Ezio Tarantelli, docente di Economia politica presso la facoltà di Economia e Commercio dell'Università degli studi di Roma "La Sapienza", fu ucciso a pochi passi dall'aula dove aveva appena tenuto una lezione. Verso le 12.30 del 27 marzo 1985 era salito sulla propria auto parcheggiata nei pressi della Facoltà quando due individui lo colpirono in volto con numerosi colpi di mitraglietta. L'assassinio venne rivendicato dalle Brigate rosse per la costruzione del Partito comunista combattente con un volantino lasciato sull'auto: Tarantelli veniva attaccato come teorico della predeterminazione degli scatti di scala mobile e come uno dei principali fautori della riforma strutturale del mercato del lavoro. Per questo era «sotto inchiesta» già da un anno e il suo nome faceva parte di un elenco trovato in uno dei covi dell'organizzazione criminosa. I processi accerteranno che l'omicidio era stato organizzato e compiuto da esponenti del gruppo che lo aveva rivendicato.