Come sapete stanno per avvenire le elezioni del nuovo Consiglio Pastorale.
- Sabato e domenica 9 e 10 novembre daremo ad ognuno di voi una scheda sulla quale vi chiederemo di scrivere dei nomi.
- Ognuno di voi potrà proporre come membri del nuovo Consiglio Pastorale: due giovani dai 15 ai 30 anni, due adulti dai 30 ai 50 anni e quattro persone di qualsiasi età.
- Naturalmente le persone da voi proposte potranno accettare o meno, nessuno li obbliga.
- Ci sarà poi una seconda votazione di cui vi spiegheremo più avanti.
- Diventeranno membri del Consiglio Pastorale coloro che riceveranno più preferenze.
È la seconda volta che dedichiamo un'omelia a parlare del Consiglio Pastorale.
L'altra volta abbiamo detto che cos'è il Consiglio Pastorale: è la riunione di famiglia della parrocchia.
- È una riunione che si svolge 4/5 volte all'anno durante la quale laici, suore, diaconi e preti, cercano di capire insieme che cosa il Signore ci chiede adesso, per diventare più famiglia, per evangelizzare meglio, per non ripetere per forza quello che si è sempre fatto.
Nell'omelia di oggi cercheremo di spiegare come si svolge il Consiglio Pastorale.
«Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così».
Lo stile del mondo è quello di prevaricare sugli altri, di affermare se stessi schiacciando gli altri, di cercare di avere potere e influenza sugli altri.
Che brutto quando anche nella comunità cristiana facciamo così.
Qui dobbiamo dimostrare che è possibile un modo diverso di vivere i rapporti tra noi.
È possibile ascoltare anche chi non fa la voce grossa, chi è meno conosciuto perché nuovo, chi non usa parole aggressive.
È possibile discutere e anche litigare continuando a volersi bene, a stimarsi, proprio come si fa in una famiglia.
Come?
- Ognuno dice la propria proposta come un dono e quindi non ci rimane troppo attaccato: è più importante quello che capiremo insieme oggi di quello che ho capito io da solo.
- Ognuno cerca di ascoltare gli altri facendo il vuoto, senza giudicare, cercando di comprendere fino in fondo.
- Ognuno non parla troppo, lascia spazio agli altri, non vogliamo influenzare gli altri ma vogliamo cercare insieme di metterci in ascolto del Signore.
- Il nostro non deve essere solo un discutere insieme ma un discutere con Gesù in mezzo a noi.
Dobbiamo sempre fare così nella comunità, ma il Consiglio Pastorale deve essere la palestra in cui mostriamo a tutti lo stile che deve avere una comunità cristiana.
Purtroppo parecchi dei nostri Consigli pastorali parrocchiali si comportano come se non si fosse cristiani, come se il vangelo non esistesse.
- Chiedono il parere dei singoli membri.
- Ciascuno dice la prima idea che gli viene in mente, e poi si vede la maggioranza.
Si procede
- con freddezza,
- senza amore,
- senza creare comunione tra le persone,
- senza ascolto profondo,
- senza comprendere le posizioni gli uni degli altri,
- senza chiedersi se ciò che pensa la maggioranza è ciò che Dio ci chiede (raramente Dio chiede cose popolari).
Il Consiglio Pastorale è un "organismo di comunione" e un "organismo di comunione" non può esistere senza una "spiritualità di comunione".
SAN GIOVANNI PAOLO II LA DESCRIVE COSÌ
Prima di programmare iniziative concrete occorre promuovere una spiritualità della comunione.
Spiritualità della comunione significa:
1) sguardo del cuore sul volto del fratello che mi sta accanto,
2) saper condividere le sue gioie e le sue sofferenze, per intuire i suoi desideri e prendersi cura dei suoi bisogni, per offrirgli una vera e profonda amicizia
3) capacità di vedere innanzitutto ciò che di positivo c'è nell'altro, per accoglierlo e valorizzarlo come dono di Dio
4) saper « fare spazio » al fratello, respingendo competizione, carrierismo, diffidenza, gelosie.
Non ci facciamo illusioni: senza questo cammino spirituale, a ben poco servirebbero gli strumenti esteriori della comunione.
Diventerebbero apparati senz'anima, maschere di comunione più che sue vie di espressione e di crescita
Come in una famiglia, se ogni tanto non ci si ferma a dialogare un po' con calma, a dirsi come si stanno vivendo le cose, come ci si sente, se qualcosa ci sta facendo faticare o ci pesa, se abbiamo delle cose da comunicare all'altro ...
- lentamente si cade nel gelo dell'incomunicabilità ...
così in una comunità parrocchiale, se non ci sono spazi e momenti dedicati al dialogo, all'ascolto, alla condivisione dei vissuti, dei desideri e dei malumori ...
- se non c'è tutto questo, la parrocchia diventa un luogo alienante, dove la gente non sta bene, perché non si sente compresa, capita, ascoltata.
- Invece che luogo dell'accoglienza, diventa luogo della lamentela e del pettegolezzo.
Il Consiglio Pastorale è il primo spazio di dialogo, confronto, ascolto reciproco che la famiglia della parrocchia dona a se stessa.
Capite allora perchè è così importante fare bene queste elezioni perchè siano veramente un momento di comunità, che coinvolga tante persone nuove.
È un'occasione unica di rendere la nostra parrocchia più bella.
Un'ultima cosa.
COMINCIATE A PENSARE AI NOMI AD UNO AD UNO, CON SPIRITO MISSIONARIO, IN PREGHIERA, COME HA FATTO GESÙ PRIMA DELLA SCELTA DEI DODICI: ASCOLTATE LO SPIRITO SANTO DENTRO.