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Notizia di flash!! Sembrerebbe che in quel di Ginevra stia nascendo una nuova radio !
Ebbene sì, finalmente il progetto Nettune arriva anche a Ginevra ed insieme a Rafael propongono un nuovo progetto che si chiamerà In quel di Ginevra, una nuova radio che si dedicherà a farvi divertire.
Attraverso questa puntata, essendo la prima, daremmo delle informazioni generali su questo nuovo arrivo nel network di Nettune, ovviamente sempre cercando di tenervi intrattenuti, ma lo sappiamo tutti che il nostro Fanta speaker è molto bravo a farlo!
Divertitevi e non vediamo l’ora di vedervi alla prossima puntata 😉
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Flash info !! Il semblerait qu’une nouvelle radio soit en train de voir le jour du côté de Genève !
Eh oui, finalement le projet Nettune arrive aussi à Genève et, avec Rafael, ils proposent un tout nouveau projet intitulé In quel di Ginevra, une nouvelle radio qui aura pour mission de vous divertir.
À travers cette émission, qui sera la toute première, nous vous donnerons des informations générales sur cette nouvelle arrivée au sein du réseau Nettune, tout en essayant bien sûr de vous divertir. Mais nous le savons tous : notre “Fanta speaker” est très doué pour ça !
Amusez-vous bien et nous nous réjouissons déjà de vous retrouver lors de la prochaine émission 😉
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Eilmeldung!! Offenbar entsteht in Genf gerade ein neues Radioprojekt!
Ja, tatsächlich: Das Projekt Nettune kommt endlich auch nach Genf. Gemeinsam mit Rafael entsteht ein neues Projekt mit dem Namen In quel di Ginevra, ein neues Radioformat, das euch unterhalten und begeistern soll.
In dieser ersten Sendung werden wir euch allgemeine Informationen über diesen neuen Zugang im Nettune-Netzwerk geben und euch natürlich gleichzeitig bestens unterhalten. Aber wir wissen ja alle: Unser „Fanta-Speaker“ kann das besonders gut!
Viel Spaß beim Zuhören und wir freuen uns schon darauf, euch in der nächsten Sendung wiederzutreffen 😉
Buongiorno a tutte e buongiorno a tutti, bienvenues à toutes et bienvenus à tous! Questo è “Un mosaico di lingue: construire in Svizzera” e io sono Arianna, in diretta da Neuchâtel, pronta per condividere con voi la vera vita di fuorisede senza filtri. Ça fait une année et demi que je suis ici à Neuchâtel et dans cette episodio je vous fais un petit bilan de ce qui c’est passé entre – temps! On va aborder trois axes: la langue, l’identité et la difficulté à faire concilier l’envie légitime à ses propres espaces et à son silence, en faisant attention à ne pas s’isoler! Tra intermezzi musicali, qualche scivolone in francese, tanti “ehm”, aneddoti divertenti e riflessioni sdolcinate, un’ora è volata ed io non vedo già lora di sentirvi il mese prossimo! Ciao et à la prochaine!
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Bonjour à toutes et bonjour à tous, bienvenue à toutes et bienvenue à tous ! Ici, c’est « Une mosaïque de langues : construire des ponts en Suisse » et moi, c’est Arianna, en direct de Neuchâtel, prête à partager avec vous la véritable vie d’étudiante loin de chez soi, sans filtres.
Cela fait maintenant un an et demi que je vis ici à Neuchâtel et, dans cet épisode, je vais vous faire un petit bilan de tout ce qui s’est passé entre-temps ! Nous aborderons trois thèmes principaux : la langue, l’identité et la difficulté de concilier le besoin légitime d’avoir ses propres espaces et moments de silence, tout en faisant attention à ne pas s’isoler.
Entre intermèdes musicaux, quelques maladresses en français, beaucoup de « euh », des anecdotes amusantes et des réflexions un peu sentimentales, cette heure est passée à toute vitesse et je me réjouis déjà de vous retrouver le mois prochain !
Salut et à la prochaine !
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Guten Morgen an alle und herzlich willkommen! Das ist „Ein Mosaik der Sprachen: Brücken bauen in der Schweiz“ und ich bin Arianna, live aus Neuenburg, bereit, mit euch das echte Leben fern von zu Hause – ganz ohne Filter – zu teilen.
Seit eineinhalb Jahren lebe ich nun hier in Neuenburg und in dieser Folge ziehe ich eine kleine Bilanz darüber, was in dieser Zeit alles passiert ist! Wir werden drei Themen behandeln: die Sprache, die Identität und die Schwierigkeit, den legitimen Wunsch nach eigenen Freiräumen und Ruhe mit dem Bedürfnis in Einklang zu bringen, sich dabei nicht zu sehr zu isolieren.
Zwischen musikalischen Einlagen, kleinen Versprechern auf Französisch, vielen „ähms“, lustigen Anekdoten und etwas gefühlvollen Gedanken ist diese Stunde wie im Flug vergangen – und ich freue mich jetzt schon darauf, euch nächsten Monat wiederzuhören!
Tschüss und bis zum nächsten Mal!
Il fenomeno degli hikikomori rappresenta una forma estrema di ritiro sociale volontario che coinvolge in particolare adolescenti e giovani adulti. Le cause sono complesse e multifattoriali, ma tra le principali concorrono la mancanza di affetto stabile, l’abuso emotivo e la dipendenza affettiva. Questi elementi compromettono profondamente lo sviluppo dell’identità e dell’autostima, generando insicurezza, ansia e difficoltà relazionali. In un contesto affettivo disfunzionale, il giovane può percepire il mondo esterno come minaccioso o ostile, sviluppando la convinzione di non essere all’altezza o di non meritare relazioni sane. L’abuso emotivo, anche se non visibile, erode gradualmente la fiducia in sé stessi e negli altri, mentre la dipendenza affettiva genera legami instabili, che alternano idealizzazione e rifiuto. Queste dinamiche possono sfociare in una chiusura progressiva verso l’esterno, con la conseguente rinuncia alla scuola, al lavoro e alla vita sociale. Il ritiro diventa una forma di protezione, ma anche di sofferenza silenziosa. Senza un intervento adeguato, il rischio è l’isolamento cronico, spesso accompagnato da disturbi depressivi, ansia sociale e difficoltà a reinserirsi nei contesti collettivi. Il riconoscimento precoce e il supporto psicologico sono fondamentali per interrompere questo ciclo e favorire percorsi di riemersione.
In questa puntata approfondiremo le cause alla base dei disturbi del comportamento alimentare (DCA), patologie complesse che nascono dall’intreccio di diversi fattori di rischio: psicologici, socio-culturali e biologici. Sarà nostra cura indagare le esperienze di sofferenza che spesso precedono l’insorgenza del disturbo, con particolare attenzione ai traumi personali, come abusi, esperienze di bullismo, conflitti familiari, vissuti depressivi, bassa autostima e tendenze al perfezionismo o al controllo. Cercheremo di comprendere come questi elementi possano contribuire alla costruzione di un rapporto disfunzionale con il corpo e con il cibo, diventando veri e propri segnali di un disagio più profondo. Accanto a questi aspetti individuali, analizzeremo anche l’impatto dei fattori socio-culturali, come i modelli estetici irrealistici promossi dai media e dalla società, che possono alimentare nei giovani un senso costante di inadeguatezza e spingere verso comportamenti estremi per aderire a ideali di perfezione fisica. Attraverso il contributo di professionisti, esperienze dirette e momenti di riflessione condivisa, proveremo a tracciare un quadro più ampio e consapevole delle origini di queste patologie, con l’obiettivo di riconoscerne i segnali, promuovere la prevenzione e sostenere un percorso di ascolto e cura.
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NETTUNE è il network di radiofonia studentesca del Canton Ticino. Dal 2017 ha costituito una sua associazione indipendente, coadiuvata da Radio Gwendalyn.
“DISCONNESSIONI…
Negli ultimi anni è aumentata l’attenzione verso le forme di sofferenza psicologica che colpiscono, in particolare, adolescenti e giovani adulti. Tra queste, l’abuso emotivo e la dipendenza affettiva rappresentano una realtà spesso invisibile ma profondamente invalidante, capace di generare traumi silenziosi che condizionano lo sviluppo affettivo, cognitivo e relazionale della persona. Laddove i bisogni emotivi primari vengono ignorati, svalutati o manipolati, possono insediarsi fragilità profonde e durature, che si esprimono nel tempo attraverso forme complesse di disagio. Anoressia, disturbi del comportamento alimentare, dipendenza affettiva, ritiro sociale, ansia, pensieri ossessivi, rabbia repressa, gelosia patologica e sensazioni di vuoto interiore sono solo alcune delle manifestazioni sintomatiche di un malessere che affonda le radici in esperienze precoci di trascuratezza affettiva e invalidazione emotiva. A queste si associano spesso una percezione distorta della realtà, bassa autostima, solitudine, intolleranza verso sé stessi e gli altri, fino a un progressivo isolamento. In un contesto sociale ancora segnato da stereotipi di genere, sessismo e ideali di perfezione irraggiungibili, diventa fondamentale offrire spazi di ascolto e riconoscimento, in cui i giovani possano esprimere il proprio disagio senza paura di giudizio o esclusione.
A cura dell’Associazione Analfabeti
Responsabile Associazione: Yessenia Baratella (Liceo di Lugano 1)
Coordinato da Pacton Herbert (Radio Gwendalyn)
Coordinamento logistico e tecnico: Charlotte Ferry (Liceo di Lugano 1)
Supervisione finanziaria: Fabrizio Ceppi (Radio Gwendalyn)