Elezioni regionali in Germania di domenica 20 settembre 2026, in due land molto diversi tra loro: la capitale federale Berlino e l’estremo nord-est del Meclemburgo – Pomerania Anteriore.
A Berlino (2,5 milioni di votanti) la sinistra della Linke è primo partito, scrivendo una pagina storica con la candidata Elif Eralp e più che raddoppiando i consensi, dal 12,2% al 25,5%. Staccata in maniera netta, oltre a quanto previsto dai sondaggi, la Cdu, ferma al 18,9% (-9,3%). L’estrema destra di AfD è terza, al 16,1% (+7%), davanti ai Verdi, che perdono il 4,1% e arrivano al 14,3%. Peggio fanno i socialdemocratici Spd, che fino a oggi governavano assieme alla Cdu: 12,1%, – 6,3%.
Nella capitale tedesca ci sono quindi ampiamente i numeri per un governo di sinistra guidato dalla leader locale della Linke, Elif Eralp, 45enne avvocata nata a Monaco da sindacalisti turchi fuggiti dal Paese d’origine nel 1980. Potrebbe essere lei la prossima sindaca di Berlino, spinta anche dalla crescita netta dell’affluenza, al 79%.
Crisi abitativa e caro affitti hanno monopolizzato la campagna elettorale della Linke: due temi particolarmente sentiti nelle grandi aree urbane come Berlino. Il diritto alla casa è stato il leitmotiv della sinistra berlinese. La proposta è molto netta: esproprio delle propietà dei grandi gruppi immobiliari, con la città che prenderebbe il controllo di centinaia di migliaia di immobili, mettendo in pratica quanto già deciso nel referendum di 5 anni fa, quando il 59% disse sì a espropriare le grandi società immobiliari con almeno 3.000 appartamenti, recuperando così a uso sociale e abitativo poco meno di 250mila abitazioni. Un referendum consultivo che Spd e Cdu, in questi anni, hanno semplicemente ignorato.
MECLEMBURGO / POMERANIA ANTERIORE – Ancora Germania. Nell’estremo nord-est, in Meclemburgo – Pomerania Anteriore (1,3 milioni di aventi diritto) il trend elettorale è invece in continuità con quanto accaduto, due settimane fa, nel land analogo della Sassonia – Anhalt. L’ultradestra di Alternative für Deutschland è primo partito a Rostock e dintorni, mentre la Cdu, per la prima volta nella sua storia, non entra nemmeno nel Parlamento ospitato dal Castello di Schwerin.
Gli estremisti di destra sono attorno al 38%, davanti ai socialdemocratici dell’Spd (35,5%). Terza la Linke, al 6,5%, sopra la soglia di sbarramento al pari dei Verdi, al 5,7%. Fuori, invece, i cristiano – conservatori della Cdu guidati a livello nazionale dal cancelliere Merz, con il 4,9%, rispetto al 13,3% dell’ultima tornata. Ad Afd dovrebbero andare 32 seggi su 71, sotto la maggioranza assoluta, teoricamente raggiungibile invece da un accordo a tre tra Spd, Linke e Verdi, che arriverebbero (grazie al tonfo della Cdu) a 39 seggi.
L’analisi dettagliata sul voto, in particolare a Berlino, con Beppe Caccia, ricercatore del pensiero politico alla Fondazione Rosa Luxemburg di Berlino. Ascolta o scarica.
Su Radio Onda d’Urto l’analisi mattutina di Fabio, compagno che vive e lavora a Berlino. Ascolta o scarica
Sempre da Berlino Nicola Carella, nostro collaboratore. Ascolta o scarica