L'omicidio di Francesco Cecchin, un militante del Fronte della Gioventù, venne commesso a Roma durante il periodo degli anni di piombo. Nella notte tra il 28 e il 29 maggio 1979, dopo essere stato inseguito da due persone arrivate in zona a bordo di una Fiat 850, fu trovato gravemente ferito in un cortile condominiale del quartiere Trieste di Roma; morì il 16 giugno 1979 dopo diciannove giorni di coma.
Il 28 maggio, mentre stava affiggendo manifesti del Fronte della Gioventù con altri quattro amici, Cecchin era stato coinvolto in un'accesa discussione con un gruppo di attivisti della sezione del PCI di via Montebuono. Secondo i missini, i comunisti avevano completamente ricoperto i tabelloni elettorali e li avrebbero sorpresi mentre si riprendevano gli spazi; secondo i comunisti invece, i propri manifesti sarebbero stati strappati, pertanto si fecero avanti per impedire ai missini di affiggere i propri. Scoppiò così una violenta lite nel corso della quale l'allora segretario della sezione del PCI, Sante Moretti, avrebbe minacciato Cecchin.