Occhi aperti su Gaza

Occhi aperti su Gaza

By Marco MagnanoNewsDaily News
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Occhi aperti su Gaza episodes

  • #113 - Israele, isolata, guarda a Rafah

    Ieri alla Corte Internazionale di Giustizia sono intervenuti gli Stati Uniti, che hanno chiesto alla Corte di non richiedere il ritiro immediato di Israele dai territori palestinesi occupati, sostenendo che la sicurezza israeliana deve essere presa in considerazione in qualsiasi soluzione al conflitto e che un’occupazione non deve per forza essere temporanea


    Argomentazioni che mostrano quanto Israele sia molto isolata politicamente, ma soprattutto che gli Stati Uniti non hanno nessuna intenzione di fare veramente pressione affinché Israele rispetti il diritto internazionale e fermi il massacro a Gaza.


    E intanto l’esercito israeliano bombarda Rafah e Jabaliya, mentre in Libano gli scontri proseguono senza pause.


    A Damasco, dove mi trovo per una settimana, non si segnalano invece eventi bellici


    #gaza #palestina #israele #libano #siria #guerra

    7 min
  • #112 - Ancora un veto USA. E la regione brucia.

    Come annunciato, gli Stati Uniti hanno posto il veto su una risoluzione proposta dall’Algeria al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che chiedeva un cessate il fuoco immediato a Gaza. È la terza volta che gli Stati Uniti vota contro questa richiesta.


    Nel mentre, il World Food Programme ha sospeso le consegne di cibo nel nord di Gaza, perché la situazione di sicurezza ormai non consente più di accedere alla zona che è stata la prima a essere colpita dall’invasione di terra israeliana.


    Sempre più grave la crisi diplomatica tra Israele e Brasile dopo che il presidente brasiliano Lula è stato dichiarato “persona non grata” da Israele..


    E a proposito di fronti, oggi in Libano lo scambio di attacchi tra Israele e Hezbollah nelle zone di confine è continuo.


    In particolare, una donna è stata uccisa in un attacco israeliano alla periferia di Majdal Zoun, nel distretto di Tiro, mentre una bambina di 5 anni è stata ferita ed è in condizioni critiche. Ferita nell’attacco anche un'altra donna.


    In Siria, almeno due persone sono state uccise in un attacco missilistico israeliano su una zona residenziale di Damasco questa mattina, nel quartiere di Kfarsuseh, che si trova a metà tra il quartiere di Mezzeh, dove vive gran parte del personale internazionale delle ONG, e il campo palestinese di Yarmuk, già interamente distrutto da quasi 13 anni di guerra civile.


    #gaza #palestina #israele #libano #siria #guerra

    8 min
  • #111 - Israele alza il tiro sul Libano, mentre la diplomazia arranca

    Ieri pomeriggio l’aviazione israeliana ha lanciato due attacchi contro la città di Ghazieh, pochi km a sud di Saida, a 40km appena da Beirut e quindi molto lontana dal confine, ferendo 21 persone.


    Israele ha affermato di aver preso di mira “depositi di armi di Hezbollah”, ma secondo le testimonianze locali i 3 edicifi colpiti erano tre magazzini: uno di barili di petrolio, un altro di serbatoi di combustibile per i generatori e un terzo di rottami metallici e pneumatici.


    E dopo una notte tranquilla, oggi sono ripresi gli attacchi israeliani nelle zone di confine, mentre Hezbollah ha colpito la caserma israeliana di Ramim, nel nord di Israele, proseguendo quindi lungo la propria linea d’azione che mette al centro gli obiettivi militari.


    Ma è sempre più chiaro che, anche evitando che la guerra al confine si trasformi in una guerra in tutto il Paese e ad alta intensità, non è possibile una soluzione diplomatica per il Libano prima di un cessate il fuoco a Gaza.


    Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu dovrebbe votare oggi una proposta di risoluzione presentata dall’Algeria in cui si chiede un immediato cessate il fuoco a Gaza e si oppone allo spostamento forzato della popolazione palestinese


    Gli Stati Uniti sembrano intenzionati a porre di nuovo il veto e hanno proposto una risoluzione alternativa, che parla di “un cessate il fuoco temporaneo a Gaza non appena sarà fattibile”.


    Ma intanto a Gaza la situazione è sempre più grave e Unicef lancia l’allarme per il rischio di un grande aumento di morti infantili per denutrizione e malnutrizione.


    #gaza #palestina #israele #libano #guerra

    8 min
  • #110 - Rafah, la minaccia di Israele

    Ieri il ministro del gabinetto di guerra israeliano Benny Gantz ha parlato dell’invasione di terra a Rafah, l’ultima città nel sud di Gaza, dove ha cercato rifugio la maggior parte dei palestinesi sfollati dal resto della Striscia, quasi 1,7 milioni di persone.


    Gantz ha dichiarato che “se entro il Ramadan i nostri ostaggi non saranno a casa, i combattimenti continueranno ovunque, compresa l'area di Rafah”. Il Ramadan, il mese sacro per i musulmani, dovrebbe iniziare il 10 marzo.


    È la prima volta che il governo israeliano specifica una scadenza per l’annunciato assalto alla città.


    Oggi la Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja, la più alta Corte delle Nazioni Unite, ha aperto una nuova udienza dedicata alla Palestina.


    Il procedimento durerà una settimana e non è connesso alle accuse di genocidio a Gaza mosse dal Sudafrica contro Israele, ma verte sulla legalità dell’occupazione israeliana dei territori palestinesi, che va avanti da quasi 57 anni.


    Il caso si concentra sull’occupazione israeliana della Cisgiordania, di Gaza e di Gerusalemme Est a partire dal 1967.


    Ieri, dei funzionari iraniani hanno avvertito Hezbollah di “non dare al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu un motivo per lanciare una guerra più ampia in Libano o altrove".


    Una dichiarazione che prova a scongiurare che Hezbollah, dopo gli attacchi israeliani della scorsa settimana, faccia il primo passo verso una vera escalation.


    Ma del resto le parole di venerdì di Nasrallah andavano già nella direzione di non cambiare la situazione attuale fino a quando non si arriverà a un cessate il fuoco a Gaza.


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    8 min
  • #109 - Cosa costruisce l’Egitto nel Sinai?

    Video e immagini satellitari riprese negli ultimi giorni e verificate in maniera indipendente mostrano che l’Egitto sta costruendo alcune strutture nella zona a ridosso del confine meridionale della Striscia di Gaza, quello con la città di Rafah, che potrebbe essere attaccata nei prossimi giorni dall’esercito israeliano e dove attualmente si trovano 1,4 milioni di palestinesi.


    I lavori sono cominciati a partire dal 5 febbraio, e secondo il New York Times è in corso la costruzione di un muro a una certa distanza dal confine, in modo da creare una specie di “zona cuscinetto” in territorio egiziano tra Egitto e Striscia di Gaza.


    Non è ancora chiaro a cosa potrebbero servire le strutture, tanto più che il governo egiziano nega che siano in corso lavori, ma l’ipotesi più probabile è che l’Egitto stia creando una zona in cui accogliere e al tempo stesso rinchiudere i palestinesi che dovranno fuggire da Gaza.


    Se confermato, sarebbe un grosso cambiamento nelle politiche del governo egiziano, che finora aveva detto che non avrebbe mai consentito ai palestinesi di passare il confine con la Striscia e di entrare in Egitto.


    Ma dietro potrebbe anche esserci un calcolo cinico, non diverso da quello della Turchia nel 2016, quando usò i rifugiati siriani come strumento di pressione politica nei confronti dell’Unione europea.


    #gaza #egitto #libano #palestina #israele #guerra

    7 min
  • #108 - Ancora un tentativo per evitare il massacro di Rafah

    Gli ultimi dati del ministero della Sanità di Gaza affermano che nelle ultime 24 ore 112 palestinesi sono stati uccisi negli attacchi israeliani e 157 sono stati feriti.


    Oggi a Monaco, in Germania, si tiene una conferenza sulla sicurezza che ha lo scopo di convincere Israele a rinunciare all’offensiva di terra a Rafah.


    Partecipano molte figure chiave, dal Segretario di Stato USA, Antony Blinken, al ministro degli Esteri di Israele, Israel Katz, e i ministri degli Esteri di Arabia Saudita, Egitto, Qatar e Giordania.


    Arriva dopo il fallimento dei colloqui al Cairo per un cessate il fuoco, che non ha portato a nessun risultato e che ha visto, ieri, Israele decidere di non partecipare più.


    Intanto l'Egitto sta preparando un'area al confine di Gaza che potrebbe accogliere i palestinesi nel caso in cui un'offensiva israeliana a Rafah provochi un esodo attraverso la frontiera.


    Oggi settimo discorso di Hassan Nasrallah, il segretario generale di Hezbollah, dall’inizio della crisi di Gaza. Non ci sono troppi elementi di novità, per Hezbollah il fronte libanese deve rimanere a bassa intensità e che non c’è intenzione di fare un primo passo verso una guerra totale.


    #guerra #palestina #libano #israele #gaza

    7 min
  • #107 - Il giorno più duro in Libano. Saltano le trattative al Cairo

    Giornata durissima ieri nel sud del Libano.


    La catena di eventi l’ho già raccontata ieri: una serie di razzi provenienti dal Libano hanno colpito la città di Safed, nel nord di Israele, uccidendo un soldato e innescando una risposta israeliana che ha ucciso almeno 12 persone in diversi attacchi.


    Nel pomeriggio, una donna siriana e due bambini libanesi sono rimasti uccisi nel bombardamento di una casa a Souane, e un combattente di Hezbollah è stato ucciso ad Adchit, vicino a Nabatieh.


    Poi in serata un nuovo attacco israeliano ha colpito il centro di Nabatieh e ha ucciso almeno 7 membri della stessa famiglia e un altro combattente di Hezbollah.


    Si tratta del più grave bilancio di vittime civili in un solo giorno in Libano.


    Secondo l’ultimo aggiornamento di OCHA, molti palestinesi hanno cominciato a lasciare Rafah a causa degli attacchi aerei e della minacciata invasione di terra israeliana.


    Questa mattina l’esercito israeliano ha cominciato l’assalto al complesso medico Nasser a Khan Younis dopo aver demolito il muro meridionale.


    Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha detto che per il momento i negoziati per la liberazione degli ostaggi a Gaza non proseguiranno.


    #gaza #palestina #israele #libano #guerra

    8 min
  • #106 - Nessun passo avanti al Cairo

    Nessun risultato finora dalla nuova serie di negoziati al Cairo per arrivare a un cessate il fuoco a Gaza prima che Israele cominci la sua invasione di terra di Rafah, l’estremità meridionale della Striscia dove un milione e mezzo di palestinesi sono sfollati.


    I colloqui continueranno per altri tre giorni, e oggi al Cairo arriva una delegazione di Hamas.


    E mentre al Cairo si discute, continua l’assedio a Khan Younis, l’altra città principale del sud di Gaza, finita un po’ fuori dai riflettori.


    In Libano giornata durissima, con 4 persone uccise nei bombardamenti israeliani sul sud.


    In Italia, dura repressione contro le proteste davanti alle sedi Rai di Torino e Napoli.


    #gaza #palestina #israele #libano #guerra

    8 min
  • #105 - Una corsa contro il tempo a Rafah e un nuovo discorso di Nasrallah

    Mentre a Rafah, l’ultimo lembo di terra nel sud di Gaza, Israele prepara l’invasione di terra, c’è una corsa contro il tempo della diplomazia internazionale per impedirla.


    Secondo due funzionari citati da The Guardian, Israele e Hamas stanno facendo progressi verso un accordo che porterebbe al cessate il fuoco e alla liberazione degli ostaggi detenuti nella Striscia di Gaza.


    Oggi ha nuovamente parlato Hassan Nasrallah, il segretario generale di Hezbollah.


    Nasrallah ha ribadito che il fronte nel sud del Libano è un fronte di sostegno e che, come ha già detto mille volte, tutte le opzioni sono sul tavolo, ma gli occhi sono puntati su Gaza.


    Per Nasrallah, una volta dichiarato il cessate il fuoco a Gaza, gli attacchi dovranno cessare anche in Libano.

    Spogliando dalla retorica l’invito a Israele a continuare ad attaccare, si tratta di un’implicita dichiarazione secondo cui Hezbollah aderirebbe al cessate il fuoco anche senza firmarlo.


    Insomma, un discorso di due ore che ha ribadito un concetto chiave: Hezbollah non farà il primo passo verso un’escalation in Libano.


    #gaza #palestina #israele #libano #guerra

    8 min
  • #104 - A un passo dall'invasione di terra a Rafah

    Pesanti attacchi israeliani sulla città meridionale di Rafah questa notte, in contemporanea a un raid delle forze speciali in città che ha portato alla liberazione di due ostaggi israeliani.

    L’operazione di questa notte è stata celebrata dal governo israeliano, mentre le autorità sanitarie di Gaza riferiscono di almeno 100 morti e centinaia di feriti, e segnalano la distruzione di due moschee e di diverse case.

    Insomma, l’offensiva di terra annunciata sembra veramente a un passo.

    In Libano la tensione continua ad aumentare

    Dopo l’attacco di giovedì a Nabatieh, sabato un drone israeliano ha colpito un’auto a Jadra, che si trova tra Beirut e Saida, quindi molto lontano dal confine, e gli attacchi sono continuati anche ieri e oggi.

    Siamo quindi di nuovo in una fase in cui Hezbollah si attiene rigidamente alla “grammatica comune” del confine, mentre Israele la sta violando sempre di più, senza che questo generi proteste da parte di chi ha l’incarico di farla rispettare.

    #gaza #palestina #israele #libano #guerra

    8 min

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Ogni giorno da un anno, Marco Magnano racconta direttamente dalla regione una crisi che sta destabilizzando di nuovo l'intero Medio Oriente, cercando di sfuggire al troppo rumore e alle troppe voci…