Il libro è un “viaggio al centro della famiglia” in quaranta brani: intuizioni in presa diretta, pubbliche ammissioni, stralci di diario, lettere, sogni e svelamenti che partono da un altrove assoluto, la vita privata dell’autore, e rimandano al sentire e al sapere di ciascuno e di ciascuna, in una dinamica di rispecchiamenti nella quale è possibile perdersi.
Con il suo registro autenticamente autobiografico, spesso venato di ironia e mai fine a se stesso, questo libro si offre alla riflessione sulla propria esistenza, tocca il sentire urgente di tante e di tanti, genera vortici di interrogativi, guardandosi bene dal risolverli.