Merita Business Podcast

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By Giorgio MinguzziBusinessMarketingManagement
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Merita Business Podcast episodes

  • Perché molti progetti CRM falliscono? E come fare per recuperarli...
    Oggi parliamo di CRM.
    Ma non parleremo del CRM in generale.
    Ci sono un sacco di risorse per capire che cosa è un customer relationship manager software. Parleremo di User Adoption, cioè il fattore che pesa maggiormente sul successo del vostro CRM nelle aziende.
    Quindi cosa sentirete oggi, per approfondire questo tema? Direi che approfondiremo diversi aspetti importanti, fasi che tutti quelli che hanno installato e gestito un crm conoscono bene.A volte perché li hanno imparati prendendo le bastonate!


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    ### NOTE DELLA PUNTATA ###

    Oggi non ho moltissime note della puntata. Quello che posso suggerirvi sono un po’ di buone letture.

    “Clienti al centro: Reinventare il business nell’era della customer experience” di Harley Manning e Kerry Bodine;
    “Connected CRM: Implementing a Data-Driven, Customer-Centric Business Strategy” di David S. Williams.

    ### PODCAST ###

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    28 min
  • Canva: progettazione grafica e editor senza sapere nulla di PhotoShop
    Vorresti esser capace come un grafico?

    Oggi vi parlo di Canva, un tool veramente utile e anche molto popolare. Cominciamo con un po’ di storia e qualche numero: Canva viene fondata nel 2012 da tre ragazzi australiani che volevano rendere più semplice e accessibile la creazione di grafiche. Un’idea che ha avuto e continua ad avere un grande successo. Tenete conto che la versione beta è stata lanciata ad agosto 2013; a gennaio 2014 gli utenti erano 150.000 e a ottobre 2014 sono diventati 1 milione. Poi nel 2015 c’è stato il boom e sono passati a 7 milioni di utenti. Nel 2016 hanno superato i 10 milioni.

    E come mai ha avuto questo successo incredibile?

    Canva è uno strumento che unisce grandi possibilità di creazione e personalizzazione a una indiscutibile semplicità di utilizzo. Chi davanti a Photoshop si metterebbe a piangere, da Canva si sente sicuramente meno intimidito. E anche chi ama Photoshop, come me per esempio, trova in Canva una rapidità di utilizzo che in alcune situazioni può fare la differenza.

    Grande valore aggiunto secondo me è la Design School di Canva, una serie di risorse gratuite, tutorial e corsi che non solo ti aiutano a capire come usare lo strumento, ma riescono a darti anche delle nozioni di grafica in modo che più o meno chiunque sia in grado di creare qualcosa di decente.

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    http://www.MERITA.BIZ/812

    ### NOTE DELLA PUNTATA ###

    Maggiori informazioni sulla app si possono avere sul sito ufficiale di Canva.
    Potete scaricare Canva dall’ https://itunes.apple.com/it/app/canva-progettazione-grafica-e-editor-di-foto/id897446215?mt=8&at=1000luip.
    Sistemi supportati: web, iOS.
    Prezzo: versione gratuita e versione Canva for Work 9.95$ al mese con il piano annuale oppure 12.95$ al mese. La versione a pagamento per ora non è applicabile alle app per iPhone e iPad. Canva inoltre mette a disposizione una libreria di immagini e illustrazioni in parte gratuite e in parte a pagamento. Nella versione desktop il costo di ciascuno di questi elementi è di 1$ per un unico utilizzo, 10$ per utilizzare un elemento a piacimento nei progetti fatti con Canva e stamparlo fino a 250.000 volte e di 100$ per non avere limiti di utilizzo e di stampa e per poter rivendere prodotti su cui abbiamo usato quell’elemento grafico.

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    15 min
  • Remote Working: i vantaggi e gli svantaggi della vita da nomade digitale
    Sarà vero che il remote working fa rima con libertà, spiagge e surf?
    I video su YouTube del popolo locantion indipendent, dei membri della tribù dei nomad worker li abbiamo visti tutti e i cliché sono sempre gli stessi: un portatile, la colazione fatta alle 11.30 e il surf in un mare da sogno.
    Ma sarà davvero così la vita di chi lavora da remoto?

    Possibile che lavorare da remoto sia la soluzione a tutti i mali e di fatto una via per trasformare la fatica del lavoro in spasso, divertimento e avventure esotiche?
    Mosso da una certa curiosità e da un pizzico di invidia, ho contattato un amico che lavora in un'azienda "distribuita" per chiedergli se davvero il lavoratore nomadico vivesse una vita di privilegi. Ma non solo. Un annetto fa lessi "Influencing Virtual Teams" di Hassan Osman, un libro che parla di come fosse possibile usare alcune dinamiche psicologiche per manipolare le scelte dei team distribuiti, e mi era rimasta la curiosità su come si sviluppassero le dinamiche personali fra chi non ha il collega a portata di caffè, the e chiacchiere al bar.
    È nata così la puntata che ha come protagonista Franz Vitulli di Human Made.

    Per chi non conoscesse Franz, Franz Vitualli lavora come Product Manager a Human Made, agenzia partner VIP di WordPress.com che sviluppa soluzioni per clienti nel settore big media/publishing, realizza prodotti per il web (Happytables, BackUpWordPress e Nomadbase sono tre degli esempi più recenti), e organizza eventi—fino ad ora su WordPress REST API.
    Appassionato di open source, convinto sostenitore del lavoro in remoto, Franz ama condividere le proprie conoscenze e supportare i membri delle comunità tech nel loro percorso di crescita.
    Quando non è davanti al suo portatile sta suonando uno dei suoi bassi o sudando in palestra.

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    http://www.MERITA.BIZ/81

    ### NOTE DELLA PUNTATA ###

    Il libro citato all'inizio della puntata è: "Influencing Virtual Teams" di Hassan Osman.
    Chi volesse contattare o seguire Franz Vitulli può farlo nella community slack di WordPress, su Twitter, Linkedin oppure sul suo sito per FranzVitulli.com.

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    40 min
  • Zencastr: registrare le interviste del podcast come in studio
    Oggi parliamo di un servizio online che semplifica la vita di ogni podcaster. Perché, come ben sa chi fa podcast, non c’è cosa più fastidiosa di intervistare qualcuno su Skype o Hangouts e sentire la qualità dell’audio scendere a livelli bassissimi.
    Certo, mi riferisco a chi vuole registrare su due o più tracce audio. Una per la sua voce, una per la voce di ciascun ospite.
    Ora se uno vuole registrare l’intervista con una sola traccia ci sono moltissime soluzioni a cominciare dalla console di Spreaker, che è davvero ottima.
    Ma se si vogliono registrare le diverse tracce e poi lavorarle e pulirle: dai colpi di tosse, da una porta che sbatte, ecc…è necessario avere tutte le voci separate.


    E di solito come si fa?
    Ora una delle possibilità più comunemente adottate per ottenere questo tipo di risultato si chiama mix-minus e consente di organizzare il proprio mixer per registrare la voce dell’intervistatore e registrare la voce di entrambi sul canale voi che si usa per poi sottrarre da quest’ultima la prima. Non è semplicissimo da ottenere come risultato e a seconda dei mixer che si prendono potrebbe iniziare a essere ostico anche per un fonico che magari non vede tutti i giorni questi tipi di architetture.
    Ora diciamoci la verità, se andate a sentire le prime puntate del podcast sono tutte fatte con questo sistema.
    Beh, d’altra parte sbagliando si impara. Ma come mai Skype e le sue alternative non sono il massimo per registrare un podcast con ospiti a distanza?
    Ci sono tanti motivi per cui Skype & Co. non riescano a rappresentare il meglio per un podcaster, a quelli che vi ho appena citato potete aggiungerci la dipendenza dalla banda. Molte volte quando l’ospite è in giro, capita che non abbia a disposizione un paio di Gigabit di fibra come a Manhattan. A quel punto, se la banda è poca la qualità inizia a crollare, si passa dalla voce robotica alla balbuzie se non proprio ad un susseguirsi di silenzi e parlato incomprensibili.
    Ho sempre iniziato ogni intervista incrociando le dita…

    Sì, ma arriviamo alla app. Ancora non ci hai detto come si chiama!
    Poi, mi è stato consigliato Zencastr. Zencastr è un servizio web che permette di registrare le interviste per i podcast come se si fosse in studio.

    Bello! E come funziona?
    Sarà sufficiente inviare al nostro “Guest” un link di invito per una stanza riservata su Zencastr.
    Qui avremo un pannello di registrazione e una console di effetti sonori personalizzabili.
    Si preme REC e si registra l’intervista in una modalità molto simile a Skype.
    La stanza è dotata di una chat (per gestire comunicazioni alternative con gli ospiti) e una sorta di taccuino per marcare le cose che son successe nella puntata: annotarsi i minuti dei rumori da pulire, ripetere le parti rifatte (perché a volte agli ospiti può far piacere rifare alcune cose…).
    Il segreto di Zencastr sta però nel fatto che la registrazione che ti viene mandata non è la presa diretta del tuo speaker ma quello che registra il microfono dell’ospite.
    In pratica anche se tu hai sentito male la conversazione voip, il file che ti fornisce il servizio web è pulito e preso a prescindere dagli inconvenienti dovute alla scarsità di banda.

    Zencastr si integra con il vostro dropbox e va a caricare direttamente lì la vostra puntata separata per tracce.
    In pratica con Zencastr si possono evitare tutti quegli accrocchi per far registrare con un registratore mp3 o con un cellulare la voce dell’ospite. Un sistema un po’ scomodo da gestire ma per certi versi efficace, che spostava sulla capacità di utilizzo del cellulare il rischio legato alla capacità di banda della connessione propria o dell’ospite.

    Questo Zencastr sembra proprio una gran bella scoperta. Ma dimmi un po’ – siamo arrivati alle note dolenti – quanto costa?
    Se ci si accontenta di avere solo i file audio in formato mp3 e se bastano solo due ospiti e non di più, allora la versione gratuita è perfetta.
    Se invece si vogliono aggiungere più ospiti e si vuole ricevere il .WAV, allora conviene pagare 20$ al mese.
    L’abbonamento a pagamento permette anche di poter editare il podcast e di avere alcune funzionalità in più.
    Se poi si ha un network di podcast differenti è possibile accedere alla versione “network” che consente la registrazione di più show e l’accesso a una serie di funzionalità non previste per il singolo utente da 20 $ al mese.

    Continua su:
    http://www.MERITA.BIZ/80

    ### NOTE DELLA PUNTATA ###

    Maggiori informazioni sulla app si possono avere sul sito ufficiale di Zencastr.
    Sistemi supportati: web.
    Prezzo: piano gratuito e piano a pagamento a 20$ al mese.

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    19 min
  • Marketing Automation: che cos’è e con quali software iniziare - Intervista a Lorenzo Negri
    Quello della Marketing automation è un po’ il tema del momento. Tutti ne parlano e forse ne stra-parlano. Forse le si attribuisce persino un valore superiore a quello che ha realmente, perché si pensa spesso che messo in piedi un accrocchio, questo meccanismo poi vada avanti da solo e generi utili spontaneamente. Un po’ come se fosse una magia, che ci si potesse scordare quasi che poi, i sistemi debbano essere aggiornati, manutenuti e che anche i contenuti vadano preparati, predisposti, caricati e monitorati nella loro efficacia.

    I robot della marketing automation porteranno via il lavoro agli specialisti di email marketing?
    Non credo!

    Resta il fatto che quando si parla di marketing automation oggi ci sia ancora tanta confusione. Non si capisce se si stia solo parlando di email marketing automation, se servano delle piattaforme (di marketing automation platform ve ne sono tantissime e orientarsi è spesso difficile) oppure se servano dei software. Non si capisce nemmeno quanto lavoro serva per mettere in piedi un sistema così e quali siano le figure da coinvolgere per realizzare un progetto di questo tipo.

    Così ho deciso di chiedere un aiuto a Lorenzo Negri di Opensymbol. L’idea è quella di realizzare una puntata del podcast interamente dedicata alla Marketing Automation, in modo da chiarire i dubbi e diradare la confusione che sembra regnare sull’argomento.

    Per chi non conoscesse Lorenzo, Lorenzo Negri lavora in Opensymbol dove si occupa di progetti di marketing automation e data driven marketing. Lorenzo è una delle persone più preparare sull’argomento che io abbia potuto conoscere.


    Continua su:
    http://www.MERITA.BIZ/79

    ### NOTE DELLA PUNTATA ###

    Se volete seguire restare in contatto con Lorenzo e leggere maggiori contenuti sulla Marketing Automation potete visitare il sito di OpenSymbol.it oppure seguire il suo account su Linkedin. In alternativa potete usare l’email: [email protected]

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    29 min
  • Zapier: le migliori app funzionano meglio quando sono integrate
    Oggi vi parlo di Zapier, uno strumento di cui vi avevo accennato qualcosa in un paio di puntate precedenti che ci permette di automatizzare alcuni task mettendo in comunicazione le applicazioni che usiamo ogni giorno. L’obiettivo di fondo del team di Zapier è quello di semplificarci la vita e farci risparmiare tempo.
    Ah il tempo! Tutti si vogliono occupare del nostro tempo. Bene come funziona Zapier?
    Per usare Zapier naturalmente è necessario un account. Dopo che ci saremo iscritti potremo collegare al nostro account le applicazioni che vogliamo usare per creare i cosiddetti “Zap”, ovvero ciò che mette effettivamente in atto l’automazione, che si compongono di un “Trigger” – quindi un innesco – e almeno una “Action”, azione appunto.
    Faccio un esempio pratico, da uno Zap molto semplice che ho fatto io qualche tempo fa, così capiamo meglio come funziona. Allora, il mio scopo era quello di aggiungere degli utenti a una lista privata che avevo creato su Twitter e volevo aggiungerli in bulk, non uno ad uno. A questo punto ho messo in connessione un foglio di calcolo Google con Twitter. Ogni volta che creo una nuova riga nel foglio, inserendo un nome utente, questo utente viene aggiunto alla lista Twitter che ho scelto. Quindi in questo caso il trigger è la nuova riga nel foglio Google e l’azione è l’aggiunta dell’utente alla lista.

    Con quanta roba è integrato?
    Al momento le applicazioni supportate sono 700 e altre sono in arrivo, quindi ci sono davvero tante possibilità di integrazione e automazione.

    Zapier ha un piano gratuito, che è quello che uso io, con cui puoi avere attivi un massimo di 5 Zap per un massimo di 100 task al mese. Mentre con i piani a pagamento questi numeri aumentano e in più si ha accesso alle app premium (per esempio PayPal e Facebook Lead Ads), si possono creare Zap con più di uno step e si può attivare l’autoreplay, ovvero il tentativo automatico di un task in caso fallisca in un primo momento. I piani a pagamento partono da 20$ al mese e arrivano a 125$ al mese.

    Mi pare di ricordare che Zapier faccia anche un lavoro incredibile di divulgazione…
    Attraverso il proprio sito Zapier offre anche delle risorse gratuite molto utili, non solo in tema di app. Nel learning center ci sono diverse guide che spaziano dall’eCommerce al project management, poi ci sono l’Engineering blog, dedicato agli sviluppatori, e il blog principale che è ricco di articoli soprattutto su come migliorare la produttività personale.

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    http://www.MERITA.BIZ/78

    ### NOTE DELLA PUNTATA ###

    Maggiori informazioni sulla app si possono avere sul sito ufficiale di Zapier.
    Sistemi supportati: web.
    Prezzo: piano Basic gratuito e piani a pagamento da 20$/mese a 125$/mese al mese.

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    9 min
  • Public speaking: come sconfiggere l’ansia gestendo la voce - Intervista a Chiara Gandolfi
    Ansia prima di parlare in pubblico?!
    La puntata di oggi nasce dalla voglia di vincere una paura che abbiamo in molti: quella che viene salendo i gradini del palco, quella del parlare in pubblico. Mi riferisco quella particolare ansia, se non in certi casi persino terrore, che si può sperimentare dovendo parlare in un teatro pieno di gente, commentando delle slide powerpoint e ogni qualvolta ci sia data la possibilità di presentare qualche cosa ad un pubblico più o meno numeroso.

    Lavorando su come migliorare le mie presentazioni avevo letto “Steal the Show” di Michael Port e “TED Talks: The Official TED Guide to Public Speaking” di Chris Anderson avevo notato quanto fossero preziosi i consigli che riguardavano tutto quello che non erano le slide: la postura, la voce, la tonalità, la storia, il rapporto con il pubblico, le cose importanti da dire e quelle da non dire.

    Ora mentre si conosce perfettamente dove reperire consigli e insegnamenti sul come fare delle slide efficaci, non si può dire lo stesso per tutto il resto. Ho così deciso di coinvolgere Chiara per una puntata che abbia voglia di avere come tema principale la gestione della voce, del parlato, nel public speaking.

    Per chi non conoscesse Chiara, Chiara Gandolfi è copywriter e speaker pubblicitaria. Ha lavorato per più di 10 anni in radio, poi ha creato Balenalab, il laboratorio di parole quasi palindromo in cui presta la sua voce e le sue parole per raccontare le storie degli altri.

    Continua su:
    http://www.MERITA.BIZ/77

    ### NOTE DELLA PUNTATA ###

    Se vuoi conoscere meglio Chiara Gandolfi puoi iniziare dal sito di Balenalab oppure seguirla su Linkedin e Twitter.
    Il Libro che ha citato Chiara è di Patsy Rodenburg e si intitola “The Second Circle: How to Use Positive Energy for Success in Every Situation“.
    Quelli che ho citato all’inizio della puntata sono:

    “Steal the Show” di Michael Port
    “TED Talks: The Official TED Guide to Public Speaking” di Chris Anderson

    ### PODCAST ###

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    36 min
  • Toggl: segnatempo e cronometro per misurare la redditività delle commesse
    L’applicazione di cui vi voglio parlare oggi si chiama Toggl, è un tool semplice ma allo stesso tempo potente soprattutto perché ha lavorato molto sulle integrazioni con altre applicazioni. Toggl serve a registrare – in diretta o in un secondo momento – il tempo che spendiamo a lavorare su determinate cose. Usarla è molto semplice: basta schiacciare un bottone e la app comincia a tracciare il tempo.

    E d’altra parte Toggl è scritto diversamente ma chiaramente richiama la parola inglese “toggle” che vuol dire far scattare un interruttore. A questa semplicità d’uso possiamo aggiungere un contesto, per esempio specificando su quale task stiamo lavorando e a quale progetto appartiene questo compito. In più, come accennavo prima, si possono inserire dei record di tempo anche manualmente, senza tracciarli in diretta.

    Continua su:
    http://www.MERITA.BIZ/76

    ### NOTE DELLA PUNTATA ###

    Per seguire Massimo Chieruzzi il miglior modo è cominciare dal sito di AdEspresso.
    Poi lo trovate anche su Twitter e Linkedin.

    ### PODCAST ###

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    8 min
  • Facebook Ads: ottimizzare le campagne con AdEspresso - Intervista a Massimo Chieruzzi
    AdEspresso rendere semplice l’ottimizzazione le campagne pubblicitarie su Facebook.
    AdEspresso rende facile per gli inserzionisti di Facebook testare diverse pubblicità attraverso un sistema di split testing economico e immediato. Il vantaggio è presto detto: consiste nel poter fare automaticamente diverse prove con le componenti visual e i testi mentre si fa visualizzare l’adv a diversi target demografici.

    Con pochi click, quello che avrebbe richiesto moltissimo tempo oggi ne richiede molto meno e tutto questo grazie a AdEspresso. Insomma AdEspresso lavora sul ritorno sull’investimento pubblicitario e aiuta il responsabile dell’azienda che sta conducendo la campagna a non sprecare tempo e fondi su target che rispondono meno di altri.

    L’idea è fantastica, la cosa incredibile è ci si potrebbe aspettare che un’impresa così la potesse realizzare solo un grande player della Silicon Valley, invece no. AdEspresso è una startup made in Italy che è cresciuta e si è poi internazionalizzata fino a diventare uno dei partner più influenti di Facebook.

    Gli amici di Merita Business Podcast ricorderanno la puntata registrata con Armando Biondi dal titolo “Startup in Italia o all’estero? Da dove parto per arrivare ai miei primi 10 milioni di euro”. Fu uno degli episodi più scaricati in assoluto i cui ci si interrogava su cosa fosse meglio: fondare la startup in Italia o direttamente all’estero.
    Ovviamente era rimasto aperto tutto il capitolo relativo a AdEspresso, ne avevamo parlato pochissimo e la curiosità di capire come dall’Italia si potesse fare una startup così di successo era rimasta sia in me che in alcuni ascoltatori che mi avevano scritto chiedendo qualche dettaglio in più sulla storia di questa startup.
    Aggiungendo a tutto ciò i risultati del sondaggio condotto fra gli ascoltatori del posdcast, i cui risultati chiedevano in maniera inequivocabile qualche storia d’impresa in più, l’idea di iniziare proprio da un successo italiano ha creato l’occasione per questa intervista a Massimo Chieruzzi, CEO e Co-Founder di AdEspresso.

    Ne è nato uno scambio interessantissimo che ha toccato moltissimi temi: dalla nascita della startup al ruolo dell’incubatore d’impresa. Dalla difficoltà di partire in lingua inglese alle sfide per trovare i talenti più adatti ad integrarsi in azienda. Dall’inbound marketing ai ritorni della pubblicità su Facebook.
    Insomma, una puntata registrata un po’ a metà fra Milano e San Francisco che appassionerà molti ascoltatori.


    Continua su:
    http://www.MERITA.BIZ/75

    ### NOTE DELLA PUNTATA ###

    Per seguire Massimo Chieruzzi il miglior modo è cominciare dal sito di AdEspresso.
    Poi lo trovate anche su Twitter e Linkedin.

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    36 min
  • TWITONOMY: studia i tuoi competitor su TWITTER
    Oggi vi parlo di Twitonomy, una web app che ci consente di avere praticamente qualunque tipo di statistica per Twitter. Possiamo analizzare sia il nostro account che quello dei competitor che vogliamo studiare.

    I dati che possiamo avere sono davvero parecchi. Per esempio le statistiche globali sull’utente analizzato, quindi quante volte ha twittato in totale, la media giornaliera, in quali giorni e a che ora, quali hashtag ha usato di più, attraverso quali client ha twittato, con quali utenti ha interagito di più e quali suoi tweet hanno avuto il maggior numero di retweet e like. Oltre naturalmente a poter analizzare follower e following.

    Una funzione utile per l’account personale, poi, è la visualizzazione e gestione delle liste. Possiamo vedere i membri e i tweet delle liste che abbiamo creato e a cui ci siamo iscritti, possiamo crearne di nuove e possiamo aggiungere nuovi utenti alle liste esistenti.

    Continua su:
    http://www.MERITA.BIZ/74

    ### NOTE DELLA PUNTATA ###

    Maggiori informazioni sulla app si possono avere sul sito ufficiale di Twitonomy.
    Sistemi supportati: web.
    Prezzo: piano gratuito, singolo mese 20$, mensile con rinnovo automatico 19$/mese, annuale 199$.

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    7 min

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