La notte del 4 maggio 1821 era stata tranquilla, secondo il racconto di Carlo Tristano di Montholon, compagno di esilio di Napoleone nella remota isola di Sant’Elena. Non c’erano state crisi, anche se «la debolezza dell’Imperatore» durante il giorno e soprattutto la sera fu «estrema». Poi, la notte del 5 maggio, verso le due, cominciarono il delirio e le convulsioni.
Oggi a 205 anni dalla morte di Napoleone Bonaparte la storia del suo amore fugace per il giardinaggio e quella dell'amore profondo di Paolo Pejrone per il suo giardino.