Naji al-Ali, uno dei più noti vignettisti palestinesi, divenne famoso soprattutto per aver creato Handala, il bambino palestinese rappresentato sempre di spalle, diventato un simbolo della causa palestinese: a soli 50 anni, Nanji, voce dissidente divenuta troppo scomoda per molti, venne assassinato con la complicità del Mossad e dell’entità sionista dell’epoca. Handala è anche il nome dell’imbarcazione della Freedom Flotilla Coalition, partita da Siracusa a fine luglio 2025 poco prima della Global Sumud Flotilla.
Ospiti di Scuola Resistente di questa puntata sono Antonio Mazzeo che fu a bordo di quella missione e Lelio Bonaccorso, disegnatore impegnato socialmente su più fronti che con lui ha pubblicato “Handalino”, una graphic novel, incentrata sulle avventure di un peluche, anche lui a bordo di Handala, intorno al quale si erano coagulati molti sogni e speranze per i bambini palestinesi: Handala fu poi assaltata il 26 luglio 2025 da un reparto di èlite dell’IDF.
Antonio Mazzeo da anni lotta contro la militarizzazione crescente della nostra società, con un’ attenzione particolare, negli ultimi anni, al sistema educativo, attraverso l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole dell’università. Sul versante artistico, Lelio Bonaccorso, anche lui messinese, ha percorso un’analoga strada di lotta che ha spaziato dalla tragedia dei naufraghi del Sud del mondo, (ad es. con “Salvezza”, la prima graphic-novel della Feltrinelli scritta dopo una navigazione a bordo della nave Aquarius di SOS Mediterranee), fino al recente “Il ponte”, sul caso emblematico dell’inutile ponte sullo Stretto, a cavallo tra devastazioni territoriali-ambientali e logiche mafiose-imprenditoroali. “C’è un filo rosso che collega tutti questi fatti che ci vedono coinvolti come “Occidente” – ci ha spiegato Bonaccorso durante l’intervista – e ogni volta l’obiettivo è quello di creare, attraverso il fumetto, un ponte comunicativo per aumentare il livello di consapevolezza”.
Mazzeo e Bonaccorso sono quindi l’esempio concreto di un modo diverso di interpretare il proprio lavoro in chiave di impegno civile a differenza di quei docenti che si appresteranno ad autocensurarsi o a fare la spia, in base alla futura legge contenuta nel DDL1004 che di fatto equipara l’antisionismo all’antisemitismo o a differenza di quei disegnatori della “scuderia Bonelli” (tra i quali tre dei più noti fumettisti del celebre Dylan Dog), che si sono prestati a disegnare le gesta eroiche del commissario Mascherpa, fumetto propagandistico edito dalla Polizia di Stato. I nostri figli o nipoti, un giorno, ci chiederanno conto, (soprattutto a noi docenti!), dei motivi della nostra indifferenza o quantomeno del silenzio di fronte al genocidio a Gaza e anche di fronte alla pulizia etnica in corso in Cisgiordania e dell’escalation di violenze contro i palestinesi dei campi profughi.
“Che a Gaza sia in corso un genocidio – ha ricordato Gianni Tognoni segretario del Tribunale Permanente dei popoli in una nostra recente intervista – ormai da tempo non ci sono più dubbi anche all’interno della comunità dei maggiori esperti giuristi di diritto internazionale in ogni parte del mondo: di fronte ad un reo confesso che addirittura si fa un vanto di perpetrare impunemente, in spregio a tutte le sui crimini di guerra e contro l’umanità e soprattutto di fronte al silenzio di buona parte della comunità internazionale, si rimane senza parole, non si sa cos’altro aggiungere a quanto si sia stato già detto”. Handalino è quindi non solo un fumetto ma un vero e proprio strumento didattico per le maestre e i maestri, un antidoto contro l’indifferenza e soprattutto per formare le giovanissime generazioni all’esercizio dell’empatia nei confronti di bambini e bambine che hanno avuto la casualità di nascere in un posto martoriato a causa della nostra volontà di dominio coloniale, dal 1948 (ma anche prima) ad oggi.
Trasmissione curata da Stefano Bertoldi, sociologo, giornalista freelance collaboratore di Radio Onda d’Urto e di Pressenza. Ascolta o scarica