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Nell'ambito del MASTER ENVIRONMENTAL HUMANITIES
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MASTER ENVIRONMENTAL HUMANITIES Università Roma Tre 2024
Modulo 6: Stalker
23 - 28 settembre 2024
settimana intensiva e in presenza coordinata da
Giulia Fiocca e Lorenzo…
Incontro con Giuliano Fanelli e Alessandra Valentinelli
Movimento Terra
A far uscire la terra dal consolidato ruolo di archetipo del radicamento originario, ancoraggio profondo di una comunità, una città, uno stato, fu fin dalle sue origini Roma. Contrariamente ad Atene, dove la popolazione delle origini è forgiata dalla terra stessa, a Roma non esiste il concetto di autoctonia. Sono diversi i miti delle origini che rimandano a un suolo già abitato da altre civiltà prima della fondazione di Roma. Possiamo anche dire che, a fondamento di una città di diversi, Roma abbia proprio posto la questione dell’impossibilità dell’autoctonia, affinché nessuno potesse mai avvalersene per rivendicare maggior diritto rispetto ad altri.
Lo stesso rito del Mundus, che mitologicamente fonda la città e il popolo romano, può essere letto come una rimozione simbolica di suolo per far spazio ai diversi suoli che ciascuna comunità adduce in un patto federativo orizzontale che genera un suolo comune. Scavare a Roma è mettere in comunicazione mondi diversi: lo stesso Mundus, nella sua accezione verticale, connette il mondo ctonio, sotterraneo, alla sfera celeste.
La terra, a Roma, è un tramite: si muove, viene rimossa per far spazio a suoli possibili, sedimenta il tempo in strati di rovine, innalzandosi, inabissando così il passato e disponendosi a future scoperte. A Roma convergono anche pietre e marmi scavati in tutto il Mediterraneo. Roma è anche una città di estrazione da sempre: il suo territorio contiene i principali materiali da costruzione, la pozzolana, il tufo, la selce, il travertino… scavati negli stessi siti fin dall’antichità. Dopo l’eccessivo sfruttamento moderno, molte di queste cave, riempitesi d’acqua, si stanno trasformando in luoghi rifugio per forme di vita vegetale e animale, autoctone e straniere, che qui configurano nuove relazioni ecologiche di rimedio al danno e di resilienza ai cambiamenti climatici.
Per l’edizione 2024, con “Movimento Terra”, esploreremo luoghi che si sono trasformati nel tempo per l’azione antropica di movimentazione della terra, sia come pratica di “svuotamento” che di “riempimento”. Roma è un comune con elevatissima e diversificata attività estrattiva: sono tanti i siti “svuotati” per l’estrazione di tufo, pozzolana, ghiaia, travertino, selce. Per “riempimento”, intendiamo invece diverse attività quali la movimentazione terra nei cantieri, l’accumulo e la dispersione di inerti, le discariche abusive e quelle ufficiali. Pratiche di azione umana di riempimento e svuotamento di luoghi, poi dismessi, hanno generato ambienti sospesi tra inquinamento e rigenerazione spontanea, tra bonifica e risanamento naturale (natural remediation). Nuovi paesaggi artificiali che, nella storia geografica, ambientale e sociale della città, hanno costruito nuovi ecosistemi e nuove connessioni ecologiche.
Nell’ambito del programma Settembre, Selvatico, Stalker, avviato nel 2020, il modulo propone di esplorare luoghi e modi con cui si generano questi ecosistemi urbani emergenti, intenti a rigenerare la biodiversità, e i rapporti tra questi e le comunità locali che ne prendono coscienza e partecipano al loro divenire creativo, immaginando strategie situate per difenderli dall’urbanizzazione incosciente, esplorando le possibilità di comprenderli, averne cura e narrarli.