hearts è questo, così tanti alti e bassi che hanno fatto provare al sottoscritto una quantità infinita di emozioni vere trasformando il mio cuore in un campo di battaglia.
Benvenuti o Bentornati su mangianastri, io sono Jonathan e oggi concludiamo il nostro viaggio all’interno della colonna sonora di Kingdom Hearts.
OPENING
Kingdom Hearts
Kingdom Hearts II
Kingdom Hearts III
SITOGRAFIA
Kingdom Hearts
Musica di Kingdom Hearts
Yoko Shimomura
Kingdom Hearts (videogioco)
Kingdom Hearts: Chain of Memories
Kingdom Hearts 358/2 Days
Kingdom Hearts HD 1.5 Remix
Intervista a Yoko Shimomura e Tetsuya Nomura
KINGDOM HEARTS: Memories of Dearly Beloved with Yoko Shimomura
Yoko Shimomura talks Kingdom Hearts Music
Famitsu Interview with Yoko Shimomura, Takeharu Ishimoto and Tsuyoshi Sekito on KH3's soundtrack
Yoko Shimomura compositrice
Yoko Shimomura site
Questo episodio non è a fini di lucro
I diritti dei brani musicali di questo brano non appartengono al sottoscritto.
Ogni episodio di LATO A è una lettera d'amore all'industria videoludica, ai suoi produttori, direttori, sviluppatori, ma sopratutto ai suoi compositori. Per questo ogni episodio di LATO A è a scopo divulgativo e informativo.
Jonathan
*Il primo Re dei Numenoriani è figlio di una Elfa e di un Umano, non viceversa come detto nell’episodio, scusate :)
Immaginate un bimbo di 7 anni che si ritrova al cinema a vedere per la prima volta un orchetto in CGI che sembra VERO, VIVO.
Immaginate un bimbo di 7 anni che si ritrova al cinema a vedere per la prima volta un Balrog circondato dalle fiamme fronteggiare un piccolo Stregone Grigio.
Immaginate un bimbo di 7 anni che si ritrova al cinema a vedere per la prima volta meravigliose riprese di montagne su campo lunghissimo con sotto le note di Howard Shore.
Il signore degli anelli di Peter Jackson fu un evento epocale, un tripudio di tecnologia e computer grafica che non si era mai vista e che ancora oggi fa impallidire alcune produzioni moderne. La realizzazione di Gran Burrone, di Mordor, di Minas Tirith, di Gondor; i Nazgul, le aquile, Gollum. E poi la colonna sonora.
In questi giorni in parte stiamo riassestando ad un evento del genere sul piccolo schermo. Da pochi giorni sono usciti i primi esplodi de Il signore degli Anelli gli Anelli del potere e in questo episodio extra vi diamo le nostre prime impressioni ma soprattutto chiacchieriamo della colonna sonora del Signore degli Anelli, tra vecchio e nuovo.
Insieme a me quest’oggi Giacomo, un uomo straordinario che ha avuto l’ardire di cimentarsi nello studio di uno degli strumenti dalle radici più antiche del mondo ma soprattutto un profondo appassionato del cosmo di Tolkien.
Benvenuti o bentornati su mangianastri, io sono Jonathan e questo è il terzo episodio extra di Mangianastri.
La colonna sonora degli Anelli del Potere
La colonna sonora della Compagnia dell’Anello
La colonna sonora de Le due Torri
La colonna sonora del Ritorno del Re
Caro Amico o Cara Amica di Mangianastri,
Se tutto va bene e sei leggermente più fortunato di noi (poco poco però) in questo momento potresti essere al mare, su una bella spiaggietta, con un the dal nome estivo in mano, un pelo di arietta che ti solletica la pelle e qualche persona buona al tuo fianco. Oppure potresti essere in montagna, al freschetto, con una nota bibita rossa in mano mentre contempli la magnificenza di quella bellissima montagna che ti ritrovi davanti.
Ovunque voi siate,
Benvenuti o bentornati su Mangianastri, io sono Jonathan e questo non è il solito LATO B, ovvero il secondo format di mangianastri dove io e miei amici chiacchieriamo di Giochi film e libri sempre partendo da una tematica comune. Questo è LATO BEACH, un piccolo episodio extra dove io, Davide e Andrea vi consigliamo dei giochi, libri e film perfetti per farvi compagnia in questa calda estate, e si, Mangianastri è anche l’unico podcast che nel 2022 ancora si diverte con questi titoli / giochi di parole imbarazzanti.
Insieme a me come sempre Davide di Bla bla Land e Andrea di Fullybooked!
I nostri consigli
A Short Hike
Alba: a wildlife adventure
La casa sul mare celeste
La trilogia del cornetto (L’alba dei morti dementi - Hot Fuzz - La fine del mondo)
Gioca ad Alba e contribuisci a salvare il pianeta
Senza la Terra non ci sarebbe nulla da giocare
Caro Hidetaka Miyazaki,
Vorrei che ti sentissi un po’ in colpa.
So per certo che ascolti Mangianastri e sicuramente sei a conoscenza anche tu di quel legame di amicizia che intercorre tra me e Davide di Bla Bla Land. Certo, non so se tu sappia cosa sia l’amicizia o la felicità visto i tuoi mondi variopinti ma questo è un altro paio di maniche.
Bene caro Ide vedi, oggi potrebbe essere la fine dell’amicizia tra me e Davide e tutto questo per colpa tua e di quella tua estenuante odissea mascherata da videogioco chiamata Elden Ring.
Da una parte abbiamo Davide. Tra i suoi videogiochi preferiti troviamo The Witcher 3, BlodBorne e The Last of Us I e II. Davide ha giocato e vissuto Elden Ring manco fosse il nuovo film di Kubrik risorto dalle tenebre della morte.
Dall’altro lato abbiamo Jonathan, che poi sarei io. Tra i suoi videogiochi preferiti troviamo The Last of Us I e II, The Outher Wilds e Breath of the Wiald. Jonathan ha giocato e vissuto Elden Ring manco fosse in mezzo al mare con vento e onde forza 8 tra picchi altissimi e baratri di frustrazione e nervoso profondissimi.
E oggi io e Davide ci scontriamo, confrontiamo, scorniamo, discutiamo dell’Open World di Elden Ring.
Elden Ring è davvero il miglior Open World del decennio?
Elden Ring è davvero un Open World RIVOLUZIONARIO?
Ma soprattutto: Elden Ring è davvero costruito e pensato per essere un Open World?
Benvenuti o Bentornati su Mangianastri.
Tesi numero 1: Elden Ring più che essere un Open World è un Souls like ingrandito e a volte diluito.
Tesi numero 2: Elden Ring non è il miglior Souls like.
Tesi numero 3: Elden Ring non è il miglior Open World del decennio.
Tesi numero 4: Elden Ring non è un open world rivoluzionario.
Link al video con i contenuti rimossi
SUGIYAMA non Kamauchi: scusate
Benvenuti o bentornati su mangianastri amici e amiche!
Oggi vi apriamo i nostri cuori presentandovi un gioco, un libro ed un film che portiamo nel cuore.
Parleremo quindi di uno dei giochi del cuore di Jonathan, ovviamente di provenienza giapponese, di Andrea e dei suoi poeti malinconici, depressi e affascinanti e di Davide e del suo autore/regista/amore platonico. Il tutto sempre e unicamente insieme a Davide, Andrea, Sylvando, Kappus, Uma ed in compagnia di Videogiochi, Film e Libri.
Buon ascolto :)
PARLIAMO DI
DRAGON QUEST XI
Hai sempre vissuto nel tuo piccolo villaggio, fuori dal grande centro abitato, circondato dall’affetto dei tuoi cari. Ora però lo strano tatuaggio che porti sul dorso della mano si è illuminato, tua madre ti dice che potresti essere il leggendario Lucente e l’unico che sembra avere delle risposte è il Re di Hellador. Ha così inizio Dragon Quest XI.
LETTERE A UN GIOVANE POETA
Nel 1903 Franz Xaver Kappus invia alcuni dei suoi sonetti al già rinomato, sebbene solo vent’ottenne, Rainer Maria Rilke, chiedendogli di fornirgli un commento. Il famoso poeta risponde con più che consigli: questa corrispondenza di lettere è un vera e propria fonte di ispirazione e saggezza, tra riflessioni sull’arte, sulla sofferenza e sul Dio.
QUENTIN TARANTINO
Beh, è Tarantino, cos’altro c’è da dire?
Ma anche di:
Stranger Things
Montale che però è Ungaretti (sciocco Jonathan)
Davide ha scritto un corto e io ho fatto la colonna sonora
I nostri consigli
Final Fantasy X
The Witcher 3
Professor Layton
Diario di Scuola - Pennac
La boutique del mistero - Dino Buzzati
Sandman - Neil Gaiman
Les Choristes
Her
L’attimo fuggente
Ricordo ancora tutto quanto di quel giorno. Non so perchè e non so come mai una cosa banale come un videogioco possa incidersi così tanto nella testa di un ragazzo di 12 anni ma ricordo tutto.
Ricordo lo spacchettamento della scatolina. Ricordo il libretto di istruzione in cinque lingue a colori. Ricordo la cutscene iniziale in computer grafica sul gameboy Advance che mi spaccò la mascella. Ricordo l’introduzione del gioco con le carte, sto Sora con la chiave, un Castello, un bordello. Ricordo che giocavo sul gameboy Advance bianco, regalatomi dalla nonna, sul tavolo sotto alla luce perchè non c’era lo schermo retroilluminato. Ricordo tutto del mio primo giorno con Kingdom Hearts Chain of Memories. Di quel piccolo amore che, nonostante tutto, ancora dimora dentro di me per l’intera saga di Kingdom Hearts.
Fine anni ’90, Square osserva il successo di Mario 64 e capisce che ha bisogno anche lei di fare un gioco tridimensionale di quel calibro. Serve però un cast riconoscibile quanto quello di Ninendo.. un cast come quello Disney.
Ma figurati se Disney accetterebbe mai una roba del genere… se non fosse che al tempo Square e Disney lavorano nello stesso palazzo e capita un giorno che Shinji Hashimoto, uno dei capi di Square nonché produttore di molti giochi, prende l’ascensore con un dirigente Disney e gli butta lì l’idea di fare un gioco che unisse i mondi Disney a quelli di final fantasy. Tetsuya Nomura viene messo a capo del progetto sotto la produzione di Hashimoto e di Kitase e nel 2002 esce il primo capitolo di Kingdom Hearts… il resto è storia.
Sora, Riku e kairi sono 3 ragazzi che vivono alle Isole del destino, un piccolo arcipelago in mezzo al mare dove il tempo viene scandito tra giochi in spiaggia e sogni espressi al cielo finché una notte una violenta tempesta colpisce le isole, Riku viene attratto da una inspiegabile forza oscura, Kairi sparisce da qualche parte e Sora, il nostro protagonista, si ritrova catapultato nella Città di Mezzo, uno strano posto dove confluiscono le persone che si sono perse. Ha così inizio uno dei viaggi più intricato, a volte raffazzonato, spesso tirato per i capelli, diverse volte emozionante ma soprattutto dotato di un fascino pericoloso, ammaliante.
Da questo punto si sviluppano le vicende di Sora e del Keyblade, di Kairi e delle 7 principesse, di Riku e del fascino dell’oscurità, di Ansem il cercatore dell’oscurità e della misteriosa organizzazione 13. Un viaggio composto da 12 videogiochi sparpagliati su tutte le piattaforme possibili e immaginabili, con 3 titoli numerati e 9 spin off, che di spin off però non hanno proprio nulla. Un viaggio che ha accompagnato una intera generazione, la mia, dal 2002 fino ad ora e che risulta ancora lontana dall’essere conclusa. Un’epopea che presenta una colonna sonora forse senza paragoni capace di sfondare i muri del videogioco come mai nessuno prima d’ora e che ha emozionato migliaia e migliaia di giocatori in tutto il mondo.
Con oltre 30 milioni di titoli venduti in tutto il mondo, una serie sconfinata di manga, cd musicali, merchandise e chi più ne ha più ne metta. Con una fan base esagerata e numerosissima, un apprezzamento globale da parte della critica ed uno dei director più scellerato di sempre in perenne bilico tra il genio ed il ridicolo.
Benvenuti o bentornati su mangianastri, io sono Jonathan, e oggi parliamo di una prima parte della colonna sonora della saga di Kingdom Hearts.
SITOGRAFIA
Kingdom Hearts
Musica di Kingdom Hearts
Yoko Shimomura
Kingdom Hearts (videogioco)
Kingdom Hearts: Chain of Memories
Kingdom Hearts 358/2 Days
Kingdom Hearts HD 1.5 Remix
Intervista a Yoko Shimomura e Tetsuya Nomura
KINGDOM HEARTS: Memories of Dearly Beloved with Yoko Shimomura
Yoko Shimomura talks Kingdom Hearts Music
Famitsu Interview with Yoko Shimomura, Takeharu Ishimoto and Tsuyoshi Sekito on KH3's soundtrack
Yoko Shimomura compositrice
Yoko Shimomura site
Questo episodio non è a fini di lucro
I diritti dei brani musicali di questo brano non appartengono al sottoscritto.
Ogni episodio di LATO A è una lettera d'amore all'industria videoludica, ai suoi produttori, direttori, sviluppatori, ma sopratutto ai suoi compositori. Per questo ogni episodio di LATO A è a scopo divulgativo e informativo.
Jonathan
Grazie per leggere e ascoltare Mangianastri! Iscriviti per non perdere nessun contenuto e per sostenere questo piccolo podcast :)
Benvenuti o bentornati su mangianastri amici e amiche!
Oggi parliamo dell’intera saga di The Witcher abbracciando tutti i medium comunicativi sulle quali è approdata. Parleremo quindi della saga letteraria scritta e creata da Andrzej Sapkowski, delle trasposizioni videoludiche ideate dalla compagnia polacca CD Projekt e dello sfortunato approdo nel mondo delle serie tv per mano di Netflix. Il tutto sempre e unicamente insieme a Davide, Andrea, Geralt, Ciri, Yennefer, Triss ed in compagnia di Videogiochi Film e Libri.
The Witcher nei libri
Geralt di Rivia è uno strigo e si guadagna quindi da vivere cacciando mostri. Tra scontri violenti e un destino legato a una maga e ad una giovanissima principessa, ben presto realizziamo come gli uomini siano spesso peggio delle creature che Geralt insegue.
The Witcher nei videogiochi
Geralt di Rivia, Witcher esperto e brutale, è in fuga dalla caccia selvaggia, temibilie esercito di cavalieri fantasmi. Ha così inizio una delle sage videoludiche più ricche e sfaccettate di sempre che vedranno il nostro strigo girovagare per i regni del nord fino a giungere al ritrovamento di sua “figlia”, Ciri, Witcher anche lei, erede del sangue ancestrale e viaggiatrice tra le sfere in fuga dalla caccia Selvaggia.
The Witcher nelle serie TV
Le vite del Witcher Geralt, scontroso cacciatore di mostri, Yennefer, affascinante maga col sangue di elfo e Ciri, giovane principessa di Cintra in fuga si intrecciano in tre storie legate dal destino.
I nostri consigli
La spada del destino
Il guardiano degli innocenti
The Witcher 3 Wild Hunt
The Witcher: Nightmare of the Wolf
Grazie per leggere e ascoltare Mangianastri! Iscriviti per non perdere nessun contenuto e per sostenere questo piccolo podcast :)
Sono veramente poche le aziende videoludiche che sono riuscite a farsi spazio nel cuore dei fan. Solitamente si prova affetto per un videogioco, per un franchise o in alcuni casi per una console in particolare, ma le aziende no, sono sempre in secondo piano. Certo ci sono eccezioni ovviamente, prima su tutte Blizzard che tra il 2000 ed il 2015 è stata l’azienda più amata del panorama con tanto di evento (il Blizcon) da migliaia e migliaia di utenti, per non parlare di Bioware nel periodo Mass Effect o di Lucas Arts negli anni 90. Recentemente però la casa di sviluppo più lodata e osannata era CD Projeckt e lo era per un ben più che valido motivo: The Witcher 3.
Diciamocelo, i primi due Witcher non sono granché. Al di la dell’impatto grafico un po’ datato, ciò su cui peccano enormemente è proprio il sistema di movimento, la legnosità di qualsiasi cosa, del combattimento, dell’esplorazione… ma l’ambientazione era superlativa e poco a poco questo venne notato dai videogiocatori di tutto il mondo… e poi ci fu il trailer di lancio di The Witcher 3 nel 2013 e porca misera se l’attenzione e l’attesa per il gioco crebbe a dismisura. Cd Project mostrò un mondo dettagliatissimo, creature differenti, un impatto grafico senza precedenti e tanti tanti binomi diversi. Prometteva una avventura senza precedenti, densa, enorme, ricca di trama e di divertente da giocare… e la sorpresa è che ci riuscì in pieno.
Sei mesi dopo l’invasione, le legioni di Nilfgaard sono penetrate nel cuore dei Regni Settentrionali. Alle loro spalle lasciano campi grondanti sangue e macerie della guerra. Un lupo solitario si aggira per queste lande devastate. Un cacciatore di mostri, un turbine di rabbia e violenza. Dicono che sia un uomo ossessionato, che insegue ricordi, volti, profumi. Ma nel mezzo del caos può solo seguire il suo cuore.
Alla ricerca di Yennefer, sua amata, il Witcher Geralt di Rivia si aggira per i Regni Settentrionali in compagnia del suo fidato maestro Vesemir. La ricerca giunge finalmente a compimento se non per darne il via ad un’altra. L’imperatore di Nilfgard, Emhyr var Emreis, incarica i due di ritrovare sua figlia, Ciri, Witcher anche lei, protetta di Geralt, erede del sangue ancestrale e viaggiatrice di mondi in fuga dalla caccia Selvaggia. Ha così inizio uno dei viaggi videoludici più interessanti e narrativamente densi ed appaganti degli ultimi 7 anni.
The Witcher 3 è un tripudio di scelte morali, di story line parallele mai banali, di missioni secondarie di una profondità mai più raggiunte. Con un comparto tecnico sbalorditivo, un sistema di combattimento traballante ma divertente ed un mondo in continua evoluzione.
Basato sulla saga letteraria di Andrzej Sapkovski, promotore della serie omonima prodotta da Netflix, vincitore di oltre 259 premi come gioco dell’anno, vincitore del Game of The Year 2015, con una media di 92 su 100 su metcritic e una fan base letteralmente sterminata e innamorata. Ma soprattutto per noi un gioco con una colonna sonora super interessante.
Benvenuti o bentornati su mangianastri, io sono Jonathan e oggi parliamo della colonna sonora di The Witcher 3 the wild Hunt.
SITOGRAFIA
WIKIPEDIA
The Witcher (serie)
The Witcher 3 Wild Hunt
The Witcher 2 Assassins of king
CD Projekt
Geralt di Rivia
Ciri
Personaggi di The Witcher
Marcin Przybyłowicz
Mikolai Stroinski
Percival
ARTICOLI
A Relatively Formal Analysis on the Sounds of The Witcher 3: Wild Hunt
Soundtrack Review: The Witcher 3 Wild Hunt
The Witcher 3: Wild Hunt – is this OST perfect?
Music Director Marcin Przybyłowicz about the musical approach of The Witcher 3
Interview: 'The Witcher 3' Composer Mikolai Stroinski Talks About How Music Helps Bring The Game To Life
Child of the Elder Blood: A Semiotics of Folklorism in the Soundtrack of The Witcher 3: Wild Hunt
Why The Witcher 3 endures, five years later
VIDEO
GDC 2016: Slavic Adaptation of Music in The Witcher 3 Wild hunt
Creating The Sound - The Witcher 3: Wild Hunt Official Developer Diary
Wiki di The Witcher
Questo episodio non è a fini di lucro
I diritti dei brani musicali di questo brano non appartengono al sottoscritto.
Ogni episodio di LATO A è una lettera d'amore all'industria videoludica, ai suoi produttori, direttori, sviluppatori, ma sopratutto ai suoi compositori. Per questo ogni episodio di LATO A è a scopo divulgativo e informativo.
Jonathan
Grazie per leggere ed ascoltare Mangianastri’s Podcast! Iscriviti per non perdere nessun contenuto e per sostenere questo piccolo podcast :)
Benvenuti o bentornati su mangianastri amici e amiche!
Oggi parliamo di Joker con un ospite speciale che ci aiuterà a capire quanle rapporto esiste tra i Joker cinematografici e videoludici con quelli dei fumetti. Un viaggio nel profondo della follia accompagnati da un criminale, un folle ed un comico e, soprattutto, in compagnia di Videogiochi Film e Libri.
Arkham Series
A Gotam il crimine non dorme mai così come il nero pipistrello che ininterrottamente batte le strade della città. Il Joker è tornato ma catturarlo è stato stranamente facile… fin troppo facile. Acclamato dalla critica come la miglior trilogia super eroistica del mercato videoludico, la sere Arkham racconta di Batman e di Joker, del loro rapporto tanto assurdo quanto profondo e dell’incapacità dell’uno di vivere senza l’altro.
Joker nei Film
Jack Nicholson, Heath Ledger e Joaquin Phoenix. Tre grandi interpreti per tre grandi film con tre volti diversi del Joker. Quali tra questi lo interpreta meglio, e in che modo rispecchia il Clown di Gotham?
The Killing Joke
Joker è scappato ancora una volta dal manicomio di Arkham per mettere in atto un nuovo piano: dimostrare come l’unico modo per sopravvivere a questo mondo sia impazzire. Riflettendo sulla codipendenza tra Batman e il clown e sul come quanto alla fine i due siano simili, Alan Moore ci mostra anche di più: quali sono le origini del Joker?
I consigli di Lorenzo e Andrea
I tre Joker
Guarigione
Joker Azzarello
From the publisher's feed