Ho letto con attenzione il resoconto degli incontri delle Piccole Comunità. Complimenti. Sono uscite cose meravigliose! Vere e proprie esperienze di Vangelo vissuto! Esempi di amore, come quello di Gesù per Zaccheo.
1. Recentemente ho perso la figlia: in questi mesi di grande dolore ho sperimentato la solidarietà e l'affetto di tante persone che mi hanno riempito il cuore.
2. Nella stessa scala di un condominio tre Signore sono rimaste vedove in un breve lasso di tempo e hanno trovato aiuto tra di loro e dai vicini. Era una scala già molto unita. Quando si riesce a dare con gratuità si riceve molto di più.
3. Un giorno ho portato all'ospedale una signora che doveva cominciare un ciclo di chemio, perché affetta da tumore. Era sconcertata e sfiduciata per quello che le era capitato e non sapeva se sottoporsi alla chemio. Ho cercato di tranquillizzarla, dicendo di avere fiducia nei medici e nella scienza, perché la medicina in questi anni ha fatto grandi passi in avanti. Passato un po' di tempo, incontro quella signora con la figlia al supermercato di Caselle. Mi riconosce, mi saluta e mi presenta alla figlia che l'accompagnava. Dopo le presentazioni, mi dice: "Devo ringraziarla per quel discorso che mi ha fatto in macchina sulla fiducia da avere nei confronti dei medici e della scienza. Sono state parole di grande aiuto nella decisione che dovevo prendere".
4. Nel quotidiano molti di noi si impegnano con amore e gioia verso le persone bisognose che incontrano nella vita, rinunciando a parte del proprio tempo: alcuni di noi aiutano vicini di casa bisognosi, altri si impegnano per la Caritas e a servizio della parrocchia, altri donano al servizio attraverso la propria professionalità.
5. Succede che da richieste banali possono nascere cose positive. Una signora ha testimoniato che la richiesta del gruppo C.S.T., di aiutare a fare dei fiori, è diventata un servizio continuativo che dura tutt'ora.
6. Non spetta a noi giudicare, perché non abbiamo sufficienti elementi. Se una persona è violenta può avere avuto una vita difficile di violenza e sofferenza.
7. Il dolore ci può rendere più sensibili verso il prossimo, capaci di comprendere ed immedesimarsi nelle situazioni degli altri.
8. Cercheremo di essere aperti nelle situazioni che si presenteranno, non giudicheremo nessuno, ma semplicemente diremo: "Hai bisogno? Eccomi". Naturalmente tenendo conto della personalità di chi ci sta di fronte.
Nel Sinodo dell'anno scorso sono emersi alcuni mali della nostra comunità:
- la chiusura;
- il vedere la propria attività parrocchiale come un fortino da difendere,
- la presenza di responsabili che non lasciano spazio ad altri,
è capitato e può ancora capitare che DELLE PERSONE SI ALLONTANINO DALLA VITA DELLA COMUNITÀ PROPRIO A CAUSA DI QUESTO CLIMA DI CHIUSURA che a volte o spesso si riscontra in parrocchia.
Tutti noi siamo qui perché abbiamo sperimentato che Gesù ci tratta in modo diverso. La sfida è che sia tra noi così e con tutti.