Il 18 aprile 2026 Napoli ha vissuto una delle riaperture più attese dai suoi cittadini e dai turisti di tutto il mondo. Non era l’inaugurazione di un museo patinato, né il taglio del nastro di un edificio appena costruito. Era qualcosa di più antico, di più viscerale: la restituzione di un luogo sottratto alla luce da cinque anni di chiusura, di cantieri, di attese e di silenzi. Il Cimitero delle Fontanelle, nel cuore del Rione Sanità a Napoli, ha riaperto i suoi cancelli di ferro con una cerimonia che aveva il sapore di un rito collettivo: la comunità si è messa in cammino da Largo Totò alle nove del mattino, in una vera e propria marcia di quartiere, con le scuole, le parrocchie, le associazioni del terzo settore, per andare simbolicamente ad aprire il bene tanto atteso. Non un taglio del nastro, dunque, ma una processione laica — o forse sacra, come tutto ciò che riguarda questo luogo.