Alessandra Prandi, speaker e doppiatrice con oltre 36 anni di esperienza, racconta a Newslinet la profonda trasformazione del mercato professionale della voce.
Radio, doppiaggio, pubblicità e audiolibri mostrano, secondo Prandi, una crescente compressione dei compensi e un progressivo indebolimento dei criteri tradizionali di selezione.
La notorietà sui social e il seguito degli influencer possono oggi pesare quanto, e talvolta più, di dizione, tecnica, esperienza e conoscenza del mezzo.
Nella radio, soprattutto locale, la disponibilità a lavorare gratuitamente o per compensi molto bassi contribuisce ulteriormente alla svalutazione professionale.
Anche nella pubblicità emerge una concentrazione delle produzioni su poche voci, mentre i budget ridotti alimentano una concorrenza sempre più aggressiva.
L’aumento della domanda di contenuti audio non si è quindi tradotto automaticamente in maggiori opportunità, anche per effetto della crescita dell’offerta e della riduzione dei tempi di produzione.
Per Prandi l’intelligenza artificiale, almeno finora, ha inciso soprattutto sulle produzioni a bassissimo budget, mentre restano forti dubbi sulla vendita e sulla futura utilizzazione delle voci sintetiche.
Un ulteriore problema riguarda la proliferazione di corsi e scuole, spesso costosi e non sempre capaci di offrire una preparazione realmente spendibile professionalmente.
Il risultato descritto è un mercato caratterizzato da forte concorrenza, compensi sotto pressione, difficoltà di accesso e crescente distanza tra formazione, aspettative e possibilità concrete di lavoro.
Alessandra Prandi continuerà a lavorare con la voce, ma ha deciso di affiancarle una nuova attività, scelta personale che considera anche indicativa della crisi e della confusione attraversate dal settore.