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La seconda serata del Festival di Sanremo 2026 è andata in onda ieri sera e anche in questo caso ha confermato le impressioni della prima serata: poche idee, molto conservatorismo, uno spettacolo che non decolla mai perché non osa.
Un festival che sembra più interessato a seguire la scaletta a menadito e a disinnescare qualsiasi polemica, più che a intrattenere e creare delle conversazioni pubbliche, che sono il vero motore di Sanremo.
Per questo, forse, i risultati di ascolto al momento sono sotto le aspettative.
Della mancanza di coraggio nel portare temi impegnati - anche da parte degli artisti in gara - abbiamo parlato in questa seconda puntata di Ogni Maledetto Sanremo insieme a Moreno, con Lorenzo Casadei, host del podcast Meraviglioso – Dentro una canzone, e Gabriele Rossi.
Nella puntata trovate anche una sorpresa musicale e un omaggio a Peppe Vessicchio ❤️🩹
Grazie a CESVI per il supporto a questo progetto editoriale e ai Giovani delle ACLI per l’ospitalità nel nostro spazio in Piazza Borea D’Olmo.
La prima serata del Festival di Sanremo 2026 è andata in onda ieri sera e forse ci ha annoiato più di quanto fossimo pronti a sopportare (necrologi compresi).
Un Festival che sembra faticare a trovare un’identità: poco branding, una sigla che dice poco o nulla, tante tinte spente e molti abiti tradizionali. Eppure, tra un Sandokan e l’altro, l’attualità riesce comunque a salire sul palco e la politica si infiltra tra le note e le ballade che quest’anno si sprecano.
Sul nostro podio della serata, tra performance e outfit, mettiamo Ermal Meta, che porta con sé Amal e il tutti i bambini vittime dei conflitti, Ditonellapiaga che sale per prima sul palco e rompe lo schema con la sua performance elettro-pop, ma anche il tributo di Maria Antonietta a Nada, con un vestito bianco ma con qualcosa da dirci.
E poi, per chi è rimasto sveglio fino in fondo, arriva il momento più rivoluzionario: la performance del primo gruppo rock tutto al femminile a calcare il palco dell’Ariston in 76 anni di Festival.
Ne parliamo in questa prima puntata di Ogni Maledetto Sanremo insieme alle Bambole di Pezza e a Caffè Design, con Lorenzo Casadei, host del podcast Meraviglioso – Dentro una canzone, e Gabriele Rossi.
Grazie a CESVI per il supporto a questo progetto editoriale e ai Giovani delle ACLI per l’ospitalità nel nostro spazio in Piazza Borea D’Olmo.
Ci vediamo domani, stessa ora, stesso palco.
Il percorso di avvicinamento al Festival di Sanremo finisce con questa puntata - con lo special guest Dargen D'Amico - incentrata su come l'attivismo e i diritti civili e sociali abbiano avuto un peso specifico molto alto nell'ecosistema dell'Ariston. Ma non finisce qui il nostro viaggio!
Ne parliamo in questa puntata di Ogni maledetto Sanremo, ringraziando Dargen D'Amico, Mariella Nava, Simone Romagnoli e Jacopo Tomatis per i preziosi contributi.
Però il nostro viaggio non termina qui!
Ogni maledetto Sanremo è un podcast di Factanza Media
Realizzato grazie all'ospitalità dei Giovani delle ACLI
Conduzione: Matteo Cellerino e Giulia Mir
Autrice: Caterina Fassina
Supervisione editoriale: Alice Giusti
Coordinamento: Barbara Lattanzi
Sound design: Stefano Tumiati
Parlare di sesso sul palco dell’Ariston è sempre stato molto complicato. Quando a farlo era una donna - come la giovanissima Jula de Palma nel 1959 - lo diventava ancora di più.
Il rapporto del Festival di Sanremo con i corpi e il sesso è sempre stato travagliato, anche se oggi fortunatamente sono caduti molti di quei veli borghesi per cui il sesso “si fa ma non si dice”: tuttavia, per arrivare a questo punto c’è stato bisogno di diverse voci che hanno fatto scandalo affiancando al tema universale ed eterno dlel’amore quello più indicibile del sesso.
Da Donatella Rettore a Loredana Berté, fino ad arrivare a Mariella Nava, molte delle donne che hanno cantato su quel palco hanno voluto anche lanciare un messaggio forte di liberazione dei corpi, a volte riuscendolo a farlo in maniera poco esplicita, altre volte venendo addirittura censurate.
Ne parliamo in questa puntata di Ogni maledetto Sanremo, ringraziando Mariella Nava e Jacopo Tomatis per i preziosi contributi.
Ogni maledetto Sanremo è un podcast di Factanza Media
Realizzato grazie all'ospitalità dei Giovani delle ACLI
Conduzione: Matteo Cellerino e Giulia Mir
Autrice: Caterina Fassina
Supervisione editoriale: Alice Giusti
Coordinamento: Barbara Lattanzi
Sound design: Stefano Tumiati
Il Festival di Sanremo ha sempre visto un certo grado di censura, strettamente collegato alla temperatura politica del periodo storico: se però negli anni ‘60 e ‘70 il controllo editoriale della Rai era particolarmente vistoso e invasivo, nei decenni recenti ciò che si può dire o non dire sul palco dell’Ariston è comunque dipeso da forze esterne - in questo caso l’opinione pubblica e la giuria dei social.
Proprio la forte connotazione nazionalpopolare del Festival lo ha reso un ambiente delicato da attraversare - ambiente in cui misurare le parole diventa una strategia di sopravvivenza professionale - ma anche un’opportunità ghiotta per infrangere tabù e suscitare scalpore, circumnavigando la censura autoimposta.
Ne parliamo in questa puntata di Ogni maledetto Sanremo, ringraziando Lorenzo Luporini e Mariella Nava per i preziosi contributi.
Ogni maledetto Sanremo è un podcast di Factanza Media
Realizzato grazie all'ospitalità dei Giovani delle ACLI
Conduzione: Matteo Cellerino e Giulia Mir
Autrice: Caterina Fassina
Supervisione editoriale: Alice Giusti
Coordinamento: Barbara Lattanzi
Sound design: Stefano Tumiati
Quando Celentano cantò sul palco dell’Ariston “Chi non lavora non fa l’amore”, l’Italia era sconvolta da alcune delle più grandi proteste operaie che il Paese avesse mai visto.
Sanremo in quegli anni funse da catalizzatore, da ammorbidente e da specchio di un’Italia che vedeva nel cambiamento politico una minaccia, ma anche una speranza tangibile e sofferta.
Nonostante si senta dire spesso che “la politica non ha spazio sul palco di Sanremo”, la storia ci ha raccontato che non è davvero così. Lo raccontiamo in questa puntata di Ogni maledetto Sanremo.
Ringraziamo Jacopo Tomatis e Lorenzo Luporini per i preziosi contributi.
Ogni maledetto Sanremo è un podcast di Factanza Media
Realizzato grazie all'ospitalità dei Giovani delle ACLI
Conduzione: Matteo Cellerino e Giulia Mir
Autrice: Caterina Fassina
Supervisione editoriale: Alice Giusti
Coordinamento: Barbara Lattanzi
Sound design: Stefano Tumiati
Il suicidio di Luigi Tenco nel 1967 sconvolse i presenti all’Hotel Savoy, ma non il Paese: il suo nome non venne nemmeno menzionato da Mike Bongiorno sul palco dell’Ariston il giorno dopo, perché la salute mentale nell’Italia dell’epoca rappresentava ancora un tabù enorme e sconveniente.
Dovemmo aspettare il 2007 - 40 anni dopo - per vedere al Festival Simone Cristicchi parlare apertamente di pazienti psichiatrici.
Negli oltre 70 anni di vita del Festival di Sanremo il dialogo sociale sulla salute mentale è cambiato drasticamente, tra resistenze, scandali silenziati e canzoni che hanno sdoganato il tema per il grande pubblico.
Il percorso è stato lungo, e ci racconta qualcosa di noi italiani che non possiamo ignorare. Ne parliamo in questa puntata di Ogni maledetto Sanremo.
Ringraziamo Valerio Rosso e Lorenzo Luporini per i preziosi contributi.
Ogni maledetto Sanremo è un podcast di Factanza Media
Realizzato grazie all'ospitalità dei Giovani delle ACLI
Conduzione: Matteo Cellerino e Giulia Mir
Autrice: Caterina Fassina
Supervisione editoriale: Alice Giusti
Coordinamento: Barbara Lattanzi
Sound design: Stefano Tumiati
Il Festival di Sanremo è il grande evento italiano che riesce a unire il Paese intero per una settimana, e che racconta di noi stessi e della nostra società molto più di quanto vogliamo ammettere: da Loredana Berté che canta col pancione a Ghali che dice "stop al genocidio", dal suicidio di Luigi Tenco al bacio tra Fedez e Rosa Chemical, ciò che ha scandalizzato il palco dell'Ariston lo ha fatto per un motivo ben preciso.
È per questo che ogni anno, puntualmente, ci ritroviamo sempre davanti alla TV per guardarlo.
Ogni maledetto Sanremo è il podcast di Factanza Media che analizza il modo in cui Sanremo ha rappresentato i cambiamenti e le contraddizioni di un Paese e di un popolo per più di 70 anni, attraverso le voci di chi questo Festival lo ha visto e vissuto in prima persona. Perché spesso si pensa che a Sanremo ci sia spazio solo per le “canzonette”, ma la realtà storica ci dice tutto il contrario.
Ma non è tutto: in diretta da Sanremo, dal 25 febbraio al 1° marzo, commenteremo l'edizione in corso e ne intervisteremo i protagonisti - con un episodio dedicato a ogni serata del Festival.
Quindi mettetevi comodi, lo spettacolo sta per iniziare. E stavolta, lo guardiamo insieme.
Ogni maledetto Sanremo è un podcast di Factanza Media
Realizzato grazie all'ospitalità dei Giovani delle ACLI
Conduzione: Matteo Cellerino e Giulia Mir
Autrice: Caterina Fassina
Supervisione editoriale: Alice Giusti
Coordinamento: Barbara Lattanzi
Sound design: Stefano Tumiati
Con la preziosa partecipazione di Dargen D'Amico, Mariella Nava, Lorenzo Luporini, Simone Romagnoli, Valerio Rosso e Jacopo Tomatis.
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