La bugia nazionalista alla base di ogni prevaricazione feudale
Il solco tra la difesa della storia balcanica e i suoi luoghi come il ponte sulla Sava (nel mirino della speculazione ignorante e mafiosa) e la falsa mitopoiesi nazionalista che persegue la cancellazione della storia jugoslava e confonde la memoria delle stragi della furia degli anni Novanta è il tratto che dolorosamente emerge in questa analisi della attuale situazione politica serba.
Il falso mito nazionalista serbo confonde il Movimento nato contro la mafia incompetente di Vučić
Affrontare la questione della contrapposizione al regime serbo di Vučić con Deyan Atanacković (autore di Lusitania e impegnato oppositore del nazionalismo che ammorba il mondo e il potere serbo in particolare con la sua retorica di vittimismo) ci permette di cogliere alcuni elementi essenziali, perché attraverso le sue parole evidenziano l’involuzione di un Movimento che aveva prodotto tante speranze, anche nel nostro interlocutore (ma pure nei paesi limitrofi e in ogni sincero antifascista), e con la svolta elettoralistica, il venir meno del rifiuto di accettare quello sdrucciolevole piano di confronto imposto dal regime corrotto e mafioso, la competizione elettorale in compagnia di elementi anche di destra finisce con annacquare la potenziale portata dirompente derivante dall’inchiodare il Palazzo del Potere ai suoi sistemi, non condivisibili. Finché non si annienterà la speculazione e la corruzione che con l’insita manutenzione di uno stato irrazionale fondano i profitti su cui si sorreggono reciprocamente la mafia e il regime, non si potrà abbatter il sistema di potere di Vučić .
La maggioranza dei partecipanti al Movimento – imponente nei numeri e, fino a un anno fa, oculato nelle richieste – non ha esperito altre forme di convivenza della comunità serba rispetto alla corruzione, alle menzogne, alla speculazione, alla distruzione dell’equilibrio ecologico, alla tracotanza volgare, all’ignoranza e alla criminalità riconducibili a questo governo, come a tutti i fascismi al potere che ammorbano questa epoca. Allo stesso tempo entra in gioco quel che rimane della consapevolezza di un passato bellico, di una Storia non vissuta direttamente da molti: senza che possa esserci però alcun mito fondativo sostenibile per l’attuale governo e i suoi legami con i danni del nazionalismo. Qualunque nazionalismo; non solo quello – pericolosissimo, non solo perché funzionale alla gestione del potere – del populismo serbo: si assiste ancora a trasformazioni in una politica completamente irrazionale, capace di fornire legittimazione solo con la stupidità, quando i serbi dovrebbero avere ancora negli occhi la loro stessa testimonianza di fosse comuni disseminate in tutta la Serbia, scaturite da una sconfitta, subita dopo una guerra feroce e vergognosa, scatenata dal nazionalismo.
Cocente delusione dai giovani cooptati dall’idiozia in cui non erano coinvolti E a partire da qui il Movimento ha cominciato a mutare riferimenti, iniziano a comparire vecchi arnesi del fascismo all’interno dele lotte, che hanno subito una mutazione genetica in senso populista, nazionalista, conservatore. Non si conoscono più i valori, i programmi e le politiche che il Movimento vuole mettere in atto. Con l’imbarco delle frange nazionaliste populiste all’interno del Movimento è quasi del tutto scomparsa la richiesta di più europeismo e quindi permane all’orizzonte l’importanza dei rapporti con gli autoritarismi globali, con cui il regime mantiene ottimi rapporti e dipendenza (Russia, Israele, Cina sono tutti partner essenziali per la perpetuazione del potere di Vučić ); secondo Deyan può scaturire soltanto dall’interno della Serbia l’afflato per liberarsi dell’orrendo giogo del sistema di regime: non vede come possa provenire dall’Europa l’input Ma ora non è più alle viste questa speranza, visti i rapporti che si sono fatti più stretti tra gli studenti e certi personaggi dell’estrema destra.
Ognuno è chiamato a occuparsi dei propri fascisti… è importante però mantenersi in contatto per difendersi insieme dall’ondata di stupidità nazionalista mondiale, perché la minaccia è unica.