Il 28 settembre 2026 la Procura di Pavia ha chiuso per la seconda volta le indagini su Andrea Sempio per l’omicidio di Chiara Poggi, confermando un’accusa che lo vede unico autore del delitto di Garlasco. Ma nel comunicato firmato dal Procuratore Fabio Napoleone c’è molto di più di quanto sembri: l’impronta 33 e un esperimento che rimette in discussione l’assenza di sangue, la traccia di scarpa e la Frau 42, le nuove analisi sui tessuti di Chiara che raccontano un’aggressione molto diversa da come l’abbiamo immaginata per anni. E soprattutto quasi mezza pagina che con Sempio non ha nulla a che vedere e riguarda Alberto Stasi. Perché nelle settimane successive le carte del 2007 hanno cominciato a parlare: le analisi sui pedali della bicicletta che portarono al fermo di Stasi, le corse negative di cui non si è trovata traccia negli atti del processo, un campione con DNA maschile mai entrato nelle relazioni, un appunto che parlerebbe di “niente sangue”, le mail dell’allora comandante del RIS, i dati grezzi chiesti dalla difesa e negati per anni, gli eluiti dell’impronta 33 smaltiti, una valutazione psicologica senza data e senza firma. E poi le testimonianze dei militari del RIS, le reazioni della famiglia Poggi, della difesa di Sempio e di quella di Stasi, che prepara la richiesta di revisione. Un quadro completo e rigoroso, con tutte le cautele che una vicenda così delicata richiede, per capire che cosa sappiamo davvero oggi, che cosa resta da chiarire e quali domande dovranno porsi i giudici. Andrea Sempio è indagato e per lui vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva. Le notizie riportate provengono da fonti pubbliche e organi di stampa, e vanno intese al condizionale ove non confermate da atti ufficiali.
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