2Pt 3,11-15.17-18
Nella seconda lettera di Pietro, di cui leggeremo un passo oggi, nella prima lettura, si può notare un pensiero che avevano i primi cristiani all'inizio.
Gesù aveva detto che sarebbe tornato nella gloria e i cristiani aspettavano questa venuta come imminente, tanto che Paolo, in una delle sue lettere, dice che è convinto che Gesù tornerà prima della sua morte.
Ma, con il passare degli anni, la venuta di Gesù tardava e allora molti cristiani sono andati in crisi e hanno cominciato ad ascoltare vari falsi profeti che parlavano di presunte apparizioni, che facevano notare che i segni degli ultimi tempi si stavano avverando.
E questi falsi profeti intanto trovavano il modo di guadagnarci dei soldi, di fare la bella vita con le offerte che venivano loro donate.
Esattamente come succede oggi, in pratica.
È questo il motivo che spinge Pietro a scrivere la sua lettera, che era come una lettera circolare che doveva essere diffusa in varie comunità.
Nel passo che leggeremo oggi, che è verso la fine della breve lettera, Pietro sottolinea che la cosa più importante non è sapere quando il Signore tornerà ma vivere ogni giorno come se lui tornasse oggi.
Perché il Signore viene quando meno te lo aspetti e dobbiamo sempre essere pronti.
Per descrivere la venuta di Gesù si utilizza l'immagine del fuoco che brucia tutto quello che non è giustizia.
Si tratta evidentemente di un fuoco spirituale, il fuoco del giudizio di Dio.
Quel che conta è essere in pace, cioè vivere l'unità, essere senza colpa, non seguire questi falsi profeti e soprattutto crescere sempre di più ogni giorno nella conoscenza di Gesù Cristo.
Non credere di essere di quelli che hanno già scoperto tutto e sanno già tutto e fanno da maestri.
Pietro fa un bellissimo richiamo all'umiltà e all'unità che è molto attuale in questo tempo in cui nella chiesa ci sono sempre più questi falsi profeti che si fanno ascoltare con messaggi minacciosi.
Per cosa riconoscere un falso profeta da un vero profeta?
Il vero profeta ti mette in crisi, ti costringe a convertirti, ti dice cose scomode, ti fa star male, ti fa sentire piccolo e bisognoso di conversione, ti dice quelle verità scomode che ti danno fastidio.
Il falso profeta ti fa sentire tra i salvati, ti dà qualche segreto per essere sicuro di essere nel giusto, predice catastrofi e flagelli che saranno sempre rivolti contro gli altri perché a te non ti toccheranno mai perché tu fai parte degli eletti.
In pratica, ascoltando il falso profeta, tu non cambi, non ti converti.
Anzi ti convinci di essere giusto.
Giudicate voi, tra tutte le voci che ascoltate nella chiesa oggi, quali sono i veri profeti e quali sono i falsi profeti.
Mc 12,13-17
Mancano ormai 3 giorni all'arresto di Gesù. Il clima si è fatto rovente.
Tutti coloro che per i più svariati motivi vogliono eliminare il profeta Galileo, si radunano.
Il complotto è già stato deciso.
Giuda si è già messo d'accordo con i capi dei sacerdoti.
Il giorno prima c'era stato l'ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme che per la seconda volta aveva ripetuto la cacciata dei venditori dal Tempio.
Il potere religioso era furente di rabbia contro questo rabbi rivoluzionario.
In una sola mattina, mentre Gesù è nella spianata del Tempio, uno dopo l'altro, tutti i gruppi che odiano Gesù si avvicinano a lui per metterlo in difficoltà e contestarlo.
Prima i capi dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani.
E Gesù li zittisce raccontando loro la parabola dei vignaioli omicidi omicidi.
Dopodiché, ed è l'episodio che abbiamo letto oggi, mandano da Gesù alcuni farisei ed erodiani.
Non si tratta quindi di capi religiosi, come prima, ma di persone da loro mandate.
Successivamente arriveranno i sadducei.
Non tutti i farisei erano contro Gesù.
Infatti Gesù stesso era un fariseo.
Ma alcuni lo odiano così tanto che si alleano con i nemici.
Il nemico del tuo nemico è mio amico.
I farisei erano molto critici contro il potere religioso perché sostenevano che i capi dei sacerdoti non fossero dei veri discendenti di Aronne e quindi non avessero diritto di assumere questa carica.
Ma qui accettano di essere mandati da loro.
Certamente i farisei non erano amici degli erodiani che essendo amici del Re erano anche amici dei romani invasori.
Ma qui addirittura vanno insieme per mettere in difficoltà Gesù.
Per fare il male chi è animato dall'odio riesce a fare unità a mettersi d'accordo con gli altri.
Dopo ci combatteremo ma adesso otteniamo insieme questo obiettivo.
Il male riesce sempre a organizzarsi.
Spesso invece chi fa il bene non si mette d'accordo con le altre persone che vogliono fare del bene perché è geloso.
Perché vuole attribuirsi tutti i meriti.
Dobbiamo imparare da Chi odia a fare unità.
Non basta avere il desiderio di amare e di fare del bene ma bisogna allearsi con tutti coloro che vogliono fare del bene.
Altrimenti saremmo sconfitti perché l'odio è sempre più organizzato dell'amore.
La domanda che fanno a Gesù è veramente un trabocchetto.
Se Gesù risponde che bisogna pagare la tasse in qualche modo giustifica le violenze del romano invasore.
Se risponde che non bisogna pagare le tasse può essere denunciato all'autorità.
La risposta di Gesù è intelligentissima, come sempre.
Non possono attaccarlo perché loro stessi hanno in tasca una moneta del romano invasore.
Quindi in qualche modo hanno accettato il suo potere.
Quel che è di Cesare rendetelo a Cesare: se sulla moneta c'è scritto il suo nome allora è giusto che la restituire a chi appartiene.
Ma aggiunge: rendete a Dio quel che è di Dio: cioè voi stessi.
Facendo entrare l'odio e l'omicidio nel vostro cuore non appartenete più a Dio.
Convertitevi.
Fate entrare l'amore dentro di voi e sarete di nuovo suoi.
Nella frase di Gesù: quello che è di Cesare rendendola Cesare è quello che è di Dio a Dio, c'è tutto l'atteggiamento del cristiano nella società.
Certamente il Cristiano è un rivoluzionario, una persona difficilmente controllabile dal potere politico.
Ma non perché si ponga al di fuori delle leggi, perché contesti ogni autorità, perché rifiuti di fare la propria parte come cittadino.
Il Cristiano è un rivoluzionario perché obbedisce allo stato e alle leggi ma prima di tutto obbedisce a Dio.
Il Cristiano si rifiuta di divinizzare il potere politico o qualsiasi forma di potere.
E nel caso in cui il potere politico gli chiedesse di andare contro la legge di Dio, o contro gli ultimi che Dio ha scelto come suoi rappresentanti, il cristiano non esita a fare la sua scelta controcorrente.
E per questo motivo il vero cristiano coerente è sempre stato e sempre sarà perseguitato dal potere politico.
O per la meno ignorato e marginalizzato.
Oggi è la festa della Repubblica.
È una grande festa anche per noi.
Amiamo la nostra patria.
Siamo contenti che sia rinata dopo il terribile flagello della dittatura, dell'occupazione nazifascista e della guerra.
I valori sui quali si fonda la nostra costituzione sono anche valori cristiani e la nostra costituzione è nata anche grazie al contributo di politici di ispirazione Cristiana.
E tuttavia lo stato, al quale siamo leali, non è il nostro Dio.
Di Dio ce n'è uno solo.
Ed egli si manifesta specialmente nei poveri e negli ultimi.
Il cristiano sarà sempre dalla parte degli ultimi degli scartati.
Perché lì abita Dio, perché per loro Dio continua sempre a schierarsi.
Era questo il pensiero ad esempio di Don Primo Mazzolari.
Quando c'era da rischiare ha contribuito personalmente alla lotta contro il nazifascismo.
Ma ha subito dichiarato a tutti che, una volta sconfitto il nemico della libertà, qualsiasi tipo di potere si fosse manifestato dopo, il posto del cristiano sarebbe sempre stato con gli ultimi.