Mega operazione ad opera del Comune per lo sgombero della scuola abbandonata da anni in via Villa a Quinzano, frazione della città di Verona. Tutte le persone che vi avevano trovato rifugio nei giorni più freddi dell’anno ora si trovano per strada. “Alcune delle persone coinvolte in questo sgombero – denuncia il Laboratorio Paratod@s – vivevano con noi nell’ex occupazione del Ghibellin Fuggiasco, e sono nomi già noti da tempo tanto ai servizi sociali quanto alle istituzioni”.
Da Verona con noi Vincenzo, di Paratod@s, che ha occupato lo Sportello unico accoglienza del Comune scaligero per chiedere soluzioni abitative ora.Ascolta o scarica
COMUNICATO PARATODOS E CIRCOLO PINK
Questa mattina ci siamo svegliati con una mega operazione ad opera dell’amministraziome comunale per lo sgombero della scuola abbandonata da anni in Via Villa a Quinzano. Tutte le persone che vi avevano trovato rifugio nei giorni più freddi dell’anno ora si trovano per strada.
Insieme a loro ed altr* solidal* siamo allo sportello unico accoglienza per chiedere soluzioni abitative dignitose IMMEDIATE. Le stesse soluzioni che gli uffici competenti del comune avrebbero già dovuto predisporre prima dello sgombero dello stabile per tutte le persone coinvolte. Dov’erano i servizi sociali questa mattina?
Sgomberare con il freddo, e sapendo già di non avere sufficienti soluzioni alternative da proporre, è un atto premeditato di pura violenza politica. Violenza esercitata nei confronti di chi è già costretto ai margini, privato di diritti e sfruttato come un attrezzo da lavoro. Violenza travestita di legalità, simbolo di un paese che dirotta risorse alla guerra, alla speculazione privata come la progettazione e costruzione di grandi opere, alla devastazione del territorio e non alla sua salvaguardia. Le immagini di Niscemi con a fianco il Muos americano sono li a dimostrarlo.
Ma nei muri tirati su in fretta per proteggere le macerie di via Villa non esiste legalità nè giustizia, ci sono i segni della stessa politica che quel posto lo ha svuotato ed abbandonato, c’è tutta la violenta ideologia fascista addestrata a costruire consenso attraverso il business della paura.
E c’è la becera propaganda di una classe dirigente che non affronta la realtà, ma la nasconde spostandola solo di qualche metro, trasformando giganteschi problemi sociali in questioni di ordine pubblico. Noi questa realtà invece la conosciamo benissimo. Alcune delle persone coinvolte in questo sgombero vivevano con noi nel Ghibellin Fuggiasco, e sono nomi già noti da tempo tanto ai servizi sociali quanto alle istituzioni.
Questa amministrazione che oggi si assume la responsabilità della “messa in sicurezza” di uno spazio abbandonato, destinato forse a chissà quale speculazione, è figlia e protagonista della stessa politica che per 4 anni non si è assunta concretamente la responsabilità della tutela di queste persone.
Chiediamo con forza ancora una volta soluzioni dignitose e stabili per chi, in questa città vetrina “olimpica”, viene privato anche di un riparo precario.
E con altrettanta forza, in assenza di risposte, rivendichiamo il diritto a costruirle insieme le soluzioni, dal basso e per tutt3.
Laboratorio Autogestito Paratod@s