Il sillogismo comune esprime la teoria generale del sillogismo nella sua validità formale, non nella pretesa di verità delle sue conclusioni. Quindi in un sillogismo comune le proposizioni non sono necessariamente vere. Un sillogismo è costituito da tre proposizioni dichiarative, due premesse (maggiore e minore) e una conseguenza. I termini di un sillogismo sono tre, ognuno ripetuto due volte. Il sillogismo ha uno schema rigido, tale da far scaturire una sola conseguenza possibile con i caratteri della necessità. I termini del sillogismo vengono denominati maggiore (presente nella premessa maggiore e nella conseguenza), minore (presente nella proposizione minore e nella conseguenza), medio (presente nelle due premesse). Il termine medio, all’interno delle due premesse, mette in connessione in maniera indiretta il termine maggiore e il termine minore, in modo tale che nella conclusione questi due siano collegati all’interno della stessa proposizione mentre prima non lo erano (qui sta il guadagno in conoscenza), mentre il termine medio scompare. Nella conclusione, il soggetto è sempre rappresentato dal termine minore. Il sillogismo è un tipico strumento della logica deduttiva, affine ai teoremi geometrici, in cui l’esperienza non è coinvolta, e le conclusioni esprimono concetti più particolari delle premesse. Esistono quattro figure del sillogismo, in base alla posizione del termine medio nelle due premesse. Giacché ognuna delle tre proposizioni dichiarative può essere di quattro tipi (universale affermativa (A), universale negativa (E), particolare affermativa (I), particolare negativa (O)), come spiegato nella lezione precedente, ogni figura del sillogismo può avere 64 combinazioni: che vengono chiamate modi. In totale quindi esistono 256 modi. Tuttavia soltanto 19 di questi sono validi, nel senso che partendo da due premesse vere portano a conclusioni vere. Molti modi invalidi non hanno neppure una conclusione possibile. I 19 modi validi si distribuiscono in tutte le figure, e sono indicati da parole latine convenzionali che contengono in sequenza le tre vocali che indicano la tipologia di ciascuna delle tre proposizioni. Ad esempio, FERIO è il nome del sillogismo della prima figura in cui la premessa maggiore è una E (universale negativa), la premessa minore è una I (particolare affermativa), la conclusione è una O (particolare negativa).