Anche Brescia scende in piazza contro il cosiddetto DL (decreto legge) cosiddetto “sicurezza”. Dopo le manifestazioni – e le cariche – di Roma e Milano, nella serata del 7 aprile anche nella città da cui trasmette Radio Onda d’Urto ci si è mobilitati contro la misura ultrarepressiva che prevede anni e anni di carcere per ogni dissenso o conflitto.
Un appuntamento alle 18 in piazza Paolo VI, davanti alla Prefettura, lanciato da Magazzino 47, Associazione Diritti per tutti e Collettivo Onda studentesca, con l’adesione di una ventina di realtà di città e provincia. Visti i numeri, il presidio è diventato un corteo spontaneo in centro storico
Alle 18.20 circa duecento le persone in piazza. Ci descrive le presenze Umberto, della nostra redazione. Ascolta o scarica
Alle 18.30 gli interventi in piazza, aumentata nei numeri. Gabriele, dell’ Associazione Diritti per tutti. Ascolta o scarica
Sempre da piazza Paolo VI, l’intervento di una studentessa del Collettivo Onda Studentesca. Ascolta o scarica
Ore 19. Vista l’ottima risposta di piazza, partecipata ora da diverse centinaia di persone, alle ore 19 è partito un corteo diretto verso piazza Vittoria, corso Garibaldi e poi il quartiere del Carmine. Su Radio Onda d’Urto il momento nel quale è stata annunciata, in piazza Paolo VI, l’immediata partenza del corteo. Ascolta o scarica
Di seguito, il lancio dell’iniziativa:
“Il Governo Meloni ha preso la scorciatoia per rendere legge il ddl Sicurezza: il consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge per bypassare l’iter parlamentare.
Attraverso una procedura d’emergenza, diventa legge una vera e propria dichiarazione di guerra al dissenso e al conflitto sociale in Italia.
Invece di garantire la sicurezza sociale ed economica delle persone, il governo ha deciso di percorrere la via autoritaria e repressiva, trasformando l’emergenza sociale in un problema di ordine pubblico. La scelta del “golpe burocratico” tramite decreto-legge si inserisce in questa logica: la priorità del governo Meloni, in un contesto dominato da venti di guerra e perenne crisi economica, è di ristabilire l’autorità di uno Stato forte, pronto a punire e reprimere qualsiasi insubordinazione. La criminalizzazione dei più poveri, dei migranti, dei movimenti sociali, di chi occupa una casa per necessità fa parte dell’arsenale che la destra – passata dalla propaganda al potere legislativo – usa per instillare paura e divisioni nella società.
Il governo non vuole difendere la società: i disgustosi commenti di Carlo Nordio dopo i femminicidi di Sara Campanella e Ilaria Sula sono la volgare ammissione dell’indifferenza dello Stato nei confronti di un problema culturale che non si vuole affrontare. È molto più semplice invocare la repressione e investire in forze di polizia piuttosto che garantire a tutti e tutte un salario degno, tutele sul lavoro, educazione laica e gratuita e accesso alle cure mediche e ai servizi di prevenzione.
Per questo indiciamo lunedì 7 aprile, ore 18, un presidio davanti alla Prefettura di Brescia, in piazza Paolo VI. Contro il Decreto sicurezza, no al “golpe burocratico” del governo Meloni.
C.S.A. MAGAZZINO 47 – ASS. DIRITTI PER TUTTI – C.O.S.
Aderiscono: Collettivo Gardesano Autonomo, Confederazione Cobas, Rifondazione Comunista, Studenti Per – UdU Brescia, Alleanza Verdi e Sinistra Brescia, P.C.I., Potere al popolo, Mediterranea Saving Humans Brescia, Sinistra Anticapitalista, Possibile, Collettivo Linea rossa, Associazione Italia-Cuba Bassa Bresciana, Movimento nonviolento, C.S. 28 Maggio, Assenze ingiustificate, Giovani Palestinesi d’Italia Brescia”.