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Funziona all’incirca così: se io (genitore/insegnante/allenatore/…) ritengo che un bambino sia meno o più datato di altri, inconsciamente lo tratterò diversamente, trasmettendogli la mia convinzione, sulla base della quale lui modificherà il suo agire solo per sentirsi accettato da me. È possibile spezzare questo circolo?
Bambini che mangiano poco o che improvvisamente smettono di mangiare? Probabilmente è solo una fase, ma forse seguendo questi accorgimenti possiamo vivere meglio certe situazioni per noi preoccupanti.
Uno dei miti pedagogici più diffuso in assoluto, il capriccio. Ma esiste davvero o è solo una falsa leggenda creata per giustificare la propria incapacità di saper gestire la situazione? Scegliete voi cosa volere essere.
Questo disturbo è tra i peggiori con cui averci a che fare, ma esistono delle strategie che se applicate da tutti possono avere dei risvolti davvero positivi! E non solo con bambini con disturbo oppositivo provocatorio…
Si svegliano e la prima cosa che fanno è litigare. Escono da scuola e litigano perfino l’aria che respirano. Si mettono il pigiama e litigano pure per quello. Dormono e quasi sicuramente stanno litigando anche nel sogno! Non temere, c’è un metodo per gestire tutto questo. E soprattutto, c’è una grande motivazione di fondo che forse ancora non conosci.
Quante volte lo diciamo, o ce lo siamo sentiti dire? Una frase che si nasconde dietro la convinzione di essere educativa, pedagogica. Giustificata dalla futura visione che “in questo mondo nessuno ti regala niente”. Ma forse è più il contrario. Quanto senti di meritare ciò che hai? O semplicemente, è un tuo diritto?
Ancora oggi ci sentiamo spesso rispondere con frasi decisamente fuori luogo come “te l’avevo detto” oppure “ti sta bene!”, date dalla nostra parte ferita per cercare un’amara consolazione. Ma perché la diciamo sebbene sappiamo il dolore che provoca? E soprattutto, quanto è grave per un bambino riceverla? Quanto lo è stato per te?
L’abilità sociale è quel filo trasparente che tesse insieme ciò che ci rende capaci di vivere in una società. Inizialmente è importante tessere con cura e pazienza, ma è fondamentale continuare a tenere il filo teso, altrimenti con il tempo il filo si allenta, si sfibra, si spezza. E il tuo filo com’è?
Linguaggio duro, inflessibilità, regole rigide, gerarchia nelle relazioni, atteggiamento controllante. Queste sono solo alcune caratteristiche per riconoscere l’educazione autoritaria. Quanti danni a lungo termine. Sei sicuro di non farne parte, in un modo o nell’altro?
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